Pasqua dove vuoi: tre mete in Europa per festeggiare da “local”

Paese che vai, Pasqua che trovi. La Settimana Santa in corso non è solo un importante momento della vita religiosa dei cattolici ma porta con sè anche tradizioni che affondano le radici in tempi lontani.
Tra usanze che celebrano il risveglio della natura, piatti tipici e un pizzico di superstizione, si può viaggiare alla scoperta di questi giorni speciali. Ecco tre mete europee dove vivere la Pasqua in Europa.
Repubblica ceca, riti e usanze inconsuete
La Repubblica Ceca (come altri paesi europei) ha radici ebraico-cristiane, quindi il modo in cui si festeggia la Pasqua è il risultato di una combinazione di tradizioni pagane, ebraiche e cristiane. Oggi, tuttavia, si tratta di una festa prevalentemente cristiana per celebrare la risurrezione di Cristo.
La settimana che precede la Pasqua è chiamata la Settimana della Passione. Per i cristiani, il primo giorno importante è il mercoledì, che in ceco viene detto “škaredá středa” (mercoledì cattivo) o “sazometná středa” (mercoledì delle ceneri): “cattivo” perché si commemora il tradimento di Giuda, ossia una cattiva azione, “delle ceneri” perché quel giorno si puliva il camino rimuovendo la fuliggine (in italiano è detto “mercoledì del tradimento” o “mercoledì della tristezza”, NdT). In questo giorno si devono fare le pulizie, ma senza incattivirsi, altrimenti, secondo la superstizione, si sarà tristi ogni mercoledì dell’anno. Secondo una delle usanze pasquali ceche, il Giovedì Santo si deve mangiare un’insalata di spinaci, di crauti o di ortiche per essere sani tutto l’anno. Secondo la superstizione, il Giovedì Santo è anche il giorno in cui, durante la messa, le campane della chiesa suonano per l’ultima volta prima di spiccare il loro “volo annuale” verso Roma. Il Venerdì Santo, poi, il suono delle campane veniva sostituito da raganelle o tric trac, piccoli e grandi, montati su carriole. Il Venerdì Santo è anche il giorno del lutto per la morte di Gesù e del digiuno rigoroso. Il Sabato Santo è il giorno del silenzio e dell’attesa per i credenti, ma anche delle pulizie. La preparazione del banchetto pasquale doveva essere accurata. In ogni casa bisognava avere la tavola apparecchiata, il pasticcio pasquale e dolci quali il “beránek” o “mazanec” e gli “jidáše”.
Le celebrazioni poi continuano la domenica, quando le chiese si riempiono e i fedeli celebrano la risurrezione di Cristo. E il lunedì? Il lunedì è all’insegna delle tradizioni popolari. In Repubblica Ceca, e non solo, il simbolo più famoso della Pasqua è rappresentato dalle uova decorate, che un tempo simboleggiavano la fertilità e la nuova vita. Oggi, però, hanno solo una funzione decorativa. Inoltre, da diversi secoli, la Pasqua ceca prevede l’usanza di frustare ragazze e donne con la pomlázka (frusta di salice) fatta a mano. Le prime menzioni della pomlázka risalgono al XIV secolo, ma la tradizione è molto probabilmente più antica e risale all’epoca precristiana. I ragazzi e gli uomini frustano le loro ragazze e donne con fruste di salice affinché restino a lungo sane e giovani.
Nel corso degli anni, si è affermata la moda di intrecciare i ramoscelli da soli per potersi vantare della propria pomlázka lunga ed elaborata. Ancora oggi vengono talvolta intrecciate “pomlázky” lunghe diversi metri, anche se vengono utilizzate solo come decorazioni. Come da tradizione, il lunedì di Pasqua, i ragazzi e gli uomini vanno a trovare le loro vicine con la pomlázka cantando i canti pasquali e in cambio ricevono uova decorate, un nastro colorato per la pomlázka, qualcosa di dolce o qualcosa di più forte (un cicchetto di acquavite).
Tutti i musei cechi all’aperto si sforzano di preservare le tradizioni popolari ceche. L’evento più popolare si chiama “Pasqua in Valacchia” (Velikonoce na Valašsku), che si svolge nel museo all’aperto di Rožnov pod Radhoštěm, in Moravia. Un altro museo all’aperto che preserva le tradizionali usanze pasquali è il museo all’aperto di Veselý Kopec, nella Boemia orientale. Per la maggior parte, tutti gli edifici storici sono decorati e accolgono i visitatori a braccia aperte. Il personale del museo all’aperto in abiti d’epoca presenta le usanze popolari tradizionali, alcune delle quali sono dimenticate da tempo. Di solito è anche possibile realizzare qualche piccolo oggetto a mano come souvenir.
Sapori e colori mediterranei in Istria croata
Con l’arrivo della primavera, l’Istria croata si risveglia tra profumi di mare, colline fiorite e tradizioni di festa. Le vacanze pasquali diventano così l’occasione giusta per scoprire questa regione a pochi chilometri dal confine: dalle eleganti città costiere come Rovinj (Rovigno) e Pula (Pola) fino ai borghi dell’entroterra, dove vigneti, uliveti e piccoli centri medievali rivelano il volto rurale della penisola istriana.
Durante il weekend di Pasqua, dal 3 al 6 aprile 2026, molte località celebrano la festa con appuntamenti dedicati alla gastronomia e alle tradizioni locali. A Poreč (Parenzo), nella piazza principale della città, torna il tradizionale evento pasquale che accoglie visitatori e residenti tra stand di prodotti tipici istriani e specialità stagionali. In un’atmosfera primaverile, il programma prevede musica dal vivo, attività creative e giochi per i bambini, oltre alle immancabili degustazioni dei dolci pasquali, tra cui la pinca (pinza), il tipico pane dolce farcito con uvetta. Questa gustosa preparazione, con un’incisione a forma di croce in mezzo e decorata con foglie d’ulivo, viene tradizionalmente tagliata a fette e servita a colazione per iniziare la giornata di festa.
A Fažana (Fasana), borgo di pescatori di fronte al Parco nazionale di Brioni, la Pasqua viene celebrata con un ricco programma che coinvolge residenti e visitatori. Le celebrazioni iniziano il Venerdì Santo (3 aprile) con la colazione a base di baccalà e frittelle sul lungomare. Il Sabato Santo è dedicato soprattutto alle famiglie, con laboratori creativi per bambini, la caccia alle uova di Pasqua, un laboratorio di preparazione del pane “alla vecchia maniera” e musica dal vivo. In serata si svolge la veglia pasquale con la benedizione del cibo nella Chiesa parrocchiale dei SS. Cosma e Damiano. Il Lunedì di Pasquetta, infine, la festa continua con la tradizionale colazione pasquale aperta a tutti nella piazza del paese.
Proprio il Lunedì di Pasqua l’attenzione si sposta anche nell’entroterra istriano. A Gračišće (Gallignana), borgo medievale nel cuore della regione, si tiene la storica Rassegna dei vini dell’Istria centrale: per un giorno le strade del centro storico si trasformano in una grande osteria a cielo aperto, dove dalle 11 alle 19 è possibile degustare i vini locali nelle numerose cantine allestite tra vicoli e piazze del paese.
In Catalogna la sacralità della Setmana Santa
Spostandoci in Spagna, la processione del Giovedì Santo in Catalogna è così solenne e intima da essersi meritata il nome di “Processó del Silenci”, la Processione del Silenzio. Con 398 anni di storia, dal 1628 al 2026, con un’unica interruzione dal 1974 al 1987, quando furono riportati in “vita” i misteri conservati nelle case private durante i tredici anni di “stop”, la Processó de Badalona è una delle più antiche della regione. L’appuntamento è fissato per il 2 aprile 2026, il Dijous Sant (Giovedì Santo), nella chiesa di Santa Maria: al silenzio, rotto dagli Estafems, le figure dei soldati romani che, marciando, battono le lance al ritmo di un tamburo, questa processó è illuminata solo dalla luce delle candele. E dopo il rito sacro, non c’è niente di più rilassante di una passeggiata sul lungomare di Badalona.
Durante la Setmana Santa catalana si celebrano le passions, rappresentazioni teatrali che raccontano gli episodi evangelici della vita di Gesù. Una delle più importanti si svolge a Olesa de Montserrat, un paese immerso tra gli ulivi dove si ricava il rinomato Oli d’Olesa, a metà strada tra Barcellona e il monastero di Montserrat. L’unica passió ad aver ricevuto la Croce di San Giorgio, la massima onorificenza civile assegnata dalla Generalitat de Catalunya per l’impegno nella promozione della cultura e della lingua catalana, la Passió d’Olesa è anche la sola a proporre i sottotitoli in spagnolo e inglese (l’originale è in catalano). Con una lunga storia che risale al 1538 e un migliaio di figure coinvolte, nel 2026 questo spettacolo verrà proposto in otto date fino al primo maggio.
Per i bimbi catalani non c’è Domenica di Pasqua, che sarà il 5 aprile 2026, senza Mona de Pasqua, il dolce che da tradizione i padrini regalano ai figliocci da consumare il giorno di Pasquetta. La ciambella-brioche, guarnita con un uovo sodo per ogni anno d’età del bambino, nel periodo festivo invade le vetrine dei migliori pasticceri di Barcellona che si sfidano a colpi di Mones artigianali e Mones de xocolata (le figure di cioccolato, introdotte nel 1930 dal pasticcere Lluís Santapau) e nel concorso “La Millor Mona de Pasqua”. Nel periodo delle vacanze pasquali, il Museu de la Xocolata de Barcelona organizza laboratori di pasticceria aperti alle famiglie.
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