Gestione del lupo nelle Alpi: dal report alla pratica

Marco Apollonio, docente di Zoologia e Wildlife Management presso l’Università di Sassari, in questi anni ha portato avanti nelle Prealpi Venete, al confine con il Trentino, alcune ricerche tra le più innovative a livello nazionale nel campo della gestione proattiva del lupo. In concreto significa puntare su prevenzione, dissuasione, flessibilità. Soprattutto flessibilità. Questo significa avere a disposizione un ventaglio di strumenti – tecnici e non – per governare al meglio situazioni estremamente diversificate e sito-specifiche. “Al pastore – aveva detto Apollonio nell’intervista che ci aveva rilasciato nel secondo numero dei Fogli non serve sapere che nella sua provincia ci sono 200 0 400 lupi, deve sapere dove sono i branchi e capire da dove gli possono arrivare i problemi”. In sintesi, serve un dato di campo affidabile e il più possibile aggiornato. Siamo dunque tornati da lui per chiedergli come valuta la situazione alla luce dei risultati del nuovo report sullo status del lupo nelle regioni alpine, uscito nel novembre 2025, e di cui abbiamo diffusamente parlato nell’altro articolo di questa sezione dei Fogli.
“Credo sia utile ragionare su piani di valutazione differenziati – spiega il docente – il primo che riguarda il report in quanto tale, il secondo che tocca la possibilità di arrivare, alla luce dei nuovi dati, a ricadute concrete in termini gestionali”.
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