H&M, l’outlook tiepido sul mese di marzo penalizza il titolo (-8%)

Mar 26, 2026 - 16:00
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H&M, l’outlook tiepido sul mese di marzo penalizza il titolo (-8%)
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Si è chiuso in calo il primo trimestre 2026 di H&M. Nei tre mesi conclusi lo scorso 28 febbraio il colosso spagnolo del fast fashion ha totalizzato ricavi per 49,6 miliardi di corone svedesi (circa 4,6 miliardi di euro), in flessione del 10% rispetto ai 55,3 milioni del medesimo periodo di un anno fa. Il risultato, influenzato negativamente dagli effetti valutari avversi e dal rafforzamento della corona svedese – si legge nella nota economica – corrisponde a un calo in valuta locale dell’1%, con circa il 4% in meno di store attivi alla fine del quarter.

Sul fronte della marginalità, è però cresciuto l’utile operativo, aumentato del 26% a 1,512 miliardi di corone svedesi, corrispondente a un margine operativo del 3 per cento. Si tratta del terzo rialzo trimestrale consecutivo e di un risultato al di sopra delle stime degli analisti Lseg, che si fermavano a i 1,39 miliardi, riporta Reuters. L’utile lordo è ammontato a 25,138 miliardi di corone svedesi, pari a un margine lordo del 50,7 per cento. I costi di ribasso sono diminuiti leggermente rispetto all’anno precedente. L’utile netto, infine, si è attestato a quota 704 milioni di corone, aumentato rispetto ai 579 milioni di un anno fa (+21 per cento).

Come di consueto, H&M dirama anche un’anticipazione del quarter successivo, avviato con un mese di marzo atteso in crescita dell’1% in valuta locale. Un outlook moderato, che ha contribuito al ribasso alla Borsa di Stoccolma del titolo di H&M, al momento in calo di oltre otto punti percentuali. Una performance azionaria che neanche l’utile sopra le attese è bastato a sollevare. Si legge ancora sull’agenzia di stampa: “Solo l’1% è piuttosto deludente, dato che i commenti del management indicavano che la collezione primaverile è stata ben accolta”, ha dichiarato l’analista Jie Zhang di Alphavalue.

In fase di attento monitoraggio, intanto, gli sviluppi in Medio Oriente e le loro implicazioni per il commercio globale: “Con una buona flessibilità nella catena di approvvigionamento e una bassa percentuale di spedizioni aeree – ha commentato il CEO, Daniel Erver – ci sono opportunità per adattare il flusso di merci alle condizioni mutate”. Aggiungendo che “i mercati del Medio Oriente rappresentano una piccola porzione delle vendite totali dell’azienda e sono gestiti tramite partner in franchising”.

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Redazione Redazione Eventi e News