Firmato il protocollo 2026 tra Confindustria Moda e il Ministero dell’Istruzione

Febbraio 24, 2026 - 06:00
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Firmato il protocollo 2026 tra Confindustria Moda e il Ministero dell’Istruzione
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Sottoscritto un nuovo protocollo d’impresa tra il ministero dell’Istruzione e del Merito (Mim), Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda. La firma dell’accordo 2026, che rinnova e amplia il precedente documento del 2021, è stata apposta alla presenza del ministro Valditara e ha l’obiettivo di “rafforzare il raccordo tra sistema educativo e filiera produttiva della moda, al fine di valorizzare i talenti, sostenere l’orientamento e favorire l’occupabilità dei giovani, in un’ottica di scuola aperta al territorio, dialogo intergenerazionale e cittadinanza attiva”, spiega la nota.

Occasione della firma è stata l’inaugurazione delle fiere Micam e Mipel, al via da ieri, 22 febbraio. Il protocollo segna, inoltre, “un passaggio significativo rispetto alla sua ultima edizione: si passa da una logica settoriale a una visione sistemica, in cui scuola, formazione tecnica superiore e mondo delle imprese collaborano in modo strutturato per costruire competenze, innovazione e occupabilità lungo l’intera filiera tecnico-professionale”.

Il nuovo documento introduce riferimenti aggiornati al quadro legislativo e organizzativo più recente, con particolare attenzione alla definizione del Sistema ITS, alla formazione tecnologico-professionale, alla riforma dell’esame di stato e della riorganizzazione del ministero dell’Istruzione e del Merito. Quest’ultima ridefinisce competenze e risorse per la didattica digitale e l’inclusione e prevede, tra i nuovi uffici dirigenziali, l’istituzione della direzione generale per l’Istruzione tecnica, professionale e la formazione tecnica superiore, che coordinerà le azioni previste dal Protocollo, contribuendo a migliorare l’efficienza e la gestione delle politiche educative.

Rispetto alla versione 2021, il protocollo 2026 si distingue anche per un ampliamento di orizzonte e di contenuti. Menzionati, infatti, personalizzazione dei percorsi e di formazione integrata, oltre ai temi dell’intelligenza artificiale, delle tecnologie digitali, della sicurezza informatica e della protezione dei dati, con esplicito riferimento all’agenda 2030 e agli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Per la prima volta, ancora, il protocollo assume una dimensione internazionale con azioni volte a favorire la formazione in loco di giovani provenienti da Paesi extra-Ue, con possibilità di successivo inserimento nel mercato del lavoro italiano.

Se nel 2021 il ruolo delle imprese era principalmente di supporto formativo e di partecipazione agli stage, nel 2026 esse diventano partner strutturali e co-protagonisti del sistema educativo. Le aziende saranno coinvolte – attraverso le associazioni di categoria – nella co-progettazione dei curricula, nella definizione delle competenze professionali e dei nuovi standard tecnologici, nella formazione e aggiornamento dei docenti e nella certificazione delle competenze.
Si tratta quindi di un passo decisivo verso una istituzionalizzazione del partenariato scuola-impresa, orientato a potenziare innovazione, competenze trasversali e occupabilità.

Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, ha commentato: “La firma del protocollo rappresenta per Confindustria Moda un investimento strategico sul futuro dell’industria della moda nel nostro Paese. Rafforzare e mantenere attuale e focalizzato sul futuro il legame tra scuola e impresa significa costruire competenze solide, valorizzare i talenti e garantire alle nostre filiere le professionalità necessarie per affrontare le sfide della transizione digitale, sostenibile e generazionale. È un impegno concreto per dare ai giovani opportunità reali di occupabilità e per tutelare, innovandolo, il patrimonio manifatturiero che rende il Made in Italy un’eccellenza riconosciuta nel mondo”.

Gli fa ceco Giovanna Ceolini, presidente di Confindustria Accessori Moda: “La moda italiana non è soltanto creatività o espressione estetica. È soprattutto manifattura, competenze, occupazione. È una filiera che produce valore industriale e culturale, che genera identità e sostiene l’economia dei territori. Tuttavia, senza nuove competenze e senza un adeguato ricambio generazionale, tutto questo rischia di disperdersi. Il presente e il futuro della moda dipendono dalla capacità di formare e accompagnare i giovani verso professioni che richiedono conoscenze tecniche, digitali e artigianali sempre più integrate. Oggi, con la firma di questo Protocollo, non celebriamo soltanto un accordo, ma riaffermiamo l’impegno del nostro settore verso la crescita del Paese, la valorizzazione del capitale umano e la costruzione di un futuro solido e sostenibile per le nuove generazioni”.

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Redazione Redazione Eventi e News