Napoli, ristorante ‘Quattro Passi’ di Nerano (3 stelle Michelin) sequestrato per abusi edilizi

Gen 31, 2026 - 15:30
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Napoli, ristorante ‘Quattro Passi’ di Nerano (3 stelle Michelin) sequestrato per abusi edilizi

Scattano i sigilli per il ristorante da 3 stelle Michelin ‘Quattro Passi’ di Nerano (Massa Lubrense, in provincia di Napoli): i carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno eseguito infatti oggi 30 gennaio un decreto di sequestro preventivo del complesso turistico-ricettivo, emesso dal Gip di Torre Annunziata su richiesta della locale procura, per il reato di lottizzazione abusiva a scopo edificatorio. Dalle indagini, partite nel luglio 2025 e condotte dall’Aliquota Operativa del Nor della Compagnia dei carabinieri di Sorrento, sarebbe emerso che il complesso immobiliare di imponenti dimensioni, destinato ad attività di ristorazione e ai servizi accessori, sarebbe stato realizzato, a partire dal 1982 e sino a ottobre 2025, in assenza di titoli edilizi legittimi e in un’area soggetta a stringenti vincoli paesaggistici e ambientali.

“Condotta quantomeno negligente del Comune”

Una attività edilizia abusiva che, ravvisano gli investigatori, “si è protratta nel tempo anche grazie alla condotta, quantomeno negligente, del Comune di Massa Lubrense, il quale, nel corso degli anni, aveva rilasciato provvedimenti di condono illegittimi”, “viziati da macroscopiche irregolarità”. I permessi, infatti, sono stati rilasciati, non solo a distanza di decenni dalle relative istanze, ma soprattutto “in assenza dei presupposti di diritto e di fatto, atteso che gli immobili oggetto di istruttoria, nell’arco temporale tra l’istanza di condono e il rilascio del relativo provvedimento, erano stati abusivamente modificati, come emerso anche dai numerosi controlli della Polizia Municipale”. Nel decreto di sequestro preventivo, il gip con riferimento ai provvedimenti di condono rilasciati dal Comune ha affermato: “Tali condotte hanno sostanzialmente consentito l’asservimento di una parte del territorio comunale, che era un uliveto, alle necessità di espansione dell’attività edificatoria ed economica/turistico-ricettiva degli indagati, in totale disprezzo della morfologia del territorio, dei vincoli ambientali (tra cui quello idrogeologico) posti a tutela dell’ambiente e della disciplina urbanistica funzionale all’ordinato e armonioso sviluppo del territorio“.

“Illegittimi i provvedimenti di sanatoria”

Secondo il gip, “le concessioni edilizie rilasciate in sanatoria in esito al primo e al secondo condono” presentano “profili di illegittimità originaria, sia per il superamento dei limiti volumetrici di legge” avvenuto attraverso un “artificioso frazionamento delle istanze, sia per la perdita dei presupposti di condonabilità” alla luce “delle successive e reiterate trasformazioni abusive dell’organismo edilizio”. Le istanze presentate per il terzo condono edilizio, invece, risultano giuridicamente improcedibili perché si tratta di “opere ricadenti in area sottoposta a vincolo paesaggistico e classificata dal Put”, il piano urbanistico territoriale, “come zona di tutela ambientale con inedificabilità assoluta, come già accertato dal Comune di Massa Lubrense con il provvedimento di rigetto per intervenuta lottizzazione abusiva”. L’intero compendio immobiliare è dunque, per gli investigatori, il “risultato di un’attività edificatoria illecita continuata e permanente, tuttora priva di legittimazione urbanistico-edilizia, produttiva di una rilevante e duratura compromissione dell’assetto urbanistico, paesaggistico e ambientale dei luoghi”. I gestori del ristorante, ora indagati per abusi edilizi, insomma, secondo l’ipotesi accusatoria sono riusciti a trasformare un territorio prettamente boschivo, nel quale al più insisteva un manufatto a vocazione rurale, in un insediamento commerciale, destinato all’attività di ristorazione.

Dal 1982 “numerosi interventi edilizi abusivi”

Nel decreto di sequestro, di cui LaPresse ha preso visione, si legge che dal 1982 e con una “condotta tuttora in corso” sul complesso ricettivo sono stati effettuati “numerosi interventi edilizi da considerarsi abusivi in quanto effettuati o in assenza di titoli abilitativi o in patente violazione di quelli ricevuti“. Secondo l’impianto accusatorio, la realizzazione della struttura ha determinato “uno stravolgimento della conformazione originaria del fondo e la morfologia del territorio, tale da configurare una lottizzazione abusiva a scopo edificatorio”. Secondo quanto emerge da una relazione di un consulente nominato dalla procura di Torre Annunziata e dai sopralluoghi effettuati, non ci sarebbero “porzioni del complesso che possano ritenersi assistite da una piena e legittima copertura urbanistico-edilizio-paesaggistica“.

Tutti i presunti interventi abusivi

  • L’intero territorio di Massa Lubrense è sottoposto a vincolo paesaggistico dal 1965.
  • Le prime trasformazioni del complesso risalgono agli anni 1982-1983 quando fu accertata su un esistente fabbricato l’esecuzione di opere di ristrutturazione e ampliamento “in assenza di concessione o autorizzazione“. Nonostante lo stop ai lavori deciso dall’allora sindaco con una apposita ordinanza, dagli accertamenti successivi emerse che i lavori erano andati avanti, “con ulteriore incremento di volumetria e superficie, sistemazioni esterne, muri, scale, pavimentazioni in calcestruzzo armato“. Tutte opere che costituirono oggetto di richiesta di condono nel 1986.
  • Tra il 1987 e il 1995 furono eseguite ulteriori opere sempre in assenza di autorizzazione. “Anche in questo periodo il Comune adottò numerose ordinanze di sospensione e ingiunzione di demolizione, spesso accompagnate da ulteriori provvedimenti per violazione del vincolo paesaggistico. Più accertamenti rilevano la mancata ottemperanza alle ordinanze e la prosecuzione o il completamento dei lavori”.
  • Nel periodo 1995–2003 gli atti documentano “un’ulteriore intensificazione degli interventi, con un progressivo sviluppo del complesso turistico-ricettivo ‘Quattro Passi'” e anche in questo caso, risultano numerose e “ripetute ordinanze di sospensione e demolizione“, non rispettate.
  • Dal 2003, sono andati avanti ulteriori lavori, tutti senza titolo, tra cui la realizzazione o la modifica delle piscine, ampliamento di camere e, tra le altre, “opere di sistemazione esterna e di urbanizzazione di fatto“.
  • Nel 2010 fu rilasciata al proprietario della struttura la Concessione edilizia in sanatoria, “relativa a un corpo di fabbrica a un piano adibito a camere con servizi e locale tecnologico”.
  • Nel 2016 venne riconosciuta una compatibilità paesaggistica-ambientale per ulteriori opere, previa acquisizione del parere favorevole della Soprintendenza, seguita da Scia (Segnalazione certificata di inizio attività, ndr) in sanatoria. Nel 2020 vennero rilasciate le Concessioni edilizie in sanatoria.
  • A fronte di tali sanatorie parziali, gli accertamenti effettuati tra il 2023 e il 2025 “evidenziano però la persistenza e l’ulteriore incremento di interventi privi di titolo“.

Le domande di condono

Negli anni sono state effettuate diverse domande di condono con riferimento al ristorante ‘Quattro Passi’. Tra queste:

  • Nel 1995 venne avanzata una domanda relativa a un manufatto a un solo piano “destinato ad attività turistico-ricettiva”. “La superficie utile dichiarata era pari a mq. 160,58, oltre alle opere esterne”, ma la relazione tecnica evidenziò una struttura “in muratura portante e calcestruzzo armato, con solai in latero-cemento. Le consistenze sono state rideterminate in: mq. 147,25 di superficie utile sanabile, mq. 209,76 di superficie complessiva e mc. 670,74 di volume”.
  • Nel 2020, fu presentata domanda di sanatoria per le opere realizzate entro il primo ottobre 1983.

L’analisi di tutte le richieste di condono in sanatoria presentate negli anni, secondo l’accusa, ha evidenziato un “frazionamento artificioso delle domande di condono, volto a spezzettare un’unica volumetria dell’unitario complesso in due segmenti così da rientrare formalmente nei limiti” previsti dalla legge per la sanatoria. “La volumetria complessiva, pari a circa 1.293,75 mc., supera infatti di gran lunga il limite massimo di 750 mc. previsto per le nuove costruzioni e gli ampliamenti condonabili, limite che deve essere verificato unitariamente sull’intero compendio immobiliare”.

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Redazione Redazione Eventi e News