La mostra "Fashion Becomes Art" al V&A Museum raccoglie pezzi unici come il cappello-scarpa, l'abito scheletro con le costole e l'unico abito da sposa di Schiaparelli giunto fino a noi.

Mar 27, 2026 - 02:31
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La mostra "Fashion Becomes Art" al V&A Museum raccoglie pezzi unici come il cappello-scarpa, l'abito scheletro con le costole e l'unico abito da sposa di Schiaparelli giunto fino a noi.

L’italiana rivale di Coco Chanel arriva a Londra. Il 28 marzo, il Victoria&Albert Museum inaugura la prima mostra mai realizzata nel Regno Unito interamente dedicata a Elsa Schiaparelli, Fashion Becomes Art. «Una delle designer più geniali e audaci nella storia della moda», come l’ha definita il direttore del V&A Tristram Hunt.

Da Dua Lipa a Cardi B, la sfilata di Schiaparelli prende il volo

In un viaggio che parte dagli anni Venti per arrivare ai red carpet di oggi, la mostra ripercorre la storia di Elsa Schiaparelli, l’influenza nella moda successiva e i legami con i grandi artisti del suo tempo, da Salvador Dalí a Jean Cocteau, da Alberto Giacometti a Leonor Fini. All’inaugurazione erano presenti star come Marisa Berenson, Daisy Edgar-Jones e Elizabeth Debicki, l’attrice che ha interpretato Lady Diana nella serie tv The Crown.

La mostra “Schiaparelli: Fashion Becomes Art” a Londra

Il V&A ospita già un’importante raccolta di capi Schiaparelli, ma la nuova mostra è un’occasione unica: sono esposti 400 oggetti, tra cui 100 ensembles e 50 opere, oltre ad accessori, gioielli, dipinti, fotografie, sculture, arredi, profumi e materiali d’archivio. Il percorso espositivo è quasi una galleria d’arte surrealista, come ha sottolineato Delphine Bellini, CEO di Schiaparelli: «L’immaginazione audace e la visione radicale di Elsa Schiaparelli hanno ridefinito i confini tra moda e arte. Questa mostra celebra la sua influenza duratura attraverso collaborazioni iconiche con maestri del XX secolo e una fusione pionieristica di creatività e commercio».

mostra elsa schiaparelli londra

La mostra “Schiaparelli: Fashion Becomes Art” al V&A Museum

Per Elsa Schiaparelli, infatti, disegnare abiti non era una professione, ma un’arte. Non ha solo ridefinito l’abbigliamento del suo tempo con i completi pantalone (all’epoca inusuali) e i maglioni trompe-l’œil, ma ha reso abiti e accessori la sua personale tela bianca, creando oggetti d’arte, prima che accessori. Un esempio è lo Skeleton Dress del 1938 con costole e vertebre, unico esemplare al mondo, nato da un disegno di Dalí. Oppure il Tears Dress, o gli accessori, come il celebre cappello a forma di scarpa rovesciata o i copricapi che simulano trecce di capelli.

Schiaparelli Exhibition Photography, 23rd March 2026

Da Dalí a Jean Cocteau: le collaborazioni eccellenti

La mostra si snoda attraverso quattro sezioni. La prima, intitolata “Designing the Modern Wardrobe” racconta la carriera della stilista dall’apertura dei suoi primi atelier parigini nel 1927 fino a diventare, nel 1934, una delle couturier più influenti. Qui si possono ammirare le creazioni “per il giorno” e “per la sera” d’avanguardia, che hanno disegnato una donna moderna, eclettica e dinamica. La donna Schiaparelli.

La seconda sezione “Creative Constellations” esplora l’indole surrealista della stilista e le collaborazioni con gli artisti dell’epoca. L’arte ispirava i suoi abiti, e viceversa, in un dialogo vivace. Accanto al celebre Lobster Dress del 1937 si trova infatti il Lobster Telephone di Salvador Dalí (1938), nato un anno dopo. La sezione include anche un cappotto da sera firmato Schiaparelli e Jean Cocteau, con profili facciali specchiati in filo dorato che formano un vaso colmo di rose di seta rosa, insieme ai disegni realizzati da Cocteau per la stilista.

Il celebre Lobster Dress di Schiaparelli in mostra a Londra

Il legame tra Schiaparelli e Londra

“Beyond Paris”, la terza sezione della mostra, racconta l’espansione internazionale, in particolare la filiale londinese di Schiaparelli a Mayfair. Qui sono esposti i pezzi più inaspettati, come l’unico abito da sposa firmato Schiaparelli giunto fino a noi e i costumi disegnati per dive del cinema come Marlene Dietrich. La storia di Schiaparelli si è intrecciata con la storia del Regno Unito: lo dimostrano un abito e un cappotto indossati in occasione dell’incoronazione di Giorgio VI nel 1937 . A completare questo racconto, merita una menzione il ritratto firmato da Gluck di Lady Mount Temple, avvolta in una creazione Schiaparelli.

elsa schiaparelli mostra londra

La mostra ripercorre la storia di Schiaparelli fino ai giorni nostri. In foto: le creazioni di Daniel Roseberry.

Daniel Roseberry e l’eredità di Schiaparelli oggi

La mostra non vuole solo celebrare il passato glorioso, ma testimoniare l’eredità di Elsa Schiaparelli oggi. La quarta e ultima sezione “Golden Thread” si concentra sul lavoro del direttore creativo Daniel Roseberry nel rielaborare gli archivi e attualizzare la visione creativa della stilista.

«Con le sue collezioni senza pari, l’esperienza nella moda e nel design – spiega Delphine Bellini – la portata culturale e la capacità di coniugare tradizione e innovazione, il Victoria and Albert Museum offre il contesto perfetto per mettere in luce il suo lascito accanto alle creazioni di Daniel Roseberry, che portano avanti il suo spirito surrealista sfumando i confini con design audaci e scultorei che onorano e reinventano la sua visione per un nuovo secolo». Da non perdere: l’abito tempestato di cristalli scelto da Ariana Grande per gli Oscar 2025 e, per chiudere il cerchio, la reinterpretazione contemporanea in nero e oro del celebre Skeleton Dress, creata per Dua Lipa.

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Daisy Edgar-Jones al V&A Museum di Londra per la mostra dedicata a Elsa Schiaparelli (credit: Sam Lort / V&A)

 

 

 

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Redazione Redazione Eventi e News