Naufragio Cutro, avvocato ufficiali Gdf: "Elimineremo ogni ombra su servitori Stato"

Gen 31, 2026 - 15:30
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Naufragio Cutro, avvocato ufficiali Gdf: "Elimineremo ogni ombra su servitori Stato"

Il Tribunale di Crotone ha respinto la richiesta di autorizzare le telecamere in aula per il processo sul naufragio di Cutro, avvenuto il 26 febbraio 2023 e costato la vita a 94 persone, tra cui 35 minori. Il procedimento riguarda i presunti ritardi nei soccorsi al caicco “Summer Love”. “Le persone direttamente interessate al processo non vivono in Calabria, vivono in Afghanistan, in Iran, in Iraq, in Germania, in Olanda, negli Stati Uniti – ha detto Francesco Verri, difensore delle famiglie delle vittime -. Permettere loro di seguire a distanza il dibattimento, persino trasmettendolo persino in diretta avrebbe consentito loro di colmare un gap che non è responsabilità di nessuno, ma esiste. Tant’è vero che molte di queste persone non si sono potute costituire parte civile perchè non sono potute venire in Italia a rilasciare la loro procura ai loro avvocati”. La decisione è stata confermata dal presidente del collegio penale, Alfonso Scibona, al termine di un lungo confronto con gli avvocati delle parti civili e con la Procura. I legali delle famiglie delle vittime avevano contestato l’ordinanza, sostenendo che fosse stata adottata senza ascoltare le parti e sottolineando le difficoltà per parenti e superstiti, molti dei quali non possono seguire il processo dall’estero. Secondo il Tribunale, il diritto di cronaca è comunque garantito dalla presenza dei giornalisti in aula e dalle registrazioni ufficiali audio e video effettuate dal personale del Tribunale, accessibili su richiesta. “Non ci opporremo a nessuna prova – ha spiegato l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore degli ufficiali della Guardia di Finanza -. Siamo consapevoli che c’è stata una tragedia umana con tanti decessi, ma altrettanto consapevoli che ci siano servitori dello Stato che ora sono gravati da questo peso enorme del processo stesso, che può incidere sulle loro carriere, può rappresentare un’ombra che vogliamo assolutamente eliminare”. Alcuni avvocati avevano proposto soluzioni alternative, come affidare le riprese alla Rai, ricordando che in altri processi di grande rilevanza, come quelli di ’ndrangheta, le telecamere sono state ammesse. Il procuratore di Crotone, Domenico Guarascio, ha condiviso la linea del Tribunale, ribadendo l’autonomia decisionale del giudice. Il collegio ha quindi rigettato la richiesta, affermando che l’eventuale accesso alle registrazioni sarà valutato solo su istanza dei giornalisti e non dei difensori delle parti. “La verità sarà qui al tribunale, però la memoria e il ricordo che non ci sono più spetta ai famigliari che chiedono vengano rispettate le promesse fatte durante l’incontro privato fatto a Palazzo Chigi”, ha detto Gianfranco Crua, attivista di “Carovane Migranti”.

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Redazione Redazione Eventi e News