Fasac stima un 2026 a +10% e celebra 70 anni inaugurando l’ArchivioVivo
Fasac 1955 apre le porte del suo ‘ArchivioVivo’ e marcia a velocità +10% nel 2026. L’azienda tessile comasca opera all’interno del gruppo industriale Scr, che ha chiuso il suo 2025 con un fatturato pari a 76,7 milioni di euro, in crescita del 7% sull’anno precedente, “allineandosi così ai livelli del 2023, dopo il lieve calo del 2024”, ha spiegato – in occasione della visita all’azienda dedicata alla stampa – il presidente Federico Curti.
Nonostante il momento ancora molto complesso e costellato di criticità per il settore tessile, Fasac – specializzata nella creazione di tessuti tinti e stampati per abbigliamento e rivolta principalmente al lusso italiano e francese – vive un momento positivo della propria storia aziendale ed è reduce da un decennio che ha assistito a oltre il raddoppio del proprio fatturato.
Il risultato di una strategia commerciale ma anche di una fortunata unione familiare, ha raccontato ancora Curti: “Guido l’azienda da quasi cinquant’anni e penso di aver tramandato la passione per questo lavoro ai miei figli (Virginio, Lino e Carlo Curti, ndr), che mi hanno affiancato apportando il proprio contributo”.
Dal 1990, infatti, l’azienda – nata a Milano e poi sviluppatasi nel distretto comasco – è controllata al 100% dalla famiglia Curti e oggi opera all’interno del gruppo Scr, realtà industriale che integra attività di tintura, stampa e finissaggio tessile. Da qui un player con un ciclo produttivo verticalizzato che segue tutte le fasi del lavoro tessile, dalla progettazione del disegno alla stampa, dalla tintura al prodotto finito. Al 2016 risale l’acquisizione della Società Divisione Tessile e, con essa, l’ingresso di nuove figure manageriali capaci di rafforzare la crescita della società. Nel 2023 Fasac acquisisce poi Texta, società italiana specializzata nel mercato dei tessuti stampati per il ready-to wear e la camiceria maschile.

Crescente, inoltre, l’attenzione verso la sostenibilità, con l’impiego di impianti fotovoltaici e di cogenerazione, che permettono all’azienda di autoprodurre oltre il 70% dell’elettricità necessaria ai propri stabilimenti. Da alcuni anni, inoltre, Fasac aderisce al commitment 4sustainability, applicando il protocollo ‘Chem’ per l’eliminazione delle sostanze tossiche e nocive dai cicli produttivi ogni anno fa misurare e certificare da Ympact le proprie performances aziendali relativamente all’impiego di materiale sostenibile.
E all’orizzonte nessuna prospettiva di vendita di quello che è a tutti gli effetti percepito dai Curti come un patrimonio familiare: “Non esiste una cifra per la quale potremmo cedere la nostra Fasac”. A testimonianza del momentum positivo che il player tessile sta vivendo, in parziale controtendenza rispetto al settore a cui appartiene, sono già 22 i neo assunti del primo trimestre 2026, che si aggiungono ai 44 dei passati dodici mesi. Al momento, la forza lavoro conta complessivamente 374 dipendenti.
Primariamente orientata alla moda e all’abbigliamento, Fasac produce al 90% per il fashion, con un ulteriore 5% dedicato nello specifico agli accessori; la restante piccola quota del 5% è invece dedicata all’arredamento, divisione nata nel 2008 e da allora dedicata alla fascia più premium di questo mercato, ovvero l’editoria tessile.
Nel 2025, in occasione dei settant’anni dell’azienda, Fasac decide di dare vita a uno spazio che in cui potessero trovare dimora decenni di creazioni tessile, andando però oltre il concetto tradizionale di archivio. Da questa intuizione è nato ‘ArchivioVivo’, uno spazio di 2.300 metri quadrati distribuiti su tre livelli, progettato per diventare anche un luogo di cultura che possa ospitare eventi legati al mondo tessile ma non solo, aperto a brand, scuole, università, designer e comunità locali. Un palinsesto che punta a far vivere lo spazio e curato dalla figura di Lorenza Mosca, direttrice sviluppo prodotto.
Il primo piano ospita la sezione vintage, con oltre 15mila cappellotti storici dagli anni ’50 agli anni ’90, mentre il secondo piano raccoglie da una parte le collezioni attuali e dall’altra una zona esclusiva dedicata al mondo dell’arredamento. Al centro, un archivio fisico e digitale con oltre 80mila disegni, risultato di decenni di ricerca, creatività e sperimentazione.
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