“Coltivo dove dicono che non cresce nulla”, Vigor e i Mofos raccontano come è fare rap in provincia

Gen 31, 2026 - 00:30
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“Coltivo dove dicono che non cresce nulla”, Vigor e i Mofos raccontano come è fare rap in provincia
Lake Monsters - 30 gennaio

«Coltivo dove tutti hanno detto che non cresce nulla». Parafrasando una storica barra degli OTR, dj Vigor ha sintetizzato così lo spirito guida che può (e dovrebbe) animare gli artisti “della provincia”, quello del play your position.

È come sempre la scena varesina, descritta dal punto di vista degli artisti ospiti, la protagonista di Lake Monster, il talk dal vivo registrato allo Spazio Libero di Varese: Materia.

In un dialogo serrato e condotto da Marco Tresca insieme a Arianna Bonazzi di Noise Radio e Mantesam di Blackworld, i Mofos e Vigor hanno esplorato la traiettoria che unisce i pionieri della golden age alle nuove produzioni, come il disco d’esordio del trio, che vede Don Pexo e Habanero rappare sulle basi di Madd Paloma.

Il disco dei Mofos è figlio di una sintonia artistica immediata di due artisti la cui discografia solista era già ben avviata. Un’intesa maturata in quasi dieci anni di amicizia e trasformata in un progetto concreto in appena tre mesi di lavoro febbrile.

Dal punto di vista artistico, l’album si muove su sonorità West Coast e G-Funk, con un approccio che Vigor definisce propositivo rispetto a derive più nichiliste: «Sputano fuori “le loro sentenze” anziché fare un lamento con una ricerca di attenzione». Una concretezza che nasce anche dalla gavetta tecnica, come raccontato da Don Pexo: «Io ho iniziato a fare il fonico e poi il produttore solo perché non avevo soldi per andare in studio e ho detto: devo imparare perché devo farmelo da solo per forza».

«Volevamo fare una specie di movimento in realtà, più che un album» ha spiegato Don Pexo durante la serata, sottolineando la volontà di superare l’individualismo artistico che domina il mercato attuale. «In questo periodo i gruppi sono “morti”. Io invece sono cresciuto col rap fatto dai gruppi, secondo me ti dà una visuale più ampia» gli ha fatto eco Habanero, rivendicando la scelta di presentarsi come trio insieme al produttore e dj Matt Paloma.

La scelta di restare e investire sul territorio è dunque una risposta consapevole alla percezione di una Milano, la capitale della musica, che tuttavia spesso «è un po’ fuffa, ti dà l’idea che ci siano un sacco di opportunità ma poi si conclude molto spesso in un nulla di fatto». Da qui l’imperativo per la propria zona: «Siccome non c’è niente, creiamolo noi». Questa fame, tipica di chi cresce lontano dai grandi centri, diventa per Don Pexo un valore aggiunto: «Si sente quando i ragazzi arrivano dalla provincia, perché hanno una fame diversa e degli occhi diversi». Anche per Vigor, la provincia non è un limite ma una risorsa che «ti consente di farti una corazza che poi, quando la porti fuori, ha una valenza».

In quest’ottica di scambio continuo, i protagonisti hanno ricordato i prossimi appuntamenti, come la partecipazione al film documentario di Geko The Art of Disobedience e il live di Mofos insieme agli Affari Grossi del sabato 7 febbraio al TuMiTurbi.

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