Cineturismo da Oscar: tour tra le location dei film vincitori

Mar 20, 2026 - 14:30
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Cineturismo da Oscar: tour tra le location dei film vincitori
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Da pochi giorni è andata in scena la notte degli Oscar 2026 che ha celebrato il meglio del cinema internazionale, premiando film, attori e registi che hanno segnato l’ultima stagione cinematografica.

La 98ª edizione degli Academy Awards ha visto trionfare One Battle After Another, diretto da Paul Thomas Anderson, che si è aggiudicato il premio come miglior film ma anche vincendo come miglior regia e consacrando Sean Penn miglior attore non protagonista.  Non ce l’ha fatta invece Leonardo diCaprio, protagonista della pellicola, a prendere la statuetta come miglior attore, andata invece a Michael B. Jordan per il film Sinners, mentre Jessie Buckley ha vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in HamnetSentimental Value ha vinto l’Oscar come miglior film internazionale.

E dunque i film premiati non entrano solo nella storia del cinema, ma offrono un viaggio affascinante che attraversa Stati Uniti, Regno Unito e Scandinavia, tra metropoli, villaggi storici e paesaggi naturali suggestivi.

Seguendo il trend del cineturismo o del cosiddetto set-jetting si possono ripercorrere e visitare le location rese famose dal grande schermo.

A cominciare dalla California: è lì infatti che è ambientato Una battaglia dopo l’altra, in diverse località che si possono legare in un itinerario per un viaggio on the road tra paesaggi urbani e natura selvaggia. Tra le location più interessanti da visitare c’è la capitale, Sacramento – la capitale della California, dove molte scene urbane del film prendono vita tra edifici governativi e quartieri storici. San Diego appare nel film con scorci della costa del Pacifico, e sullo schermo si possono riconoscere anche piccole città del nord del Sunshine State come Eureka e Arcata, circondate da immense foreste di sequoie, o anche Stockton, città portuale dal fascino industriale che nel film diventa un ambiente carico di tensione narrativa.

Si raggiunge invece il Sud degli Stati Uniti con Sinners, diretto dal regista Ryan Coogler. La pellicola è ambientata nel Delta del Mississippi degli Anni ’30, negli Stati Uniti dell’epoca delle leggi di segregazione razziale. Sullo schermo sfila un sud ricco di contrasti, tra musica blues, comunità afroamericane e paesaggi rurali e le ambientazioni evocano piccoli centri storici dove il tempo sembra essersi fermato.
Gran parte del film è stato girato in realtà in Louisiana, con luoghi come la Laurel Valley Plantation, il più grande complesso di piantagioni di canna da zucchero ancora oggi visitabili, e Braithwaite, a poca distanza, mentre lungo la storica Railroad Avenue di Donaldsonville è stata ricreata la cittadina di Clarksdale della fiction.

Si attraversa poi l’Oceano Atlantico per tornare nel Vecchio Continente, per la precisione nell’Inghilterra del Cinquecento, con Hamnet – Nel nome del figlio, il film diretto da Chloé Zhao e tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell, che racconta come la perdita del figlio ancora bambino abbia creato nel giovane William Shakespeare la scintilla per scrivere la sua tragedia Amleto. La moglie Agnes, figura centrale della storia, è stata interpretata da Jessie Buckley e le è valso l’Oscar come miglior attrice protagonista.

Il film è stato girato principalmente nell’Herefordshire, in Inghilterra, in particolare nel villaggio di Weobley, con i suoi edifici Tudor a graticcio ben conservati. Altre location chiave includono la Cwmmau Farmhouse, una proprietà del National Trust vicino a Whitney-on-Wye, che è servita come location per la casa d’infanzia di Agnes/Anne Hathaway, “Hewlands”, e alcune località in Galles e a Londra. Le scene del Globe Theatre sono state girate su un set costruito appositamente negli Elstree Studios, anziché nel vero Shakespeare’s Globe di Londra.

Atmosfere nordiche invece per Sentimental Value, diretto dal regista norvegese Joachim Trier. Il film, che racconta di una vicenda familiare segnata da lutti e incomprensioni, si svolge principalmente a Oslo, capitale della Norvegia (ma non mancano incursioni altrove come in Francia nella località balneare di Deauville dove si tiene l’American Film Festival), e utilizza la città come un elemento fondamentale della narrazione. Gran parte del film ruota attorno alla casa di famiglia, dipinta di rosso intenso con finiture bianche, che evoca un cottage e si trova nel quartiere di Frogner. Oslo figura poi anche in diversi altri suoi scorci, dai parchi cittadini ai moderni quartieri residenziali affacciati sul fiordo fino al National Theatre.

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Redazione Redazione Eventi e News