La sensazione di non avere mai nulla da mettere ha una spiegazione

Mar 10, 2026 - 17:31
 0
La sensazione di non avere mai nulla da mettere ha una spiegazione

A chi non è capitato di aprire l’armadio al mattino, scorrere con lo sguardo file di maglioni, abiti e pantaloni e pensare comunque di non avere niente da indossare. Questione di stile o di quantità? Gli studi dicono sia un problema di percezione.

Sunday Rose: la figlia di Nicole Kidman sfila a Parigi

Secondo una nuova ricerca di Vestiaire Collective realizzata insieme all’agenzia creativa WRÅD, questa frustrazione non riguarda infatti la reale quantità di capi posseduti, ma il rapporto emotivo che intratteniamo con il nostro guardaroba. Dietro a quel momento di esitazione davanti all’armadio si nasconde spesso qualcosa di più profondo: un cambiamento di identità, un momento di insicurezza o semplicemente la sensazione che ciò che abbiamo non ci rappresenti più davvero.

Il paradosso dell’armadio pieno

La ricerca mostra che il famoso momento del “non ho niente da mettermi” è spesso legato più alle emozioni che alla moda. L’84% delle persone ammette di aver provato almeno una volta la sensazione di non avere nulla da indossare, percentuale che sale al 94% tra i membri della Gen Z. Eppure i numeri raccontano tutt’altra storia: in media possediamo più di cento capi, utilizzandone però solo il 60%. In più: solo il 15% indossa regolarmente la maggior parte dei vestiti che possiede, mentre un quarto degli intervistati ammette di dimenticare spesso alcuni capi, finendo per non indossarli mai. Il risultato? Guardaroba pieni ma look ripetivi.

La campagna Got Nothing to Wear di Vestiaire Collective.

Perché non si ha mai niente da indossare

Il famoso momento del “non ho niente da mettermi” non nasce quindi dalla mancanza di vestiti, ma da una frattura più sottile: quella tra ciò che possediamo e ciò che sentiamo di essere. Secondo lo studio, circa sette persone su dieci riconoscono che queste crisi da armadio hanno un’origine emotiva. Gli abiti improvvisamente non funzionano più perché non riflettono l’identità del momento. Tra i fattori più citati emergono le preoccupazioni legate all’immagine corporea (39%), i dubbi su sé stessi (22%) e una generale sensazione di insicurezza (22%). In altre parole, il guardaroba resta lo stesso, ma cambia lo sguardo con cui lo osserviamo. E ciò che ieri sembrava perfetto, oggi appare improvvisamente “sbagliato”.

Niente da indossare? Il problema potrebbe essere il proprio umore.

Comprare di più non risolve il problema

Come risolvere il problema? Risalendo alla radice di esso: lo shopping. Nel 90% dei casi la frustrazione si traduce infatti nell’acquisto di qualcosa di nuovo. Un gesto che promette un’immediata sensazione di rinnovamento ma che, nel lungo periodo, finisce per alimentare un circolo vizioso. I capi si accumulano, mentre la soddisfazione diminuisce. Gli esperti parlano di “obsolescenza emotiva”: vestiti ancora perfettamente utilizzabili, ma percepiti come superati perché non rispecchiano più la nostra identità.

Una possibile via d’uscita, suggerisce la ricerca, è riconnettersi con ciò che già si possiede. Nei test condotti sui guardaroba reali, molte persone hanno scoperto di avere molti più capi di quanto immaginassero, rivalutandoli grazie a nuovi abbinamenti. Un altro passo riguarda la semplificazione. Più opzioni significano spesso più indecisione, meglio ridurre i capi che non si indossano più e snellire il guardaroba, cambiando la prospettiva anche negli acquisti. Comprare meno ma con più intenzione. Scegliendo capi che abbiano un valore duraturo, che possano essere indossati in modi diversi e che rispecchino davvero chi siamo.

Il paradosso del guardaroba contemporaneo: molti vestiti, ma pochi che si vogliono davvero indossare.

The post La sensazione di non avere mai nulla da mettere ha una spiegazione appeared first on Amica.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Redazione Eventi e News