In Danimarca vincono i rosso-verdi. Ma i socialdemocratici potrebbero fare anche un governo blu

Mar 27, 2026 - 00:30
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In Danimarca vincono i rosso-verdi. Ma i socialdemocratici potrebbero fare anche un governo blu

Il vero vincitore delle elezioni parlamentari danesi è Green Left - Socialistisk Folkeparti (SF) che passa da 5 a 20 seggi e che con l'11,6% dei voti - l suo miglior risultato elettorale degli ultimi 20 anni - diventa il secondo partito di un frammentato Folketing, il parlamento danese, dove tutti i 13 partiti che si sono presentati sono riusciti a superare lo sbarramento del 2%.

La presidente di SF, Pia Olsen Dyhr, ha commentato: «E’ davvero straordinario che così tanti danesi ci abbiano dimostrato questa fiducia. Sono orgogliosa e grata, ma anche pienamente consapevole della responsabilità che ne deriva. Questi progressi non sono avvenuti in breve tempo, ma sono il risultato di diversi anni di lavoro. Non si vince un'elezione in un mese. Ci vogliono anni per conquistarla, durante i quali siamo rimasti fermi sulle nostre posizioni, ci siamo assunti le nostre responsabilità e abbiamo dimostrato di non limitarci alle parole, ma di agire concretamente».

E la Sinistra Verde sta assumendosi anche ora le sue responsabilità e ha subito avviato i negoziati per un nuovo governo con l'obiettivo chiaro di imporre una svolta rossa alla Danimarca. Per farlo dovrà imbarcare nel nuovo governo - che comunque sarà guidato dalla Socialdemokratiet che si conferma primo partir to pur con un forte calo - i social-liberali di Radikale Venstre che hanno conquistato 10 seggi e anche i centristi di Moderaterne dell’ex premier e ministro degli esteri Lars Løkke Rasmussen, che con 14 deputati può considerarsi l’altro vincitore delle elezioni,  che sono diventati l’ago della bilancia sia per fare un governo “rosso” che “blu”.

A sostenere un governo “rosso” dall’esterno potrebbe essere anche la sinistra radicale rosso-verde di Enhedslisten - De Rød-Grønne che ha avuto un ottimo successo, raggiungendo per la prima volta il 6,3%. I due partiti della sinistra rosso-verde hanno raccolto i voti in fuga dai socialdemocratici della premier uscente Mette Frederiksen che ha tentato l’azzardo delle elezioni anticipate per sfruttare l’effetto Trump-Groenlandia e che ha finito per perdere il 6% dei voti. A proposito di Groenlandia, è ritornata a votare a sinistra e ha eletto nel Folketing del Regno di Danimarca un deputato dei rosso-verdi di Inuit Ataqatigiit e il primo deputato degli indipendentisti popilisti di Narelaq, che hanno partecipato al voto per la prima volta. Un altro schiaffo in faccia alle pretese di Trump sull’Isola.

La Olsen Dyhr ha concluso: «Ci battiamo per un governo rosso che possa rafforzare il welfare, affrontare seriamente il problema climatico e creare una società più equa. Questo è il mandato con cui siamo stati eletti. SF userà la sua forza per orientare la politica verso posizioni progressiste e non conservatrici, a prescindere dall'esito dei negoziati governativi. Indipendentemente da come andrà a finire, useremo il nostro mandato per portare avanti il maggior numero possibile di proposte politiche, sia rosse che verdi. Lo dobbiamo ai tanti elettori che ci hanno votato».

E’ un chiaro avvertimento alla Frederiksen di non continuare con le sue politiche contro gli immigrati e di rallentamento della rivoluzione energetica e climatica che scimmiottano quelle della destra danese e che hanno allontanato dai Socialdemokratiet gli elettori di sinistra che hanno rinfoltito le fila di Green Left - Socialistisk Folkeparti e di Enhedslisten - De Rød-Grønne.

Alla premier socialdemocratica uscente questi risultati permetterebbero anche di fare un governo di minoranza con i Moderaterne di Lars Løkke Rasmussen appoggiato dalla destra. La Olsen Dyhr ne è consapevole e ha concluso: «I risultati elettorali dimostrano anche che molti danesi chiedono un percorso politico più credibile e unificante. La Danimarca è un luogo in cui c'è bisogno di unirsi e trovare soluzioni. Siamo pronti ad assumerci questa responsabilità. SF si presenta quindi ai prossimi negoziati forte di un risultato storico e con la chiara ambizione di tradurre i progressi compiuti in un'influenza politica concreta».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia