Giulio Regeni, il processo ai 007 egiziani può ripartire a 10 anni dall’omicidio: lo sblocca la Corte Costituzionale

Gen 31, 2026 - 10:00
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Giulio Regeni, il processo ai 007 egiziani può ripartire a 10 anni dall’omicidio: lo sblocca la Corte Costituzionale

Il processo per l’omicidio di Giulio Regeni si farà. Lo ha stabilito una attesa sentenza della Corte Costituzionale, chiamata in ballo dalla Corte d’Assise di Roma dove è in corso il processo che vede imputati quattro agenti dei servizi segreti egiziani, ancora oggi formalmente irreperibili perché l’Egitto non ha mai fornito all’Italia le informazioni necessarie per rintracciarli e notificare loro gli atti processuali.

La Consulta ha infatti accolto la questione di Costituzionalità presentata dalle difese dei quattro 007 egiziani legata ai costi  per le consulenze tecniche che i legali degli imputati, tutti nominati d’ufficio, sono chiamati ad affrontare.

I giudici della Corte Costituzionale hanno stabilito che sarà lo Stato italiano a farsi carico di anticipare le spese del consulente di parte nominato dai difensori d’ufficio degli imputati egiziani: si tratta in particolare di un esperto per la traduzione di un documento dall’arabo disposta dai giudici del collegio. Il processo riprenderà a febbraio.

La storia di Giulio Regeni

Giulio Regeni, ricercatore 28enne della provincia di Udine, si trovava in Egitto per svolgere una ricerca sui sindacati di base egiziani per conto dell’Università di Cambridge.

Secondo le indagini italiane venne sequestrato al Cairo il 25 gennaio del 2016, col corpo ritrovato senza vita una settimana dopo in una strada alla periferia della capitale egiziana: il cadavere aveva chiari segni di tortura.

Per la Procura di Roma i responsabili della sua morte sono quattro ufficiali dei servizi egiziani, il generale Tariq Sabir, i colonnelli Athar Kamel e Usham Helmi, e il maggiore Magdi Sharif: dal maggio 2021 sono a processo con le accuse a vario titolo di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in lesioni personali gravissime e omicidio. A denunciare Regeni all’Agenzia nazionale di sicurezza egiziana sarebbe stato Mohamed Abdallah, leader del sindacato degli ambulanti, che Regeni aveva incontrato per una ricerca.

Dopo la morte di Regeni le autorità egiziane non hanno mai collaborato con quelle italiane, provando più volte a depistare le indagini: prima parlando di un incidente stradale, poi di un omicidio avvenuto nel corso di una relazione omosessuale, infine di un regolamento di conti tra trafficanti di droga.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia