Ponte di solidarietà verso il Mozambico inondato

Gen 31, 2026 - 17:30
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Ponte di solidarietà verso il Mozambico inondato

Catena di solidarietà per il Mozambico. Secondo le stime diffuse dall’Istituto Nazionale per la Gestione e la Riduzione del Rischio di Disastri (INGD), in Mozambico sono attivi 91 centri di accoglienza che ospitano 94.917 persone, di cui 19.254 soccorse. Nel corso dell’udienza generale il pensiero del Papa è andato “all’amato popolo del Mozambico colpito da devastanti inondazioni“. Quindi “mentre prego per le vittime, esprimo la mia vicinanza agli sfollati e a tutti quelli che offrono loro il sostegno“. In Mozambico da ottobre, inizio della stagione delle piogge, a oggi un centinaio di persone sono morte in decine di villaggi sommersi dall’acqua. In particolare, riferisce l’Osservatore Romano, fra il 21 dicembre e il 13 gennaio sarebbero state distrutte almeno 4000 abitazioni. Monsignor Hatoa Nunes ha chiesto alla popolazione di partecipare alla raccolta fondi con l’obiettivo di alleviare le sofferenze di tante famiglie che hanno perso tutto. Mentre la Caritas di Xai-Xai, la diocesi più colpita, comunica che ci sono ancora molte persone isolate sui tetti delle case che gridano aiuto.

Mozambico
On 19 January 2026, inhabitants walk in a flooded street after extreme rainfall in Xai Xai, Gaza province in Mozambique. (Foto © UNICEF/UNI930697/Taylor)

Inondazioni in Mozambico

Nove i distretti del territorio diocesano colpiti dalle inondazioni. Le comunicazioni sono difficili, spesso impossibili. In Mozambico la ripresa delle attività scolastiche, su tutto il territorio nazionale, è stata posticipata al 27 febbraio 2026. La decisione è stata presa dal Consiglio dei ministri del Paese in seguito proprio alle gravi ripercussioni dovute alle alluvioni . Dall’inizio della stagione delle piogge, che va da ottobre ad aprile, comprese le ultime due settimane di inondazioni, in Mozambico sono morte 125 persone e 774.828 sono quelle pesantemente colpite. Centinaia di famiglie rimangono assediate dall’acqua, alcune si sono rifugiate sui tetti, principalmente a Maputo, nel Mozambico meridionale. “La situazione permane molto critica e triste per i poveri. La gente non sa cosa pensare e a chi credere. I prezzi dei prodotti alimentari stanno aumentando e tutti ne approfittano. Prego il Signore perché ci aiuti”, scrive all’agenzia missionaria vaticana Fides una fonte locale che opera in una struttura sanitaria.

La stampante 3D inviata in Mozambico

I rischi

“Continuano ad arrivare parecchi malati, anche giovani e bambini. Penso ai vari Paesi che soffrono, la guerra e le guerriglie e nel mondo sono tanti. Non ci resta che pregare e sperare”, aggiunge. La stampa locale riporta che nella maggior parte delle aree rimaste completamente sommerse, l’accesso ai servizi di base, come l’acqua potabile, l’assistenza sanitaria, l’alimentazione e l’istruzione, è incerto o insicuro. Coinvolti 427.289 studenti e 9.204 insegnanti, colpite 431 unità scolastiche, 281 aule totalmente distrutte, 218 scuole non utilizzabili, 167 servizi igienici totalmente o parzialmente distrutti oltre a 203 unità sanitarie. In queste condizioni le principali vittime sono i bambini che corrono maggiori rischi di malattie, interruzione dell’apprendimento e pericoli di diversa natura, soprattutto per le ragazze e gli adolescenti. Nella sola provincia di Nampula dilaga il colera, secondo le stime della Direzione nazionale di sanità pubblica, sono stati segnalati 1.314 casi e 17 morti, seguita da Tete con 932 casi e 13 decessi e da Cabo Delgado con 404 casi e 2 vittime. Tuttavia con i bacini fluviali al di sopra dei livelli di allerta, le forti piogge che continuano in alcune aree e l’inizio della stagione dei cicloni, si prevede che il numero di bambini e famiglie colpite aumenterà ulteriormente. Inoltre, i danni ingenti alla superficie agricola hanno portato gravi ripercussioni sull’attività di 126.287 agricoltori, oltre alla morte di 58.621 capi di bestiame, tra cui bovini, capre e pollame.

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