Parma chiama a sé gli artisti per rilanciare l’arte dei monasteri

Il progetto europeo Mon-Art apre una call rivolta ad artiste e artisti per partecipare a una residenza artistica all’Abbazia di Valserena, con l’obiettivo di attivare processi di rigenerazione culturale e nuovi stili di vita sostenibili. E l’Università degli Studi di Parma è in prima fila
Pensare e strutturare dinamiche di rigenerazione culturale capaci di riattivare luoghi del patrimonio e trasformarli in spazi di creatività condivisa. È questo uno degli obiettivi del progetto Mon-Art – i Monasteri dell’Arte, iniziativa di cooperazione europea che ha aperto una call per artiste e artisti interessati a lavorare sul territorio di Parma attraverso una residenza d’artista.
Il progetto coinvolge l’Università di Parma, partner dell’iniziativa attraverso il Centro Studi e Archivio della Comunicazione (Csac) e si inserisce nel programma europeo Creative Europe, che cofinanzia il progetto.
Il progetto si ispira al ruolo storico dei monasteri benedettini, cluniacensi e cistercensi, che nel Medioevo rappresentavano centri di conoscenza, resilienza e organizzazione sociale.
In Mon-Art questo modello viene reinterpretato attraverso la creazione di una rete di Monasteri dell’Arte, spazi culturali che utilizzano la creatività come strumento di attivazione territoriale.
Si tratta naturalmente di una metafora culturale: i monasteri del progetto sono luoghi del patrimonio storico e culturale che vengono riattivati attraverso pratiche artistiche contemporanee e processi partecipativi.
Una rete europea tra arte, patrimonio e sostenibilità
Attivo dal 2025 al 2028, Mon-Art riunisce partner provenienti da cinque Paesi europei: Italia, Bulgaria, Ungheria, Albania e Cipro. L’obiettivo è esplorare in modo innovativo il rapporto tra arte contemporanea, patrimonio culturale e sostenibilità, sviluppando modelli di collaborazione tra artisti e comunità locali.
La residenza artistica all’Abbazia di Valserena
Per l’Italia la sede della residenza sarà l’Abbazia di Valserena, complesso monumentale che ospita il Csac dell’Università di Parma. Qui artisti e artiste selezionati avranno l’opportunità di sviluppare progetti di arte pubblica e partecipata, lavorando a stretto contatto con il territorio e con le comunità locali.
Le residenze rappresentano uno degli elementi centrali del progetto: vere e proprie piattaforme di co-creazione, dove la ricerca artistica si intreccia con temi come la sostenibilità, l’economia circolare e la valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.
In questo contesto emerge la figura dell’Artista della rigenerazione, un nuovo profilo professionale che combina pratica artistica, partecipazione sociale e impegno civico. L’artista non è solo autore di opere, ma diventa facilitatore di processi culturali e comunitari.
Il coinvolgimento del quartiere San Leonardo
La residenza artistica avrà una forte connessione con il quartiere San Leonardo di Parma. Proprio per questo, durante la presentazione del progetto è stata illustrata anche l’iniziativa Raccontaci San Leonardo, promossa in collaborazione con le associazioni del territorio.
Il progetto invita giovani artiste e artisti della città a raccogliere materiali, testimonianze e documentazioni utili a raccontare il quartiere.
Questo patrimonio narrativo servirà a introdurre il contesto locale agli artisti selezionati per la residenza, favorendo un approccio creativo basato sull’ascolto e sul dialogo con la comunità.
Oltre alle attività artistiche e alle residenze, Mon-Art prevede la creazione del MonArt Network (Man), una piattaforma europea permanente pensata per diffondere metodologie e risultati del progetto e favorire la replicabilità del modello dei Monasteri dell’Arte in altri contesti culturali.
Come partecipare alla call per artisti
La call è rivolta ad artiste e artisti interessati a lavorare su pratiche di arte pubblica, rigenerazione culturale e sostenibilità, con particolare attenzione ai processi collaborativi con le comunità locali.
La residenza rappresenta un’occasione per sperimentare nuovi linguaggi artistici e contribuire alla costruzione di modelli culturali sostenibili, dove creatività, patrimonio e partecipazione civica diventano strumenti di trasformazione territoriale.
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