Impianti a fune e mobilità del futuro: a Torino il primo master universitario

Al Politecnico di Torino la prima edizione dell’executive master in Impianti a fune aerei e terrestri, un percorso pensato per rispondere alle esigenze di un comparto oggi in grande crescita
Il settore degli impianti a fune sta conoscendo, a livello globale, una forte espansione. Anche in Italia, soprattutto nei territori montani e di alta quota, le funicolari si stanno diffondendo sempre di più, affermandosi come un sistema di trasporto sostenibile e regolare, in termini di frequenza.
È in questo scenario che il Politecnico di Torino si appresta ad avviare la prima edizione dell’executive master Impianti a fune aerei e terrestri, con l’obiettivo di rispondere a un fabbisogno formativo oggi centrale per istituzioni, imprese e autorità di controllo.
Il percorso di questa prima edizione del Master (marzo-giugno 2026), ci racconta il professore Bruno Dalla Chiara, vice-coordinatore del Master e professore ordinario di Trasporti per il Politecnico di Torino
“Si rivolge sia a neolaureati che desiderano specializzarsi in un settore con elevate e gratificanti prospettive occupazionali, integrando molta tecnica e ingegneria (nella quale l’Italia e l’Europa eccellono a livello mondiale), sia a dipendenti di aziende e professionisti, già operativi, che vogliono completare, consolidare e aggiornare le proprie competenze.
Sono ammessi, altresì, anche candidati privi di laurea tecnico-scientifica, ma con un curriculum lavorativo nell’ambito degli impianti funiviari o settori limitrofi, con responsabilità tecniche e/o organizzative protrattesi negli anni e documentabili“.
Un master pensato per formare figure altamente specializzate, in grado di operare nei processi di progettazione, gestione e manutenzione e che si distingue per un approccio specialistico e operativo, integrando competenze ingegneristiche, normative e di sicurezza con attività pratiche e casi applicativi.
Fra gli sbocchi professionali emergono ruoli di direzione tecnica, progettazione, gestione e manutenzione di impianti funiviari, nonché posizioni presso imprese del settore, società di servizi e autorità di vigilanza.
La prima edizione del master, afferma in conclusione Dalla Chiara, ha già suscitato grande interesse: “a iscrizioni chiuse, in un mese e mezzo sono stati registrati 40 iscritti (con 2 esclusioni), tra cui giovani neolaureati – per lo più in ingegneria meccanica, civile e meccatronica, in parte con l’esame di impianti a fune già sostenuto al Politecnico di Torino – e altri candidati fortemente interessati all’ambito funiviario, anche al di là delle sole prospettive lavorative“.
Impianti a fune: il futuro della mobilità
Attualmente, in Italia, il settore delle funicolari conta oltre 1.700 impianti attivi (555 terrestri e 1.212 aerei), concentrati soprattutto nel Nord del Paese, in particolare tra Piemonte e Trentino-Alto Adige, generando un fatturato diretto di circa 1,3 miliardi di euro e un valore complessivo stimato intorno agli 8 miliardi.
Sebbene i territori montani siano gli esempi più lampanti di questo fenomeno, anche alcune zone collinari e di pianura si stanno muovendo nella stessa direzione.
Fra queste, spiega Luigi Garibaldi, coordinatore del Master e professore ordinario di Meccanica Applicata al Politecnico di Torino, “emergono realtà internazionali come l’India, specie nel Nord, alcune città dei paesi arabi e dell’America Latina, in cui, in appena 15 anni, sono stati costruiti oltre 34 impianti urbani.
Anche l’Europa sta iniziando a guardare con crescente interesse a questo sistema di trasporto, sia per ragioni energetiche e ambientali, sia per la capacità di garantire un servizio estremamente frequente – con un veicolo ogni poche decine di secondi – e un’elevata disponibilità operativa.
A questo si aggiunge un costo realizzativo molto più basso rispetto alle metropolitane meno onerose, cioè quelle automatiche, con potenzialità orarie tra circa 1.000 e 8.000 passeggeri all’ora per direzione, quindi inferiori alle metro (tra 8.000 e 25.000 circa), ma ben più alte di bus e tram.
Un esempio significativo è quello di Parigi, che nel dicembre 2025 ha inaugurato un impianto a fune lungo circa 4,5 chilometri, con capacità di trasporto quasi sovrapponibili a quelle di una metropolitana automatica“.
Si tratta, infine, spiega in conclusione Garibaldi, di un sistema di mobilità alimentato prevalentemente da energia elettrica, spesso proveniente da fonti rinnovabili.
Un mezzo, la funicolare, che consente di muoversi in contesti urbani affollati, sorvolare aree edificate e collegare direttamente poli trafficati, riducendo l’impronta di carbonio e ottimizzando i consumi.
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