Il record di Mattia Marchesetti, goal in tutte le 10 categorie dal Chievo in Serie A: "Sogno realizzato, ora posso smettere di giocare per allenare"
L'unica rete nel campionato di massima divisione segnata a Frey su assist di Zanchetta.
Mattia Marchesetti raggiunge il record di Denis Godeas, Antonio Martorella e Marcello Diomedi: gli unici calciatori a fare goal in tutte le 10 categorie del calcio italiano, dalla Serie A alla Terza passando per B, C1 e C2 (ora unificate), D, Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda Categoria.
L'esterno classe 1983 ha segnato su rigore con la maglia del Trescore Cremasco contro l'Oratorio Sabbioni in Seconda Categoria.
Lo stesso Marchesetti racconta in un'intervista al Corriere della Sera: "Gli altri 3 ci sono riusciti quando veleggiavano sui 45 anni, io con i miei 42 sono il più giovane. Tra me e me ho proprio scandito quelle parole, “adesso gli faccio il cucchiaio”. Le stesse pronunciate da Francesco Totti in Italia-Olanda, Europei del 2000. Ma lui era un campione stratosferico, io no. Dunque ho rimosso l'idea: niente cucchiaio, se sbaglio i compagni mi falciano. Botta secca all'angolino sinistro".
"Un istante prima di calciare, con la famiglia nella tribunetta, mi è passata davanti l'intera carriera, i sacrifici, lo studio la sera dopo gli allenamenti. Sì, è stata l’ultima partita, ora smetto. Forse sarò in campo un’altra volta per salutare la squadra. Poi, stop".
"Ho fatto tutta la trafila nelle giovanili della Cremonese, poi ho giocato con Chievo, Samp, Triestina, Vicenza: 25 presenze in Serie A, 100 in B, 120 in C1. Ho smesso di entrare nei grandi stadi per giocare nei campi del Pizzighettone, dell'Olginatese e della Rivoltana".
"In totale ho segnato più di 100 goal. L'unico in Serie A fu in Chievo-Parma nel 2005, assist di Zanchetta dalla metà campo, io faccio un taglio alle spalle dei difensori, la palla rimbalza davanti a Frey, insacco di destro: un sogno. La rete più importante quella nel 2004 con la Cremonese durante la finale di ritorno contro il Sudtirol, valsa la promozione in C1".
"In quest'ultima stagione, partecipando al ritiro quest’estate e allenandomi due volte a settimana, ho giocato 14 partite. Quando l’arbitro ha fischiato il rigore, i miei compagni, tutti molto più giovani, mi hanno detto: “Tocca a te”, sapevano quanto ci tenessi. Persino gli avversari del Sabbioni mi hanno abbracciato".
"Mio figlio Riccardo ha 12 anni e gioca come centrocampista nelle giovanili della Cremonese, che emozione vederlo in campo. Non ha mai visto l'Italia ai Mondiali, spero sia l'anno buono. Noi Marchesetti siamo nati con il pallone: è stato in D anche mio padre, Domenico, operaio in pensione e il mio primo Mister quando ero tra gli Under 12".
"In futuro mi vedo su una panchina: mi piace allenare e insegnare il calcio, come ho fatto sino all'anno scorso, soprattutto con i bambini. Sono delle spugne, assorbono tutto: spiego loro che devono semplicemente divertirsi, non li rimprovero mai e nemmeno dico che hanno sbagliato, semmai mostro cosa fare per migliorarsi. Poi se vedo che fanno un'azione proprio come gliel'ho spiegata ne sono felice".
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