L’Equatore che parla francese e olandese: viaggio a Saint-Martin, l’isola paradisiaca che vive in due mondi
Piccola sulle mappe ma gigantesca appena si atterra, Saint-Martin è una paradisiaca isola dei Caraibi che sfida le logiche della geopolitica moderna: nei suoi appena 87 chilometri quadrati racchiude due Stati, due amministrazioni, due capitali, due monete (in realtà tre) e una sola anima. Come è possibile tutto questo? Nel 1648, il Trattato di Concordia assegnò la porzione settentrionale alla Francia (nota per l’appunto come Saint-Martin) e quella meridionale ai Paesi Bassi (chiamata Sint Maarten).
Il fatto più interessante è che non c’è alcuna barriera fisica a separare i territori. Si passa da un lato all’altro senza accorgersene, tra una rotonda e un cambio di lingua sulle insegne. Una vera e propria (interessante) anomalia, che si trasforma anche in un viaggio che pare un cortocircuito burocratico: per i visitatori provenienti dall’Unione Europea che atterranno nella parte francese basta una carta d’identità valida, mentre il passaporto è obbligatorio se il primo contatto avviene dal lato olandese.
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