Gattuso: "La partita più importante della mia carriera, ho l'Italia sulle spalle. La gente mi incontra e mi chiede di portarci ai Mondiali"

Mar 25, 2026 - 20:00
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Gattuso: "La partita più importante della mia carriera, ho l'Italia sulle spalle. La gente mi incontra e mi chiede di portarci ai Mondiali"

Gennaro Gattuso, ct dell'Italia, ha parlato alla vigilia del fondamentale playoff per la qualificazione al Mondiale, tra Italia e Irlanda del Nord, previsto per domani alla New Balance Arena di Bergamo:


Queste le dichiarazioni a Sky:


"C'è un buon umore all'interno della squadra, sono stati tre giorni belli, con una grandissima atmosfera. È normale, sappiamo cosa ci giocheremo domani ed è giusto arrivare carichi e sentire un po' di responsabilità e tensione".


Una partita che si giocherà soprattutto di testa o conteranno anche le gambe?

"Tutte e due, ci sono anche le gambe che devono andare. Domani sarà una partita dove i nostri avversari faranno pochissime cose ma quelle cose le faranno bene. Dovremo essere forti mentalmente, dovremo saper soffrire. Poi quando avremo la palla cercheremo di metterli in difficoltà". -


Bastoni sta migliorando, pensa di recuperarlo per la panchina?

"Vediamo. Sia lui che Scamacca hanno lavorato a parte. La voglia di questi ragazzi è quella di mettersi a disposizione e stringere i denti"


Quella di domani sarà la partita più importante della sua carriera da allenatore?

"Sicuramente sarà la partita più importante. Mi gioco tanto, sono giovane ma ho un Paese sulle mie spalle. Non vi nego che in questi mesi tante volte mi hanno fermato per strada chiedendomi di portare l'Italia al Mondiale. Sono abituato alla pressione, ma è la partita più importante della mia carriera".





Poi in conferenza: "Prima di addormentarmi alla sera sento "portaci al Mondiale, portaci al Mondiale". Sicuramente è la partita più importante della mia carriera, mi sono preparato e voglio pensare in grande. Siamo pronti"

"Domani serve esperienza ma bisogna capire bene e saper soffrire su quello che loro sanno fare bene. Sono pericolosi in area, il portiere lancia in area, sono bravi sulle seconde palle. Dobbiamo essere bravi su questo. Abbiamo fatto cene, in tutte le telefonate che gli ho fatto ogni tanto di calcio abbiamo parlato. Oggi i giocatori sono evoluti e sanno quello che devono fare, sono preparati, tra video e internet. Se dormo? Più di una volta, altrimenti se mi sveglio alle 4.30 poi sembro un pipistrello"

"Lippi dice che gli somiglio? Non ti nego che mi sono emozionato, per quello che abbiamo condiviso e che ha detto. Lo ringrazio"

"Bastoni ha lavorato al trenta per cento con la squadra, stasera proveremo ancora. Scamaccaa è più indietro. Loro sono gli unici da valutare, gli altri stanno tutti bene, compresi Calafiori, Mancini e Politano"

"Il rigorista è Retegui, ieri abbiamo provato gli altri. Ci siamo portati avanti, c'è la possibilità e abbiamo provato"

C'è un Sinner in questa Nazionale?

"Lo spirito di squadra. Abbiamo giocatori importante, ma mi piacerebbe vedere il suo spirito in tutta la Nazionale". -


Cosa ti senti di dire agli italiani?

"Sta a noi. Se scendiamo in campo anche nello stadio e diamo la sensazione di stare sul pezzo tutto il resto è una conseguenza. Non possiamo chiedere nulla a nessuno, siamo artefici del nostro destino. Ci vuole grande tranquillità e la consapevolezza che sfidiamo giocatori che hanno il veleno. Loro dicono che noi non abbiamo identità, ma è giusto che lo dicano. Noi dobbiamo farci trovare pronti". -


Ha guardato gli spareggi del passato?

"Non avevo bisogno di guardarli, li ho nella mia testa. Poi la verità è che se Jorginho segna all'Olimpico siamo al Mondiale. Quando io ho vinto nel 2003 se Ambrosini non s'inventa la spizzata siamo ai quarti di finale. La fortuna è una componente importante nel calcio, ma alla fine non andiamo al Mondiale dal 2014. Ma quello è il passato, pensiamo a domani".


Kean-Retegui-Esposito, dipende dalla forma o si pensa anche al 31?

"Non penso al 31, ma a domani. E ho la consapevolezza di avere attaccanti forti".


Pensa l'Irlanda del Nord sia capace di giocare anche in campo aperto o sia solo lanci lunghi e piazzati?

"No, ma ho visto le ultime loro gare e questa è la caratteristica principale. Dobbiamo stare attento sui piazzati, dobbiamo fare attenzione alla loro cattiveria. Poi Spencer quando ti attacca può farti male, ma le caratteristiche principali sono queste. E' una squadra verticale che tutto quello che fa lo fa in maniera egregia".


Le due mancate qualificazioni ha cambiato la percezione della Nazionale? Quanto aumenta pressione su di lei?

"E' vero. Ma noi domani ci giochiamo qualcosa di importante. La responsabilità non è dei tifosi, sono state due delusioni pazzesche. Ma oggi non c'è tempo di parlare del passato, ma del nostro obiettivo. Dobbiamo riuscire ad andare a questo Mondiale perché è fondamentale per noi. L'obiettivo è quello di riuscire a tornare dove siamo stati per tanti anni e anche da protagonisti".


Gara da preparare più a livello mentale?

"E' da preparare da tutti i punti di vista. Gare semplici non esistono più. Devi stare sul pezzo per 95 minuti, se non sei preparato... Dobbiamo essere pronti, domani avremo le nostre difficoltà. Bisognerà saper difendere sulle seconde palle, servirà il dente avvelenato. Le gare facili non esistono più".


Paragonato al Mondiale 2006, quanto è importante questa gara?

"Quello è un altro mondo, sono passati talmente tanti anni che non ricordo nemmeno più le gare che ho giocato... E' la più importante sì, per la responsabilità che mi sento addosso non c'è paragone".


Le apprezza le qualità dell'Irlanda del Nord? "Dobbiamo essere bravi a non perdere le seconde palle, ad avere una buona percentuale di recuperi. A scappare in maniera corretta e non farci trovare piatti, quando impattiamo col centrale dobbiamo dare la giusta copertura. Non dobbiamo sottovalutare e pensare che il compagno ci mette una pezza, serve annusare il pericolo".


Ci puoi raccontare un aneddoto di questi giorni che ti ha fatto aumentare la fiducia?

"Tre, quattro, cinque di loro a inizio ritiro non si reggevano in piedi e alla fine c'erano. Scamacca non è voluto andare a casa. Lo spirito mi è piaciuto, io mi diverto molto in campo con loro. Riesco anche a cazzeggiare qualche volta, ma poi ognuno sa stare al suo posto. Tutto questo però dobbiamo metterlo in campo e raccogliere quanto stiamo salutando".


Cosa dici alla tua squadra per evitare di nuovo il Mondiale? E' strano vedere una Coppa del Mondo senza l'Italia...

"Lo so che è strano. A me non piace raccontare ai giocatori quello che ho vissuto io. I giocatori le emozioni devono provarle, se non hai il formicolio quando giochi queste gare puoi dire ciò che vuoi... Bisogna entrare in campo e l'avversario non si può sottovalutare, loro sono arrivati fin qui perché hanno il veleno. La prima palla e l'ultima è come se fosse l'ultima della loro vita e non puoi sottovalutare questo, noi dobbiamo rispondere colpo su colpo".


C'è la consapevolezza nei tuoi che devono passare da questa pagina di sofferenza?

"Penso di sì. Se capiscono, se siamo stati bravi... In questa gara ci sono due partite, quella con e quella senza pallla. La sofferenza dobbiamo metterla quando non abbiamo palla, poi quando l'abbiamo noi dobbiamo metterla in campo con la nostra velocità e arrivare nei loro 20-25 metri con qualità sviluppando il tutto in maniera corretta".

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Redazione Redazione Eventi e News