Colpo di scena sul fisco: illegittimo il divieto di sconti retroattivi

Mar 25, 2026 - 09:30
 0
Colpo di scena sul fisco: illegittimo il divieto di sconti retroattivi

lentepubblica.it

Per decenni, il sistema delle sanzioni fiscali in Italia è rimasto bloccato. Per un errore commesso diversi anni prima, il contribuente subiva regole severe vigenti al tempo della violazione, anche se nel frattempo il panorama normativo risultava cambiato con l’introduzione di sanzioni più leggere. Ma adesso si cambia.


Questo immobilismo è stato spezzato dalla sentenza n. 2288 del 2026 della Corte di Giustizia Tributaria di Roma, che ha messo in discussione un pilastro della recente riforma del fisco. Il governo, pur avendo ridotto le sanzioni, aveva inserito un blocco per impedire che questo sconto venisse applicato ai fatti accaduti prima di settembre 2024. I giudici romani hanno stabilito che tale previsione è illegittima perché viola il diritto europeo, il quale stabilisce che se una legge cambia e diventa meno severa, il cittadino deve poterne beneficiare immediatamente, indipendentemente da quando è avvenuto l’errore.

Il caso all’esame dei giudici

La questione giuridica trae origine da una specifica limitazione introdotta con la riforma sanzionatoria del 2024. Il governo, nonostante la riduzione, dal 90% al 70%, delle aliquote delle sanzioni per infedele dichiarazione, aveva inserito una clausola di salvaguardia per “blindare” i vecchi carichi pendenti. Secondo tale disposizione, le nuove misure più lievi non avrebbero dovuto trovare applicazione per i fatti accaduti prima del 1° settembre 2024.

Nel caso di specie, un contribuente romano ha contestato un accertamento che applicava la sanzione massima del vecchio regime. I giudici tributari hanno accolto la tesi difensiva, disapplicando la norma nazionale restrittiva e ordinando il ricalcolo della sanzione secondo i nuovi parametri più favorevoli. Per comprendere l’entità del risparmio economico, occorre considerare che su un debito d’imposta significativo, la riduzione del 20% della sanzione trasforma radicalmente il carico finanziario complessivo per il privato.

Fisco: ecco perché è illegittimo il divieto di sconti retroattivi

Il fondamento giuridico della decisione risiede nel primato del diritto dell’Unione Europea sulle leggi degli Stati membri. La Corte di Roma ha richiamato, infatti, l’art. 49 della Carta di Nizza e le garanzie previste dalla CEDU, le quali stabiliscono che se la legge successiva alla commissione del reato o dell’illecito prevede una pena più lieve, questa deve essere applicata obbligatoriamente. Il tribunale ha fatto riferimento a orientamenti consolidati della Corte di Giustizia Europea, come la causa Baji Trans, la quale impone al giudice nazionale di ignorare qualsiasi disposizione interna che contrasti con la tutela del cittadino rispetto a sanzioni sproporzionate o non più coerenti con la legge.

Una decisione già suffragata dalla Corte Costituzionale

Questa interpretazione rispecchia un’esigenza di civiltà giuridica già evidenziata dalla Corte Costituzionale italiana, la quale, con la storica sentenza 63 del 2019, aveva già chiarito che le sanzioni amministrative con finalità punitiva devono seguire la logica del favor rei, propria del diritto penale. Se lo Stato decide che un comportamento non merita più una punizione severa, non vi è alcuna ragione logica o etica per continuare a infliggere quella vecchia a chi sta ancora affrontando un processo.

The post Colpo di scena sul fisco: illegittimo il divieto di sconti retroattivi appeared first on lentepubblica.it.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News