Il trimestre ha visto una solida performance anche in termini di margini, con un utile per azione rettificato (Eps) di 0,41 dollari (circa 158 milioni di dollari per il trimestre), superando le previsioni del mercato pari a 39 centesimi. A trainare questa crescita sono stati soprattutto i risultati derivanti dalle vendite nei canali diretti al consumatore e dalla crescita nelle principali aree geografiche. Nello specifico, i ricavi netti in Europa sono saliti dell’8% (per 469 milioni di dollari), mentre nell’area Americhe sono calati del 4% (959 milioni di dollari), poiché la spesa dei consumatori negli Stati Uniti rimane sotto pressione per l’inflazione e l’incertezza macroeconomica.
La società, a ottobre, per ammortizzare l’impatto dei dazi voluti dall’amministrazione Trump, aveva dichiarato di essersi assicurata con anticipo gran parte delle scorte per le festività e di aver aumentato i prezzi in misura contenuta per alleviare la pressione sui margini. Questi sforzi non sono riusciti a compensare completamente la pressione, con un margine lordo del quarto trimestre previsto ai tempi in calo di 130 punti base, ma che nell’effettivo è stato del 60,8%, in contrazione di 100 punti base rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-1,6 per cento). “Probabilmente abbiamo portato un po’ più di inventario rispetto a quanto avremmo fatto normalmente in questa fase,” aveva dichiarato in autunno il CFO Harmit Singh a Reuters, aggiungendo che l’obiettivo era proteggere il trimestre delle festività. L’azienda, come riporta l’agenzia di stampa, acquisisce la maggior parte dei suoi prodotti dal Sud Asia, tra cui Bangladesh, Cambogia e Pakistan, Paesi che ora stanno affrontando alti dazi.
In tutti i casi anche in questo frangente il player si è dimostrato comunque in salute, e le prospettive per l’anno fiscale 2026 sono altrettanto positive. Levi Strauss ha confermato una previsione di crescita dei ricavi nella fascia medio-alta a una cifra tra il 5% e il 6%, a fronte di una stima media degli analisti del 5,4 per cento. Si attende inoltre un utile annuo rettificato per azione compreso tra 1,40 e 1,46 dollari, inferiore alla media delle stime degli analisti, pari a 1,48 dollari.
“Abbiamo rafforzato il nostro focus su un modello ‘dtc-first’, che si è rivelato un elemento cruciale per la nostra crescita, permettendoci di offrire una relazione diretta con i consumatori in un mercato in continua evoluzione”, ha commentato in una nota la CEO Michelle Gass. “Ci concentreremo sull’integrazione sempre più stretta tra i canali online e offline per rispondere meglio alle aspettative dei nostri consumatori”.