Logistica urbana: l’elettrificazione delle flotte come risposta ai rincari del gasolio

Mar 13, 2026 - 15:00
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Logistica urbana: l’elettrificazione delle flotte come risposta ai rincari del gasolio
elettrico vs gasolio

Le tensioni geopolitiche riportano volatilità nei mercati energetici e mettono sotto pressione i costi della logistica urbana. Un’indagine tra gestori di flotte, condotta da OneWedge, evidenzia la crescente attenzione verso l’elettrificazione e le Electric Plaza, nuovo modello di ricarica dedicata ai veicoli commerciali dell’ultimo miglio

Le tensioni geopolitiche internazionali continuano a riflettersi con immediatezza sui mercati dell’energia, generando nuove pressioni sui costi di esercizio dei settori più esposti al consumo di carburanti fossili.

L’escalation del conflitto che coinvolge l’Iran ha infatti riportato forte volatilità nelle quotazioni petrolifere: il Brent è tornato oltre la soglia dei 90 dollari al barile, riaccendendo le preoccupazioni degli operatori economici per possibili ulteriori rialzi.

Parallelamente, anche il prezzo del gasolio alla pompa continua a mantenersi su livelli elevati. Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le medie regionali del diesel self, rilevate il 10 marzo, risultano superiori ai due euro al litro.

Per un comparto come quello della logistica dell’ultimo miglio, fortemente dipendente dai veicoli commerciali leggeri alimentati a gasolio, l’impatto economico appare significativo.

Il peso dei rincari sulle consegne dell’ultimo miglio

Le stime indicano che l’aumento dei costi energetici potrebbe generare per il settore delle consegne urbane un aggravio di circa 10 milioni di euro al giorno in Italia. Un incremento che, lungo la filiera, tende progressivamente a trasferirsi dagli operatori logistici ai committenti e, in ultima analisi, ai consumatori finali.

Tuttavia, la capacità di ribaltare rapidamente questi costi sui clienti non è uniforme. Molti gestori di flotte segnalano infatti che, almeno nel breve periodo, gli aumenti incidono direttamente sui budget carburante e sulla marginalità operativa.

La dinamica risulta particolarmente critica per le imprese impegnate nella distribuzione urbana ad alta frequenza, dove i margini economici sono spesso limitati e la volatilità dei prezzi energetici può compromettere la sostenibilità economica delle attività.

In questo contesto si inserisce un’indagine condotta da OneWedge, azienda attiva nella fornitura di infrastrutture di ricarica elettrica e servizi dedicati alle flotte aziendali.

L’audit ha coinvolto una ventina di fleet manager italiani e restituisce un quadro piuttosto chiaro delle aspettative del settore. L’88% degli intervistati considera elevato o molto elevato il rischio di ulteriori aumenti del prezzo del gasolio nei prossimi novanta giorni.

Ancora più rilevante è la percezione dell’impatto economico nel medio periodo: il 61% dei gestori stima un incremento dei costi operativi superiore al 20% entro i prossimi sei mesi. Non sorprende quindi che l’87% degli operatori valuti con interesse la possibilità di bloccare per dodici mesi il prezzo dell’energia elettrica destinata alla ricarica dei veicoli.

La prevedibilità dei costi energetici emerge dunque come uno dei fattori più rilevanti nella pianificazione economica delle flotte.

infografica electric plaza

L’elettrificazione delle flotte come trend strutturale

Il contesto europeo sembra confermare questa direzione di marcia. Le flotte aziendali rappresentano oggi circa il 60% delle nuove immatricolazioni di automobili nell’Unione europea e arrivano a coprire fino al 90% dei veicoli commerciali leggeri.

Parallelamente, i più recenti benchmark indicano che circa l’85% delle imprese ha già adottato una charging policy o prevede di introdurla nel breve periodo.

Secondo le stime elaborate da Ey e dall’Eurelectric, l’elettrificazione delle flotte potrebbe generare entro il 2030 risparmi operativi cumulati fino a 246 miliardi di euro a livello europeo, con benefici particolarmente significativi per i veicoli a elevata percorrenza.

Il modello delle Electric Plaza

Alla luce di queste dinamiche, OneWedge ha avviato le prenotazioni per le prime Electric Plaza, infrastrutture dedicate alla ricarica dei veicoli commerciali elettrici che entreranno in funzione nel corso del 2026.

Il modello proposto si configura come un parcheggio a raso recintato e sorvegliato ventiquattro ore su ventiquattro. Ogni stallo è dotato di una presa di ricarica in corrente alternata fino a 22 kW, mentre alcune postazioni dispongono di colonnine in corrente continua con potenze fino a 350 kW per ricariche rapide durante la giornata operativa.

L’accesso è riservato esclusivamente agli abbonati attraverso sistemi di riconoscimento automatico delle targhe, con assegnazione di uno o più stalli dedicati per tutta la durata del contratto.

Il funzionamento operativo è pensato per semplificare la gestione quotidiana delle flotte: al mattino l’autista preleva il veicolo commerciale già pronto per il servizio e parcheggia nello stallo assegnato il proprio mezzo personale, mentre al termine della giornata compie l’operazione inversa.

All’interno dell’area sono inoltre previsti servizi di supporto, tra cui spazi di sosta con servizi igienici e distributori di bevande e snack, oltre a stalli dedicati alla mobilità leggera.

Per comprendere meglioi i vantaggi e l’operatività di questa soluzione, abbiamo rivolto alcune domande a Gianni Catalfamo, Ceo di OneWedge.

Parcheggiare e ricaricare un auto aziendale: quali sono al momento i maggiori problemi da risolvere?

Il problema principale sono gli spazi: i magazzini dei trasportatori hanno spazi molto limitati a disposizione (e quei pochi sono già oggetto di elettrificazione) ma uno spazio esterno come una Electric Plaza deve essere situato nelle immediate vicinanze del magazzino o dell’azienda servita, se no è inutile.

Questo problema di spazi si traduce in un problema di capitali, perché le superfici edificabili nelle zone ricche di logistica sono molto costosi.

La vostra soluzione a chi si rivolge e cosa offrite di particolare?

Il nostro target sono trasportatori (grandi e piccoli) e aziende situate nei cluster logistico/industriali serviti dai primi 6 impianti. Offriamo efficienza operativa (non si perde tempo a cercare parcheggi o a cercare stazioni libere), prevedibilità dei costi (restano fissi per tutta la durata del contratto, che può essere anche pluriennale) ma -forse soprattutto – risparmio garantito: anche in condizioni di mercato “normale”, il trasportatore risparmia almeno il 15% sui propri costi operativi.

Come avviene il contratto?

Il contratto regola l’erogazione di un servizio complesso comprensivo di ricarica e sosta in posizione recintata e videosorvegliata. Il corrispettivo viene calcolato sulla base della percorrenza prevista conguagliata trimestralmente.

Il contratto funziona come una prepagata telefonica, nel senso che il cliente deve avere sul suo “conto” un saldo sufficiente a coprire le riacriche che effettuerà in ciascuna giornata o, se lo preferisce nella settimana o mese.

L’accesso all’impianto avviene tramite riconoscimento delle targhe garantendo di trovare lo stallo sempre a disposizione.

Quanto costa al cliente la vostra soluzione?

A mo’ di esempio – i costi sono legati alla location dell’area di ricarica perché un terreno a Milano costa molto di più di un terreno in Veneto – un furgone che percorre 25.000 km all’anno a Milano, pagherà un canone mensile di 507 euro, che rappresenta il 18% di risparmio rispetto al gasolio in tempi “normali”, ma supera il 30% in questi momenti di crisi.

Che referenze avete a oggi?

OneWedge parte dalla sua esperienza nella costruzione di impianti che chiamiamo “Gen1”: una quindicina di realizzazioni in Lombardia, Piemonte a Sicilia che hanno dimostrato la propria affidabilità nonostante condizioni di utilizzo assai più gravose del previsto, realizzate per operatori del trasporto quali Viridi Navitas, Teamwork e Brt.

Le Electric Plaza 2026 sono i primi impianti “Gen2” realizzati in Italia e tra i primissimi in Europa e richiederanno ancora almeno 12 mesi prima di essere operativi: ci rivolgiamo alle stesse aziende con cui abbiamo lavorato finora, ma anche alle concorrenti e abbiamo già raccolto poco più di 400 prenotazioni che però diventeranno clienti veri e propri solo all’avvio degli impianti stessi.

Quale è stata la parte più difficile nell’avvio di questo progetto?

Possiamo senz’altro dire che la parte più difficile è stata raccogliere i finanziamenti: questi primi 6 impianti richiedono un investimento complessivo superiore a 60 milioni, ma solo in Italia stimiamo che il settore del trasporto ultimo miglio avrà bisogno di oltre 400.000 stalli in modalità Electric Plaza, che richiederanno investimenti per oltre 12 miliardi di euro.

Non sono cifre che si possono mettere in moto senza suscitare l’interesse degli investitori istituzionali e siamo incoraggiati dall’interesse dimostrato dai fondi immobiliari che hanno già dichiarato il proprio interesse ad acquisire gli impianti una volta avviati, producendo in tempi brevi (<3 anni) plusvalenze molto importanti.

L'articolo Logistica urbana: l’elettrificazione delle flotte come risposta ai rincari del gasolio è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

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