La nuova mostra “K-beauty” vi aspetta al Museo Guimet di Parigi fino al 6 luglio 2026. Per una full immersione nel mondo della bellezza coreano
La bellezza coreana è un vero e proprio linguaggio che ha riscritto le regole del beauty contemporaneo. La K-beauty, negli ultimi anni, ha costruito un immaginario preciso fatto di ritualità e attenzione quasi maniacale alla cura della pelle. Non si tratta solo di prodotti o skincare routine, ma di un approccio più ampio, che intreccia tradizione, disciplina e innovazione.
E per tutte le appassionate di K-beauty, c’è una buona notizia: è in arrivo una mostra proprio sulla bellezza coreana al Museo Guimet a Parigi.
Un racconto che prova ad andare oltre la superficie per capire da dove nasce – e perché continua a influenzarci così tanto – questa visione della bellezza. Ecco i dettagli.
K-beauty: tutto sulla nuova mostra al Museo Guimet di Parigi
“K-Beauty” è il titolo, diretto e quasi essenziale, della mostra in programma dal 18 marzo al 6 luglio 2026 al Museo Guimet di Parigi. Curata da Claire Bettinelli, responsabile delle collezioni coreane del museo, insieme a Claire Trinquet Soléry, conservatrice al Museo Guimet, la retrospettiva è un percorso capace di tenere insieme storia, immaginario e cultura beauty contemporanea.

Courtesy Press Office
Il percorso si muove lungo una linea temporale ampia, che parte dal XVIII secolo – nel pieno della dinastia Joseon – fino ad arrivare al presente. Una rilettura degli ideali di bellezza e delle pratiche legate al corpo: dalla pelle diafana e perfettamente uniforme, considerata segno di virtù e status, fino ai primi rituali cosmetici ispirati a ingredienti naturali e preparazioni tradizionali.
Le influenze storiche della bellezza coreana
Nella retrospettiva sono citate le influenze del neo-confucianesimo, con la sua idea di armonia e misura, che lasciano spazio nel tempo a nuove immagini e nuovi codici, plasmati da cambiamenti politici, aperture culturali e spinte economiche.
È interessante notare che la K-beauty, così come la conosciamo oggi, nasce proprio da questo equilibrio tra ritualità antiche e innovazione continua, dove la skincare diventa centrale e quasi identitaria.
Tra storia e cultura pop: la bellezza come specchio sociale
La mostra funziona proprio perché mette in dialogo elementi molto diversi tra loro. Ai dipinti di Shin Yun-bok si affiancano fotografie, pubblicità, prodotti cosmetici, abiti e accessori, fino ad arrivare agli oggetti della cultura pop contemporanea.
Le figure eleganti e composte della Corea Joseon, con incarnati chiari e make-up appena accennati, sembrano riecheggiare nei volti iper-curati delle star del K-pop e negli standard estetici che oggi dominano social e campagne beauty. Cambiano i prodotti, cambiano le tecnologie, ma resta centrale l’idea di una pelle perfetta, luminosa, quasi levigata.
In Corea la bellezza è sacra, e questo è un concetto che dalla mostra emerge chiaramente. Un sistema complesso fatto di skincare, disciplina e controllo dell’immagine.
Chi andrà a vederla la prossima estate?
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