Il 2025 segna il ritorno all’utile per Gismondi 1754. Ebitda a 1,3 mln
Si chiude col segno meno l’esercizio fiscale 2025 di Gismondi 1754 nonostante un ritorno all’utile. Il gruppo genovese di alta gioielleria ha registrato un valore della produzione consolidato pari a 11,3 milioni di euro, in calo del 12% rispetto ai 12,7 milioni registrati nel 2024. Come anticipato, tale contrazione è stata parzialmente compensata però da un miglioramento della marginalità.
Nello specifico, l’ebitda consolidato del player gioielliere è stato pari a 1,3 milioni di euro, mostrando una performance positiva rispetto alla perdita dell’anno precedente (-1 milione nel 2024). Come riporta l’azienda nella nota dei conti, questo risultato è frutto di una strategia di contenimento dei costi per servizi e dei costi fissi operativi, che ha consentito di migliorare la redditività nonostante la flessione del fatturato. In particolare, il margine di contribuzione è aumentato del 69% grazie alla riduzione del costo del venduto e alla razionalizzazione delle spese operative.
E ancora, l’ebit consolidato è stato anch’esso positivo, pari a 1 milione di euro, a fronte di una perdita sempre di 1 milione dell’anno scorso. Dal canto suo, l’utile dell’azienda genovese ha registrato una performance positiva per un totale di oltre 253mila euro, a fronte di una perdita netta di 1,1 milioni di euro nell’esercizio precedente, un segnale di inversione di tendenza. La posizione finanziaria netta di Gismondi 1754 si è attestata in negativo per 4,5 milioni di euro, un dato comunque in miglioramento del 21% rispetto al rosso di 5,7 milioni del 2024. Questo miglioramento è il risultato di un’efficace gestione del capitale circolante e di una riduzione dei debiti a medio/lungo termine. Infine, le rimanenze di magazzino, pari a 10,7 milioni di euro, sono calate del 7 per cento.
Con una lente sui risultati della omonima capogruppo, il valore della produzione è stato pari a 7,9 milioni di euro, con una diminuzione del 7% rispetto al 2024, ma con un miglioramento delle marginalità di prodotto, in particolare grazie alla concentrazione delle vendite nei canali retail e franchising, che offrono margini più elevati rispetto al tradizionale canale wholesale.
L’ebitda è stato pari a 1,3 milioni di euro, segnando un ritorno positivo rispetto alla perdita di oltre 567mila euro del 2024. Questo risultato è il frutto di una riorganizzazione strategica mirata a ottimizzare i costi e a migliorare l’efficienza operativa, con un focus particolare sul posizionamento del brand nel segmento high-standing e sull’espansione nei mercati internazionali, tra cui Stati Uniti e Svizzera.
Guardando al futuro, il player dell’alta gioielleria prevede una stabilizzazione della domanda estera nell’esercizio fiscale in corso, con una possibile ripresa nei mercati tradizionali e una continua espansione verso nuove aree geografiche ad alta crescita, come il Medio Oriente, il sud-est Asiatico e l’America Latina.
“Il 2025 segna per noi un traguardo straordinario, che certifica il successo di una metamorfosi profonda e coraggiosa. Abbiamo completato con determinazione il percorso di trasformazione che avevamo promesso ai nostri investitori, convertendo le sfide del 2024 in una redditività solida e strutturale”, ha commentato nella nota il CEO Massimo Gismondi. “Tornare in utile con un ebita di 1,3 milioni non è solo un dato finanziario, ma è la prova dell’efficienza del nuovo modello operativo che abbiamo costruito. (…) L’entrata a pieno regime della nuova unità produttiva è stata il vero motore di questa accelerazione, permettendoci di ottimizzare i margini e rafforzare la nostra capacità industriale. In parallelo, abbiamo elevato il posizionamento del brand nell’alto di gamma, puntando su una distribuzione d’élite e partner di primario standing per garantire esclusività e valore nel tempo’.
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