Media UE del PIL pro-capite a quasi 42 mila euro, ma 17 Paesi, tra cui l’Italia, sono sotto
Bruxelles – Un’Europa a più velocità: nel 2025 la media dell’Unione Europea del Prodotto interno lordo (PIL) pro capite, espresso in parità di potere d’acquisto per tenere conto delle differenze nei livelli dei prezzi, si è attestata intorno ai 41.600 euro e solo dieci Stati su Ventisette l’hanno superata. Un gruppo di Paesi, questo, che rappresenta il 34 per cento della popolazione totale UE, di fatto pari a un cittadino su tre. Più in particolare, tra i Paesi membri, la forbice del PIL pro capite andava dal 68 per cento di Grecia e Bulgaria al 239 per cento di Lussemburgo della media UE. Sono i dati di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, e parlano chiaro: ci sono ancora “differenze sostanziali” tra i livelli di ricchezza dei paesi dell’Unione.
In cima alla piramide europea della ricchezza si colloca il Lussemburgo, che nel 2025 ha registrato un PIL pro capite — misurato in parità di potere d’acquisto (PPA) – pari al 239 per cento della media dell’Unione europea. Considerando invece il PIL pro capite nominale, il valore si attesta al 139 per cento della media UE. Questo primato riflette una particolare struttura del mercato del lavoro nazionale: una quota elevatissima di lavoratori stranieri e di pendolari transfrontalieri contribuisce in misura sostanziale alla produzione della ricchezza del Paese pur non rientrando nella popolazione residente. Di conseguenza, mentre la loro attività accresce il valore complessivo del PIL lussemburghese, le loro spese sostenute per i consumi quotidiani si registrano nei Paesi d’origine.
Subito dopo il Lussemburgo, l’Irlanda si distingue con un PIL pro capite PPA pari al 237 per cento della media europea. In termini nominali, l’indicatore raggiunge invece il 137 per cento. L’alto livello del PIL pro capite irlandese è in parte da ricondurre alla forte presenza di grandi imprese multinazionali che detengono diritti di proprietà intellettuale nel Paese che contribuiscono ad accrescere il PIL, ma una quota significativa dei redditi generati da questa produzione viene poi trasferita ai proprietari finali delle aziende, situati all’estero.
A seguire, nella lista dei 10 Paesi con il valore superiore alla media europea figurano i Paesi Bassi e Danimarca (entrambi con un PIL pro capite PPA oltre il 20 per cento della media), Austria, Germania, Belgio, Svezia, Malta e Finlandia.
La gran parte del resto degli Stati membri, invece, si colloca entro una distanza relativamente modesta: Francia, Cipro, Italia (96 per cento PPA), Repubblica Ceca, Spagna e Slovenia si trovano entro il 10 per cento al di sotto della media UE, mentre Lituania, Portogallo e Polonia sono indietro di circa il 10-20 per cento. I livelli minori di PIL pro-capite PPA sono stati registrati in Bulgaria e Grecia, con il 32 per cento inferiore rispetto alla media UE, e in Lettonia con il 29 per cento in meno.
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