Iran, Crosetto nega la base di Sigonella ai bombardieri Usa. Palazzo Chigi: “Agiamo in rispetto accordi internazionali”
Nell’ambito della guerra in Iran, nei giorni scorsi l’Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella.
L’episodio è riportato dal Corriere e confermato a LaPresse da fonti informate che hanno specificato che si trattava di aerei bombardieri, quindi fuori dagli accordi tra i due Paesi. Il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo degli aerei Usa prevedeva di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medioriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Portolano ha quindi chiamato il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo. Da qui la decisione di negarne l’utilizzo agli Usa.
Crosetto: “Basi attive e in uso, nulla è cambiato”
“Qualcuno sta cercando di far passare il messaggio che l’Italia avrebbe deciso di sospendere l’uso delle basi agli assetti Usa. Cosa semplicemente falsa, perché le basi sono attive, in uso e nulla è cambiato”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
“Il Governo continua a fare ciò che hanno sempre fatto tutti i Governi italiani in totale aderenza agli impegni presi in Parlamento ed alla linea ribadita anche in Consiglio Supremo di Difesa in continuità con tutti i precedenti Consigli, nei decenni. Gli accordi internazionali disciplinano e distinguono con chiarezza ciò che necessita di specifica autorizzazione del Governo (per la quale si è deciso di coinvolgere sempre il Parlamento) in assenza della quale non è possibile concedere nulla e ciò che invece è considerato autorizzato tecnicamente perché ricompreso negli accordi. Un ministro deve solo farli rispettare. Terzium non datur. In ultimo voglio ribadire che non c’è alcun raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi”.
Palazzo Chigi: “L’Italia agisce nel rispetto degli accordi internazionali”
“In riferimento alle notizie di stampa sull’utilizzo delle basi militari, si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere. La linea dell’Esecutivo è chiara, coerente e già pienamente condivisa con il Parlamento, senza alcuna modifica”. Così Palazzo Chigi in una nota.
“Ogni richiesta – prosegue la nota – viene esaminata con attenzione, caso per caso, come sempre avvenuto anche in passato. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione. Il Governo continuerà pertanto ad operare nel solco dei trattati vigenti, nel rispetto della volontà del Governo e del Parlamento, garantendo al contempo affidabilità internazionale e piena tutela dell’interesse nazionale”.
Schlein: “Governo venga in Parlamento a dire ‘no’ a uso basi”
“La decisione del governo su Sigonella conferma le preoccupazioni che, proprio sulla base siciliana, abbiamo avanzato in tutte queste settimane: gli Usa vogliono utilizzare il nostro territorio come piattaforma per la guerra in Medio Oriente. Negare l’autorizzazione da parte dell’Italia non può essere una decisione sporadica, deve diventare una linea politica espressa con chiarezza, anche in vista di future improprie richieste dal comando Usa. Il governo venga pertanto in Parlamento a raccogliere la volontà maggioritaria del popolo italiano, contrario all’utilizzo del nostro territorio per una guerra illegale che danneggia anche i nostri interessi strategici ed economici. Il Governo deve chiedere a Trump e Netanyahu di fermarsi, non basta chiederlo al regime iraniano, bisogna ottenere un immediato cessate il fuoco e porre fine a questa guerra illegale”. Così in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.
Pd: “Su Sigonella quadro opaco e preoccupante, Governo riferisca in Aula”
“Alla luce delle notizie emerse nelle ultime ore e delle dichiarazioni rese dal ministro della Difesa Guido Crosetto, è necessario e urgente che il Governo riferisca con chiarezza in Parlamento su quanto sta realmente accadendo. Già in data 25 marzo avevamo formalmente richiesto un’informativa, evidenziando come, nella settimana precedente, si fossero verificate operazioni che lasciavano intendere un diretto coinvolgimento del nostro Paese in attività non riconducibili a mere funzioni logistiche o di supporto. A quanto apprendiamo oggi, anche grazie alle informazioni trasmesse dal Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, vi sarebbe stato un tentativo da parte degli Stati Uniti di utilizzare la base di Sigonella per operazioni a carattere offensivo, senza preventiva autorizzazione italiana. La decisione del ministro Crosetto di negare l’atterraggio rappresenta un fatto rilevante e corretto che conferma la fondatezza delle preoccupazioni sollevate nei giorni scorsi. Tuttavia, resta un quadro estremamente opaco e preoccupante, anche alla luce delle notizie relative all’utilizzo della base di Sigonella per attività di intelligence e supporto operativo in scenari di conflitto internazionale”, lo dichiara Anthony Barbagallo, segretario regionale del Pd Sicilia e deputato del Partito Democratico. “La Sicilia è da sempre – conclude – luogo di incontro e mediazione tra i popoli del Mediterraneo, per questo siamo impegnati e torneremo a Sigonella per una grande mobilitazione alle forze sociali e sindacali a presidio e difesa della pace”.
M5S: “Grave mancata richiesta Usa su Sigonella, Crosetto chiarisca”
“Se fosse confermato che gli Usa non hanno fatto richiesta di autorizzazione all’Italia per il transito a Sigonella di velivoli Usa in missione di guerra in Iran, sarebbe molto grave. Sarebbe la dimostrazione che gli Stati Uniti di Trump ritengono di poter usare le basi italiane come vogliono, oltre i limiti imposti dagli stessi accordi bilaterali, contando sull’acquiescenza della sua amica Meloni. Doveroso lo stop di Crosetto. Noi del Movimento 5 Stelle siamo stati i primi a denunciare il coinvolgimento di Sigonella nelle operazioni belliche americane contro Teheran: prima solo per missioni di intelligence, individuazione obiettivi e supporto logistico per le basi USA nel Golfo, poi anche con il transito di cacciabombardieri F-15 in assetto tattico, cioè da combattimento. Non si sa diretti dove, visto che le loro tracce radar si fermano a poca distanza dalla base siciliana. Quest’ultima evidenza – registrata da log e tracciati radar riportati sui siti di monitoraggio del traffico aereo – l’abbiamo portata anche in Aula con un’interpellanza urgente alla Difesa proprio venerdì, poche ore prima dello stop deciso da Crosetto. In quell’occasione la sottosegretaria Rauti aveva definito ‘fantasie’ le nostre denunce sulla base di una smentita ufficiale dell’Aeronautica Militare, di cui noi abbiamo preso atto ma che non capiamo come si possa conciliare con le evidenze che abbiamo riportato. Su questo chiediamo quindi ulteriori chiarimenti alla Difesa e soprattutto chiediamo a Crosetto di spiegare esattamente cos’è accaduto venerdì notte, se veramente non c’è stata nessuna richiesta di autorizzazione da parte USA e di quali velivoli si trattava, se F-15 o altri”. Lo dichiarano i capigruppo M5S delle Commissioni Difesa di Senato e Camera, Alessandra Maiorino e Arnaldo Lomuti.
Bonelli: “Stop Sigonella atto dovuto, governo prenda distanze da Trump”
“Ritengo quello di Sigonella un atto dovuto. Il governo ha sempre sostenuto che i trattati vanno rispettati, e in questo caso è stata presa una decisione coerente con questo principio”. Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo nel corso della trasmissione ‘Coffee Break’ su La7. “Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro l’ipocrisia. Da Sigonella, con regolarità, parte il Triton, drone di monitoraggio che poi va a bombardare. Allo stesso modo, dalla base di Camp Darby, a Pisa, vengono caricati missili e armi che poi vanno a bombardare l’Iran. E certamente un fatto positivo aver negato ma non nascondiamoci dietro l’ipocrisia. L’Italia continua a fornire assistenza logistica a operazioni militari di questa guerra che stanno devastando e destabilizzando il pianeta, con conseguenze gravissime anche sul piano economico per il nostro Paese”, aggiunge. “Per questo dico che il governo dovrebbe avere il coraggio di fare un passo in più: prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare”, conclude Bonelli.
Vannacci: “Bene Crosetto su Sigonella”
“Questo Governo aveva continuato a concedere l’utilizzo delle basi Usa sulla base dei trattati firmati fino a oggi”. Così Roberto Vannacci, a margine di una conferenza stampa di Futuro Nazionale, commenta quanto emerso sulla mancata autorizzazione data dal ministero della Difesa all’utilizzo di Sigonella. Se il ministro Crosetto “ha preso una decisione del genere vuol dire che evidentemente tale richiesta usciva da quell’impianto dei trattati autorizzati sinora. Quindi, se lo ha fatto perché queste erano le condizioni, secondo me ha fatto bene”.
Lupi (Nm): “Italia non è in guerra, bene governo su Sigonella”
“Condividiamo la decisione del governo che, nel pieno rispetto dei trattati internazionali, ha negato l’uso della base di Sigonella a bombardieri statunitensi in missione operativa. L’Italia non è in guerra con l’Iran e non vuole entrarci ed è giusto che ogni decisione in deroga ai trattati vigenti debba essere approvata dal Parlamento”. Lo afferma il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi.
Conte: “No a bombardieri Usa è doveroso, ora stop anche a supporto logistico”
“Doveroso il no ai bombardieri americani all’utilizzo delle nostre basi. Un atto dovuto imposto dalla nostra Costituzione. Ora il governo faccia un passo in più anch’esso dovuto: neghi anche il supporto logistico offerto dalle nostre basi considerato che quegli americani e israeliani sono attacchi armati condotti in palese violazione del diritto internazionale”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte.
M5S: “Pressione popolare costringe governo a marcia indietro su Sigonella”
“Il governo italiano, è stato costretto dalla pressione popolare a negare l’utilizzo della base di Sigonella per operazioni militari e logistiche che riguardano la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. La Sicilia non vuole e non può dare alcun contributo a qualsiasi guerra e il Movimento 5 Stelle continuerà a sottolinearlo a tutti i livelli istituzionali. La Sicilia e’ terra di pace e tale deve rimanere”.
Lo dice il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola. “Appena due settimane fa – sottolinea Di Paola – denunciavamo la totale in azione del governo regionale sulle scorribande dei militari americani che, con i loro elicotteri, sorvolavano e atterravano sulle Madonie. Non possiamo permettere che i siciliani vengano messi a rischio per logiche di sudditanza del nostro Paese verso altri Paesi”, conclude.
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