Meloni: “Vogliamo che Roma diventi un polo europeo per gli investimenti in Africa”

Mar 5, 2026 - 12:30
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Meloni: “Vogliamo che Roma diventi un polo europeo per gli investimenti in Africa”

“Vogliamo che Roma diventi un polo europeo per gli investimenti in Africa, un luogo in cui il settore pubblico e quello privato collaborino per trasformare le buone idee in posti di lavoro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al convegno “Gettare le basi per l’occupazione in Africa: infrastrutture di base e ambienti aziendali”, ospitato oggi a Roma dalla Banca mondiale in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri.

“Per noi, ancora una volta – ha aggiunto -, i posti di lavoro sono fondamentali. Posti di lavoro dignitosi, stabili e di qualità. Posti di lavoro che consentano ai giovani africani di costruire il proprio futuro nella loro terra natale. L’Africa è il continente più giovane del mondo, con il 60% della popolazione sotto i 25 anni. Ogni anno milioni di giovani entrano nel mercato del lavoro. Se non creiamo opportunità adeguate, c’è ovviamente il rischio di esclusione, instabilità e migrazione forzata. Ma se investiamo seriamente in energia, infrastrutture, agricoltura e formazione tecnica e professionale, possiamo trasformare la dinamica demografica in una straordinaria leva per lo sviluppo”, ha proseguito Meloni.

La Banca mondiale è un partner del Piano Mattei nel mobilitare capitali privati ed investimenti europei in Africa per trasformare le idee in posti di lavoro di qualità. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al convegno “Gettare le basi per l’occupazione in Africa: infrastrutture di base e ambienti aziendali”, ospitato oggi a Roma dalla Banca mondiale in collaborazione con la presidenza del Consiglio dei ministri.

“L’Africa è il più giovane continente al mondo”, ha ricordato Meloni, sottolineando la necessità di investire in settori come energia, infrastrutture, educazione per dare al continente una possibilità di sviluppo. Con il Piano Mattei “condividiamo soluzioni e un modello di soluzione”, ha aggiunto.

“Siamo in prima linea con la Banca mondiale attraverso il progetto Mission 300, che mira a raggiungere oltre 300 milioni di cittadini africani entro il 2030 con nuove infrastrutture elettriche”, ha continuato la premier. “Come diceva Enrico Mattei, ‘non c’è lavoro senza affari, non ci sono affari senza energia’. Investire in reti, capacità produttiva e fonti rinnovabili significa creare immediatamente posti di lavoro e, allo stesso tempo, consentire la crescita di intere filiere. Sebbene l’Africa possieda una quota molto ampia dei terreni coltivabili del pianeta, importa ancora una parte significativa del proprio fabbisogno alimentare. Migliorare la produttività agricola, sviluppare la trasformazione locale e rafforzare le catene del valore significa generare milioni di posti di lavoro, soprattutto per i giovani e le donne”, ha aggiunto.

Per Meloni, “l’approccio del governo italiano nei confronti dell’Africa, e che crediamo dovrebbe essere anche l’approccio di Europa e Occidente è basato su meno frammentazione, più coordinamento; meno retorica, più cantieri; meno promesse, più strumenti finanziari innovativi e concreti. Meno beneficenza, più sviluppo”. L’efficacia della cooperazione, ha detto, “non si misura in base alle buone intenzioni, ma ai risultati concreti che essa ottiene in termini di posti di lavoro creati, imprese sostenute e investimenti mobilitati”.

Il Piano Mattei è un programma di investimenti nei Paesi africani, ha aggiunto Meloni, “che delinea una strategia di cooperazione tra pari, costruita su una visione chiara: contribuire a creare le condizioni strutturali per lo sviluppo di filiere produttive, imprese locali forti e occupazione stabile e dignitosa nelle nazioni africane. Affinché l’Africa possa crescere e prosperare valorizzando le proprie risorse, coltivando la propria terra e sfruttando al meglio il proprio capitale umano”.

Oggi il Piano Mattei, ha spiegato Meloni, “coinvolge direttamente 14 nazioni africane e nel 2026 estenderemo la nostra strategia ad altre quattro: Repubblica Democratica del Congo, Ruanda, Gabon e Zambia. Sappiamo che è una sfida impegnativa, ma non ci manca la determinazione. Soprattutto, sappiamo che in questo ambizioso percorso possiamo sempre contare sulla collaborazione concreta della Banca mondiale, che ha abbracciato la nostra visione sin dall’inizio e non ha mai mancato di fornire il suo prezioso contributo”, ha concluso la premier.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia