G7: i ministri delle Finanze discutono del rilascio coordinato delle riserve petrolifere
I ministri delle Finanze del Gruppo dei Sette Paesi industrializzati (G7) hanno discusso oggi, durante un incontro in videoconferenza alla quale ha partecipato anche l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), la possibilità di un rilascio coordinato delle riserve di petrolio, in risposta al forte aumento dei prezzi del petrolio innescato dalla crisi nel Golfo. Il direttore esecutivo dell’Aie, Fatih Birol, ha riferito in un comunicato che le condizioni del mercato petrolifero globale “sono peggiorate negli ultimi giorni”, citando il calo della produzione e le difficoltà nel transito attraverso lo Stretto di Hormuz. “Questo sta creando rischi significativi e crescenti per il mercato. Abbiamo discusso tutte le opzioni disponibili, compresa la possibilità di rendere disponibili al mercato le scorte petrolifere di emergenza dell’Agenzia”, ha reso noto Birol.
La ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama ha riferito ai giornalisti al termine dei colloqui che i ministri del G7 hanno “concordato di adottare misure per sostenere l’approvvigionamento energetico globale e altri passi necessari”, e ha aggiunto che l’Agenzia internazionale dell’energia ha sollecitato a lavorare rapidamente verso un rilascio collettivo delle scorte. Katayama ha inoltre affermato che i ministri dell’Energia del G7 discuteranno a breve i dettagli di un eventuale intervento. Il ministro delle Finanze francese Roland Lescure ha dichiarato dopo la riunione che i Paesi del G7 non hanno ancora assunto una decisione in merito al possibile rilascio delle scorte.
Secondo l’Aie, i Paesi membri dispongono attualmente di riserve petrolifere di emergenza per oltre 1,2 miliardi di barili, a cui si aggiungono circa 600 milioni di barili detenuti dall’industria su obbligo governativo. Stati Uniti e Giappone possiedono insieme circa 700 milioni di barili delle riserve pubbliche totali. Negli ultimi anni un rilascio coordinato delle riserve, organizzato dall’Agenzia internazionale dell’energia, è avvenuto nel 2022 per stabilizzare i mercati dopo l’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico “Financial Times”, che aveva anticipato la discussione prima della riunione, gli Stati Uniti figurano tra i Paesi favorevoli a un rilascio congiunto delle scorte per stablizzare i mercati. Alcuni funzionari statunitensi ritengono appropriato un intervento compreso tra 300 e 400 milioni di barili, pari al 25-30 per cento delle riserve pubbliche totali, secondo una fonte anonima citata dal quotidiano.
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