In Libano lo stesso copione di Gaza: Israele sta bombardando anche le infrastrutture idriche

Mar 25, 2026 - 18:30
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In Libano lo stesso copione di Gaza: Israele sta bombardando anche le infrastrutture idriche

La guerra scatenata da Usa e Israele contro l’Iran ha raggiunto da giorni anche il Libano, dove rischia di riprodurre lo stesso copione già visto a Gaza: la distruzione sistematica delle infrastrutture idriche e igienico-sanitarie, in un contesto in cui l’accesso all’acqua pulita diventa fragile proprio mentre aumenta il bisogno di servizi essenziali per la popolazione civile. Secondo un’analisi dell’ong Oxfam, le forze israeliane stanno colpendo reti e impianti vitali – serbatoi, tubazioni e stazioni di pompaggio – anche in prossimità di siti che erano in fase di riabilitazione dopo essere stati danneggiati o distrutti nel conflitto precedente.

Nel giro di quattro giorni, nelle prime settimane dell’ultima escalation, Israele avrebbe danneggiato almeno sette fonti idriche critiche nell’area della Bekaa, compromettendo l’approvvigionamento per quasi 7.000 persone. Nel sud del Libano, dove centinaia di migliaia di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case a seguito di ordini di sfollamento di massa, Oxfam e i partner locali sono responsabili di interventi di riabilitazione su 19 strutture idriche che garantiscono acqua pulita fino a 60.000 persone; sei di queste erano state danneggiate durante l’escalation dello scorso anno, e ora risultano confermati attacchi in molte delle aree in cui si trovano gli impianti.

Il problema, sottolinea Oxfam, è anche operativo: l’intensità dei bombardamenti impedisce ai team sul campo di raggiungere in sicurezza i siti per verificare lo stato reale delle infrastrutture, accertarne il funzionamento o intervenire tempestivamente. Il rischio è che, per le persone rimaste nei villaggi, l’acqua venga a mancare o diventi insicura, e che gli impatti a lungo termine restino “devastanti” anche quando sarà possibile rientrare nelle abitazioni, se nel frattempo le comunità si ritroveranno senza accesso a servizi idrici affidabili.

La distruzione, peraltro, non riguarderebbe solo gli impianti dell’acqua: Oxfam segnala anche il danneggiamento di reti elettriche e ponti, con l’effetto di tagliare forniture e servizi vitali per intere città e villaggi. In questo scenario, l’organizzazione richiama anche il diritto internazionale umanitario: le Convenzioni di Ginevra vietano gli attacchi contro installazioni idriche e altri beni indispensabili alla sopravvivenza della popolazione civile, e l’uso della privazione d’acqua come metodo di guerra è proibito; un’eventuale privazione intenzionale o l’ostruzione degli aiuti potrebbe configurare un crimine di guerra.

«È chiaro che le forze israeliane stanno ripetendo lo stesso schema in Libano che hanno applicato a Gaza», afferma Bachir Ayoub, direttore di Oxfam in Libano, indicando un pattern che include attacchi ai civili, alle infrastrutture civili critiche, al personale dei servizi di emergenza e agli operatori umanitari: «L’impunità di cui Israele ha goduto a Gaza mentre commetteva crimini di guerra legati all’acqua è di nuovo sotto gli occhi di tutti».

Oxfam ricorda che durante l’escalation del 2024 sarebbero state danneggiate in Libano più di 45 reti idriche, con un impatto su quasi mezzo milione di persone, aumentando il rischio di focolai di malattie e contribuendo alla perdita di mezzi di sussistenza e di aree verdi. E proprio l’assenza di accountability, avverte l’organizzazione, potrebbe aprire la strada a un’ulteriore accelerazione della distruzione di infrastrutture civili già in corso.

Da qui la richiesta politica: «Ci deve essere un cessate il fuoco immediato e incondizionato e la fine di questa guerra», chiede Ayoub. E aggiunge, richiamando quanto avvenuto a Gaza: «La comunità internazionale è rimasta a guardare a Gaza mentre Israele utilizzava l'acqua come arma, non si deve permettere che la stessa devastazione si ripeta» in Libano, dove – insiste Oxfam – Israele dovrebbe essere chiamato a rispondere delle violazioni, senza poter continuare ad ampliare l’occupazione, negare diritti fondamentali e abusare del diritto internazionale senza conseguenze.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia