“Causarono incendi sul monte Ramaceto per rinnovare i pascoli”, perquisita famiglia di allevatori

San Colombano Certenoli. Nel tentativo di rinnovare i pascoli con il fuoco avrebbero causato due grandi incendi boschivi alle pendici del monte Ramaceto, mandano in fumo ettari di bosco. Ne sono convinti i carabinieri forestali, che in giorni scorsi hanno perquisito l’abitazione di una famiglia di allevatori di Cichero ritenuti i responsabili del rogo, scoppiato il 28 dicembre del 2025.
Gli incendi erano proseguiti per tutto il giorno percorrendo una superficie complessiva di oltre 23 ettari (230.000 mq) di pascoli e boschi. Per lo spegnimento erano dovuti intervenire numerosi vigili del Fuoco, volontari a mezzi aerei. L’area era già stata percorsa da ripetuti e vasti incendi invernali negli ultimi anni.
L’ipotesi dei forestali è che la famiglia abbia utilizzato scorrettamente una pratica comune in passato per stimolare la crescita dei pascoli, e cioè appiccare il fuoco in inverno a intervalli più o meno regolari: “In realtà, il ripetuto passaggio degli incendi, oltre che costituire un pericolo per la pubblica incolumità e un danno agli ecosistemi, finisce per deteriore la qualità del pascolo – sottolineano i carabinieri inquirenti – Infatti, a ogni incendio spariscono sempre più le specie buone foraggiere, lasciando campo alle piante più resistenti al fuoco, quali le gramigne e le felci aquiline: povere di nutrienti le prime e tossiche e cancerogene se ingerite le seconde. Altre presenze indesiderate che spesso compaiono dopo il passaggio degli incendi a causa dell’azoto presente nelle ceneri, sono i rovi e le vitalbe: entrambe piante infestanti difficilissime da eliminare e pessimo foraggiere”.
Appiccare il fuoco a praterie, pascoli e boschi per il loro presunto rinnovo, sottolineano i forestali, non è solo una scorretta pratica agronomica, ma costituisce anche un grave delitto punito con il carcere.
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