Mondiali, gli Usa chiedono maxi cauzioni fino a 15mila euro per entrare nel paese: problemi per cinque nazionali
La Fifa è al lavoro per ottenere deroghe per calciatori e allenatori, ma cosa accadrà per i tifosi delle nazionali coinvolte?
A pochi mesi dal calcio d’inizio del prossimo Mondiale, all’orizzonte si profila una questione delicata che rischia di trasformarsi in un vero e proprio caso internazionale, con ripercussioni non soltanto sul piano sportivo ma anche su quello logistico ed economico. A finire sotto i riflettori sono alcune nazionali africane già certe della qualificazione alla rassegna iridata, insieme alle rispettive tifoserie, pronte a seguire le proprie squadre oltreoceano.
I PAESI COINVOLTI
Nel dettaglio, Algeria, Capo Verde, Senegal, Costa d’Avorio e Tunisia rientrano infatti in una lista di circa 50 Paesi i cui cittadini, per ottenere un visto d’ingresso negli Stati Uniti, sarebbero tenuti a versare una cauzione particolarmente onerosa, fino a un massimo di 15mila euro. Si tratta di una misura introdotta nell’ambito delle politiche migratorie varate durante l’amministrazione di Donald Trump, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’immigrazione irregolare.
CAUZIONE PER I CALCIATORI: COSA SUCCEDE?
Una norma che, però, rischia di avere effetti collaterali pesanti proprio sul grande evento calcistico. Secondo quanto riportato da The Athletic, la criticità maggiore riguarda direttamente i protagonisti in campo: i calciatori e gli staff tecnici. Il regolamento, infatti, non prevederebbe al momento alcuna esenzione per gli atleti professionisti, i quali si troverebbero quindi nella paradossale situazione di dover versare cauzioni comprese tra i 5mila e i 15mila dollari per poter partecipare al torneo. Una somma che verrebbe sì restituita all’uscita dal Paese entro i termini del visto, ma che rappresenta comunque un ostacolo significativo in termini organizzativi e burocratici.
FIFA AL LAVORO
La questione è ora sul tavolo della FIFA, impegnata in un confronto serrato con le autorità statunitensi per trovare una soluzione che possa almeno tutelare le delegazioni ufficiali. L’obiettivo è ottenere una deroga che consenta a giocatori e membri degli staff di evitare il pagamento della cauzione, garantendo così una partecipazione senza intoppi alle nazionali coinvolte.
E I TIFOSI?
Diverso, e decisamente più complesso, appare invece lo scenario per i tifosi. Per loro, al momento, l’ipotesi di un’esenzione sembra lontana. E questo rischia di incidere in maniera significativa sulla presenza sugli spalti, già messa a dura prova dai costi elevati di un viaggio intercontinentale e da un’organizzazione tutt’altro che semplice. Il pericolo concreto è quello di vedere una partecipazione ridotta proprio da parte di quelle tifoserie che, storicamente, contribuiscono a rendere il Mondiale una festa globale di colori, passione e identità.
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