Italia, Calafiori: "Ho sentito più Gattuso che mia madre negli ultimi mesi. Differenze fra Serie A e Premier League? L'intensità, in Inghilterra l'allenamento è la partita"

Mar 24, 2026 - 15:30
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Italia, Calafiori: "Ho sentito più Gattuso che mia madre negli ultimi mesi. Differenze fra Serie A e Premier League? L'intensità, in Inghilterra l'allenamento è la partita"

Le parole del difensore azzurro in conferenza stampa.

Riccardo Calafiori ha presentato in conferenza stampa, durante il secondo giorno di raduno in quel di Coverciano, la sfida che sosterrà la Nazionale Italiana guidata dal commissario tecnico Gennaro Gattuso contro l'Irlanda del Nord nella semifinale degli spareggi validi per la qualificazione alla prossima edizione dei Mondiali 2026 che si terranno fra Canada, Stati Uniti e Messico.

Di seguito, tutte le sue dichiarazioni: "Sto bene, poi vediamo oggi sul campo ma sto bene. Per quanto riguarda la gestione dei momenti, in questi casi la chiave è vivere il presente e non pensare troppo, godersi ogni singolo momento perché può diventare una cosa bella. Stare insieme, fare gruppo e pensare alla prossima gara".

DIFFERENZE FRA CALCIO INGLESE E ITALIANO

"Preferisco concentrarmi più su di noi piuttosto che sull'avversario, dipende più da noi che dagli altri. Si parla tanto di Premier, ma la Champions è complicata anche per le squadre inglesi. Il calcio non è una scienza perfetta. La differenza più grande è nell'intensità con cui si fanno gli allenamenti e le partite, il vero allenamento in Premier League è la partita. L'Arsenal gioca due gare a settimana, di allenamenti se ne fanno pochi. L'intensità è alta, ci sono pochi momenti morti"

CHE GARA VA DISPUTATA E COM'E' L'IRLANDA DEL NORD

Calafiori si è concentrato anche su che tipo di formazione e Nazionale sia l'Irlanda del Nord: "La partita va preparata come se fosse una normale partita, dobbiamo restare leggeri. Sui piazzati a sfavore dobbiamo essere attenti, loro possono essere pericolosi. Nel calcio di oggi possono fare la differenza perché la linea è sottile. Loro appena hanno la possibilità cercano questo tipo di giocata, non dobbiamo subire questo tipo di giocata e fare attenzione sulle seconde palle".

QUALE PARTITA RIGIOCHERESTI?

"Penso a quella con l'Estonia che giocammo per l'appunto a Bergamo. Anche lo stadio più darci una mano, giovedì a mio avviso sarà ancora meglio".

IL MESSAGGIO DA MANDARE

"Sì, mi piace pensarla così. Ma come ho detto prima non si può immaginare come andrà a finire la partita, il messaggio che vogliamo mandare è quello di stare tutti insieme ed essere positivi. In partite così importanti il livello tattico e tecnico conta fino a un certo punto, conta di più l'unione e la mentalità".

GATTUSO

Calafiori ha anche apprezzato il lavoro con il CT Gattuso, andando a sottolineare alcuni aspetti: "Ho apprezzato molto il comportamento che ha avuto il mister con me, negli ultimi mesi ho sentito più lui di mia madre... E' stato bravo a starmi vicino, anche quando ero fuori. Poi c'è stata la cena a Londra, è stato bello stare insieme e parlare. In questi mesi non abbiamo avuto modo di allenarci, ma c'è poco da allenare e tanto da andare insieme. Di sicuro il conto l'ha pagato lui (ride, ndr). Si è parlato di calcio, c'erano anche Buffon e Bonucci. E' stata una serata di amici, ci hanno raccontato qualche aneddoto e poi s'è parlato della partita".

OTTIMISMO PER LA SFIDA?

Infine, il difensore azzurro ha descritto le sue sensazioni in vista dell'incontro: "Perché vogliamo tutti la stessa cosa, quindi perché complicarci la vita. Mi piace sempre pensare in maniera positiva che quando uno pensa in modo positivo a ottenere delle cose poi alla fine le ottiene. La pressione c'è, è inutile cercare di evitarla. Sappiamo tutti quanto è importante per noi qualificarci a questo Mondiale. Per quello che si può non ci si pensa, siamo già a -2 dalla partita. Io sono contento di disputare questa partita, questo è il messaggio che voglio mandare. Cerchiamo di vivercela bene e di pensare positivo, può essere una settimana in cui possiamo essere tanto felici perché non pensiamo ad altro che a pensare al Mondiale. Sta tutto in come si vede questa partita. Quando vesti questa maglia c'è responsabilità, ma io la vedo più come una opportunità. Preferisco per mille motivi giocarla una gara del genere piuttosto che no. Andare al Mondiale è il sogno che avevo da bambino e questa partita non vedo l'ora di giocarla".

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Redazione Redazione Eventi e News