Comunità energetiche rinnovabili: non è tutto oro quello che luccica

Aprile 2, 2026 - 21:00
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Comunità energetiche rinnovabili: non è tutto oro quello che luccica
comunità energetiche

Nelle ultime settimane un video ha riscosso grande interesse sui social, specialmente tra chi segue il mondo delle Comunità energetiche rinnovabili (Cer) e l’evoluzione del contesto normativo di riferimento. Ecco di cosa si è parlato e la nostra intervista

Il video dell’audizione da parte di Giovanni Montagnani, vicepresidente dell’associazione Ci sarà un bel clima, svoltasi a inizio febbraio di quest’anno presso la Commissione Ambiente del Senato sul tema dell’autoconsumo e dei sistemi di accumulo, ha destato grande interesse (qui sotto trovate l’intervento integrale).

Giovanni Montagnani era stato invitato in Senato anche in qualità di rappresentante dell’associazione Vergante Rinnovabile Cer e dell’associazione Energia per l’Italia.

Il dibattito era incentrato sulle possibili soluzioni per abbassare i prezzi dell’energia; in quei giorni, infatti, era in preparazione il Decreto Bollette (che poi ricevette il via libera dal Consiglio dei Ministri il 18 febbraio 2026).

In estrema sintesi, la tesi che ha esposto il relatore è stata la seguente: “per abbassare i prezzi dell’energia non servono ricette strane, ma massimizzare l’autoconsumo che riduce la domanda sul mercato elettrico e servono grandi impianti eolici e fotovoltaici, collegati a sistemi di batterie, per aumentare l’offerta a basso costo sul mercato“.

Se il tema era già di grande attualità appena due mesi fa, oggi è sicuramente al centro dell’agenda politica – non solo italiana – alla luce di quanto sta succedendo nei mercati delle materie prime dopo lo scoppio della guerra in Medioriente, che ha visto un forte rialzo del prezzo del petrolio (+50%) e del gas (+40%).

Giovanni Montagnani, ingegnere con un dottorato in elettronica nucleare, ha raccontato in Senato anche la sua esperienza con la costituzione e gestione della Cer Vergante Rinnovabile e non ha risparmiato critiche al Gestore dei servizi energetici e al funzionamento stesso dello strumento delle Cer in Italia.

Per tutti questi motivi, GreenPlanner ha voluto intervistarlo e approfondire il suo punto di vista sulle Comunità energetiche rinnovabili.

giovanni montagnani

Associazione Ci sarà un bel clima, di cosa si occupa

L’associazione dal 2020 promuove la divulgazione per adulti e bambini dei temi del cambiamento climatico e del rapporto tra uomo e natura.

A seconda dei format adottati, le iniziative vedono la partecipazione di genitori e bambini con il coinvolgimento di amministratori pubblici (sindaci e titolari di aziende della zona) per portare avanti istanze e proposte in ambito energetico e di mobilità (policy lab).

A questo proposito, in primavera saranno organizzati un evento a Varese e uno a Reggio Emilia. L’associazione ha sede sul Lago Maggiore, ma le attività che sviluppa sono organizzate su tutto il territorio italiano (grazie al lavoro di circa dieci soci operativi e un centinaio di amici sostenitori).

Si legge nel manifesto pubblicato sul sito internet che l’associazione chiede ai cittadini “di impegnarsi alla decarbonizzazione attraverso l’adozione e la promozione di abitudini di consumo critico, e di iniziare a costruire e affrontare insieme i cambiamenti che la rivoluzione ecologica porterà nelle nostre vite con coraggio, fiducia e solidarietà”.

Che cosa non funziona nello strumento delle Cer?

Il meccanismo della tariffa incentivante delle Cer, per come è stato progettato, è un controsenso. L’unica vera soluzione logica sarebbe stata applicare uno sconto diretto in bolletta a chi consuma l’energia condivisa.

Invece, oggi, per premiare economicamente chi fa parte di una Cer e ne consuma l’energia, si scaricano i costi su tutti gli altri cittadini attraverso altri oneri di sistema“.

Relativamente allo storno in bolletta, precisiamo che in alcuni Paesi europei già esiste questa possibilità (come approfondito nell’articolo Le Comunità energetiche rinnovabili in Europa a confronto del 19/02/2026), tuttavia in Italia l’incentivo economico (tariffa incentivante) riconosciuto dal Gse non viene scalato direttamente dalle bollette dei singoli membri, ma viene erogato al Soggetto Referente della Cer, che riceve il contributo e successivamente lo ripartisce tra i membri.

Inoltre, per come sono stati organizzati gli incentivi nel tempo e le modalità di accesso ai contributi, allo stato attuale, “la maggior parte degli impianti nelle Cer è fatto da pochi impianti di grosse dimensioni perché le ditte non potevano accedere a nessuna altra incentivazione e allora hanno preso il contributo del Pnrr (le risorse messe a disposizione nel Piano nazionale di ripresa e resilienza prevedevano fino al 40% a fondo perduto per le domande pervenute entro il 31/11/2025).

Grossi impianti per grosse aziende con grandi consumi: quindi in rete ci sarà poca energia scambiata; in sostanza, il Pnrr gli ha dato dei soldi per farsi i loro impianti, ma impianti piccoli dei consumatori ce ne sono pochi“.

Tra i problemi più sentiti, infine, c’è anche l’eccessiva mole di dati richiesti, di cui alcuni “anche inutili perché li hanno già, ma te li chiedono più volte (per esempio i codici seriali dei pannelli di impianti già autorizzati e connessi con regolamento d’esercizio)“.

Per Giovanni Montagnani, “il Gse è il vero problema delle Cer, perché dovrebbe essere l’abilitatore, mentre invece drena risorse di capitale umano ed economiche. Tutto questo rende gli iter autorizzativi molto lunghi“.

Che cosa salva dello strumento delle Cer?

Le Cer sono riuscite a creare divulgazione in campo energetico e ambientale a livello territoriale, sen non fosse stato per questo sarebbero una misura senza senso.

Sicuramente lo strumento delle Cer ha contribuito a rendere i cittadini da soggetti passivi ad attivi nella transizione energetica. Si è creato il necessario coinvolgimento per mettere insieme realtà imprenditoriali e cittadini“.

Che suggerimenti darebbe per migliorare?

Chiunque voglia far funzionare questo meccanismo deve adoperarsi per semplificarlo come prima cosa, magari attingendo dalle migliori pratiche già attive altrove“.

Crediti immagine: Depositphotos

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Andrea InnocentiAndrea Innocenti: da tempo si interessa di energia e sostenibilità, prima come Ceo di un'azienda reseller di luce e gas, oggi come consulente e docente. Bocconiano con Mba a Edimburgo, cresce all'interno di due multinazionali della consulenza di direzione. Crede nelle energie rinnovabili, quale leva per combattere il cambiamento climatico, e segue la realizzazione delle Comunità Energetiche Rinnovabili, oltre a tenere corsi sulla sostenibilità nelle scuole | Linkedin

L'articolo Comunità energetiche rinnovabili: non è tutto oro quello che luccica è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia