Mele marce e politici incauti, perché il poliziotto di Rogoredo è stato arrestato: “Ha simulato aggressione”

Febbraio 24, 2026 - 20:00
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Mele marce e politici incauti, perché il poliziotto di Rogoredo è stato arrestato: “Ha simulato aggressione”

Ventotto giorni dopo lo sparo con cui aveva ucciso il presunto spacciatore Abderrahim Mansouri nel boschetto di Rogoredo raccontando che si era difeso da una pistola puntata contro di lui, l’ispettore di polizia Carmelo Cinturrino è stato fermato per omicidio volontario, il reato per cui era stato indagato da subito perché in Procura avevano avuto fin dal primo momento dubbi sulla sua versione dei fatti. Cinturrino è stato fermato a causa del pericolo di fuga (disponibilità di diversi alloggi), pericolosità sociale, rischi di inquinamento delle prove e di commettere altri reati. Sulla pistola poi risultata a salve non c’erano impronte di Mansouri ma solo tracce biologiche di Centurrino. L’arma era stata portata nel boschetto in uno zaino recuperato da un collega su ordine dell’ispettore dalla sede del commissariato. Quando Mansouri era rantolante a terra la pistola fu messa accanto a lui, il suo corpo spostato da Centurrino.

Il procuratore capo Marcello Viola: “Partecipo con amarezza come sempre quando sono coinvolti uomini dello Stato ma con la consapevolezza che le indagini sono state condotte senza tralasciare alcuna zona da bonificare e senza sconti per nessuno. E l’indagine non è conclusa, va esaminato il contesto approfondendo eventuali complicità”. Il questore Bruno Megale spiega: “Abbiamo gli anticorpi per affrontare vicende del genere. Ne va dell’onore della polizia e degli uomini e delle donne che fanno tutti i giorni il loro dovere”.

Nella richiesta di fermo si legge: “La ricostruzione di Cinturrino è smentita da plurimi elementi … La sua condotta va qualificata come omicidio volontario, ha cagionato la morte di Mansouri mediante l’esplosione di un colpo dì pistola coscientemente e volontariamente alla sagoma della vittima senza qualsivoglia causa di giustificazione. Anche il grave ritardo con cui furono sollecitati i soccorsi addebitato al Cinturrino è in sostanza significativa del dolo omicidiario”. La procura scrive anche di “quadro con allarmanti potenzialità criminali del poliziotto Cinturrino”. Il contesto in cui è avvenuto il delitto, così come le ombre del “pizzo” che gravano sull’agente sono ora al centro di ulteriori indagini “anche perché provengono da fonti diverse e certamente non suscettibili di reciproca contaminazione”.

Il ministro Matteo Salvini dichiara che gli agenti se sbagliano pagano il doppio ma dice di non pentirsi di quando aveva detto “io sto col poliziotto”. Insomma sembra tornare senza mai essere andata via la teoria della mela marcia. Ma le “chiacchiere” sui comportamenti di Cinturrino anche dentro il commissariato circolavano da tempo come è emerso subito dopo il delitto. In questura erano apparsi subito molto cauti a differenza di politici di destra e sindacati di polizia che non avevano dubbi sulla legittima difesa. In procura il primo commento era stato: “Su questo fatto ci sarà da indagare giorno e notte”. Gli avvocati dei familiari di Mansouri Debora Piazza e Marco Romagnoli fanno sapere: “Siamo aperti a capire se ci fossero altri scenari e non trascureremo alcun fronte”. Alfonso Iadevaia capo della squadra mobile di Milano: “Ci sono agli atti dichiarazioni su una conoscenza pregressa e su Mansouri timoroso di essere oggetto di persecuzione da parte di Cinturrino”.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia