Le strade di Pieter Mulier e Alaïa si separano: a marzo l’ultima sfilata
A cinque anni dalla nomina, Pieter Mulier saluta la direzione creativa di Alaïa. Le voci circolavano da tempo, ma a dare conferma è la testata americana Wwd, che – riportando una nota condivisa dal brand – annuncia la separazione tra il creativo belga e la maison di casa Richemont, che proprio lui stesso ha contribuito a rilanciare con il plauso di tutta la critica di moda.
La sfilata del prossimo marzo, durante la Paris fashion week, sarà l’ultima disegnata dallo stilista. Sebbene il colosso svizzero non abbia mai reso noti i dati relativi alle vendite della maison (e il potenziale successo economico), il lavoro e la creatività di Mulier sono stati ampiamente apprezzati da tutta la stampa e dal pubblico, con sfilate che, per diverse stagioni, non hanno rispettato il canonico calendario della manifestazione francese.
La sua nomina era arrivata a tre anni dalla scomparsa del celebre stilista Azzedine Alaïa e ha rappresentato il primo incarico di Mulier come direttore creativo. In precedenza, lo stilista era principalmente conosciuto per essere stato per anni il braccio destro di Raf Simons, seguendone le varie esperienze professionali, ricoprendo il ruolo di design director presso Christian Dior e, in seguito, global creative director da Calvin Klein. Ora, le indiscrezioni sembrano scommettere già su un suo arrivo allo stile di Versace, che, con l’acquisizione di Prada Group, ha salutato – dopo una sola collezione – lo stilista Dario Vitale.
Prima del suo approdo alla storica casa di moda, Mulier ha conosciuto la notorietà tra gli addetti ai lavori grazie al documentario del 2014 di Frédéric Tcheng ‘Dior and I’, dedicato al periodo di insediamento di Simons presso la casa di moda francese, in cui è apparso tra i protagonisti.
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