Trump contro i medici cubani in Calabria. Occhiuto vede l'incaricato Usa

Febbraio 24, 2026 - 07:30
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Trump contro i medici cubani in Calabria. Occhiuto vede l'incaricato Usa

"I medici cubani che stanno consentendo di mantenere aperti gli ospedali e i pronto soccorso della Calabria sono ancora una necessità per la nostra regione, perché la mia priorità assoluta è quella di assicurare il diritto alla cura dei cittadini calabresi che già hanno un sistema sanitario in condizione di grande difficoltà". Queste sono state le parole che il presidente della Calabria Roberto Occhiuto ha rivolto all'ambasciatore Mike Hammer, incaricato d’affari statunitense a Cuba, questa mattina quando lo ha incontrato a Catanzaro negli uffici della Regione, insieme a Terrence Flynn, console generale degli Stati Uniti d'America a Napoli. Lo scopo di quest'incontro era quello di convincere Occhiuto a far chiudere il programma di collaborazione con Cuba perché, secondo l'amministrazione americana, dietro questi accordi si nasconderebbero in realtà il "lavoro forzato" e la "tratta di esseri umani". Da tempo ormai Donald Trump vuole mettere in ginocchio L'Avana e ora il presidente ha minacciato anche sanzioni per chi dovesse assumere medici cubani e in Calabria, da tre anni a questa parte, ne sono arrivati più di quattrocento. 

 

Ma, come ha spiegato anche nel suo comunicato, Occhiuto non è d'accordo con la minaccia americana, anzi. Ha spiegato che la sua intenzione è invece quella di "incrementare la missione dei medici cubani fino a 1.000 camici bianchi caraibici". Durante l'incontro il governatore riconosce che, anche in ragione di una proficua collaborazione instaurata con il Dipartimento di stato Usa e con il consolato americano, sta nascendo l'ipotesi di "verificare una strada alternativa per il reclutamento di ulteriori medici" che provengano dall'Unione europea, ma anche da altri stati. Però sui medici cubani il presidente della Calabria non arretra e ribadisce la sua linea: "Ho detto ad Hammer che i medici stranieri sono assolutamente necessari, ma che la nostra Regione è disponibile ad accogliere tutti i medici - comunitari, extracomunitari, cubani non vincolati alla missione già esistente - che in autonomia vogliano venire a lavorare in Calabria, ed è disponibile a dare loro tutto il supporto logistico ed economico che abbiamo già garantito ai medici cubani che da qualche anno vivono da noi”.

 

Occhiuto non ha intenzione di accettare il diktak americano soprattutto perché quei 400 medici cubani sono indispensabili per tenere in piedi il sistema sanitario calabrese estremamente carente di personale. I doctores sono giunti in Italia in piena emergenza Covid, grazie a un accordo firmato nel luglio 2022 -  prorogato fino al 2027 - tra la Calabria e la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos (Csmc), la società statale cubana, che prevedeva l'arrivo di 497 medici. In questi anni i medici cubani hanno collaborato con la sanità regionale soprattutto negli ospedali di Polistena, Vibo Valentia e Cosenza. Sulle pagine di questo giornale, al tempo, Occhiuto aveva spiegato il motivo dell'accordo: "La carenza di camici bianchi è ormai patologica in tutto il paese, e per una regione come la mia, con un sistema sanitario distrutto da 12 anni di commissariamento, attrarre medici è ancor più complesso rispetto ad altre e più attraenti realtà nazionali". La decisione aveva fin da subito attirato critiche di ordini e corporazioni, ma oggi è diventato "un modello positivo che tanti aspirano a imitare", aveva detto il governatore.

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Redazione Redazione Eventi e News