Sace: scambi globali +5 per cento nel 2025, impatto dazi sotto le attese

Febbraio 27, 2026 - 04:00
 0
Sace: scambi globali +5 per cento nel 2025, impatto dazi sotto le attese

Il commercio mondiale è cresciuto vicino al 5 per cento nel 2025 e nel triennio 2026-2028 è atteso in aumento medio del 2,3 per cento, con impatti di dazi e tensioni geopolitiche inferiori alle stime iniziali. È quanto emerge dalla Mappa dell’export 2026 presentata oggi a Roma da Sace. Secondo il capo economista Alessandro Terzulli, gli shock commerciali e politici “hanno avuto impatti economici inferiori a quello che ci si poteva aspettare”, anche grazie alla capacità di adattamento delle imprese e a fattori temporanei come l’anticipo delle importazioni negli Stati Uniti.

“Se un importatore sa che dovrà pagare dazi più alti, tende a fare scorte prima”, ha spiegato, richiamando l’effetto di anticipo delle importazioni (il cosiddetto front-loading), ossia l’aumento degli acquisti prima dell’entrata in vigore dei nuovi dazi per evitare rincari successivi, particolarmente evidente nella farmaceutica. A sostenere gli scambi hanno contribuito anche gli investimenti tecnologici, in particolare nell’intelligenza artificiale e nei semiconduttori. Tuttavia, ha avvertito Terzulli, nel medio-lungo periodo resta il rischio di “un’erosione delle regole” in un contesto di crescente frammentazione. L’incertezza resta elevata, ma “non si è tradotta in un blocco delle decisioni economiche” come temuto.

Sul fronte italiano, il presidente di Sace, Guglielmo Picchi, ha sottolineato che “l’Italia è un Paese che cresce grazie all’export”, ricordando che nel 2025 il Paese si è confermato quarto esportatore mondiale. “Nonostante tutto e tutti, dai prezzi dell’energia ai dazi, la capacità degli imprenditori italiani di conquistare nuovi mercati è straordinaria”, ha dichiarato. Picchi ha evidenziato che investimenti pubblici e consumi interni “non riescono a dare slancio alla crescita del Pil” e che “il vero driver è l’export”. In questo quadro, Sace è chiamata a rafforzare il sostegno alle imprese, anche in coerenza con il Piano Mattei per l’Africa, dove l’agenzia svolge un ruolo di attuatore finanziario nei mercati più complessi.

L’Africa rappresenta infatti uno degli assi strategici della Mappa. Nel Nord Africa l’Export Opportunity Index medio si attesta intorno a 54. L’indicatore, sviluppato da Sace su una scala da 0 a 100, misura il livello di opportunità per le imprese italiane Paese per Paese, combinando peso sull’export, dinamica attesa, accesso al mercato e struttura della domanda. Accanto a questo, la Mappa valuta il rischio di credito – ossia la probabilità di mancato pagamento da parte di controparti sovrane, bancarie o corporate – e il rischio politico, legato a eventi come espropri, restrizioni valutarie, guerre o disordini civili, anch’essi su scala 0-100.

Nel caso del Nord Africa, le opportunità si accompagnano a livelli di rischio elevati ma in parte compensati da riforme e investimenti infrastrutturali. Il Piano Mattei punta a mobilitare capitali e competenze italiane in settori come energia, infrastrutture e filiere agroindustriali. Tra i Paesi più dinamici figura il Marocco, indicato come hub logistico e produttivo grazie al porto di Tanger Med, allo sviluppo dell’automotive e agli investimenti nelle rinnovabili e nell’idrogeno, oltre che nelle infrastrutture ferroviarie ad alta velocità.

Nelle Americhe, gli Stati Uniti restano un mercato da presidiare nonostante le tensioni tariffarie, mentre il Brasile – prima economia dell’area – beneficia dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, che prevede la graduale rimozione dei dazi sul 91 per cento delle merci europee. Nonostante fragilità fiscali e incertezze politiche, il Paese mantiene un Export Opportunity Index tra i più elevati dell’area e continua ad attrarre investimenti in infrastrutture e automazione industriale.

In Asia, l’India emerge come economia in forte espansione, sostenuta da riforme fiscali, digitalizzazione e investimenti in infrastrutture ed energia. Terzulli ha tuttavia osservato che “quanto l’India diventerà la nuova fabbrica del mondo rispetto alla Cina, questo non lo so: c’è strada da fare”. La Cina, dal canto suo, “è un mercato da cui non si può prescindere”, con oltre 15 miliardi di export italiano e un Export Opportunity Index elevato, pur a fronte di un profilo di rischio “non bassissimo” e di tensioni geopolitiche persistenti. Pechino sta raddoppiando gli investimenti in tecnologie avanzate e industrie emergenti, mentre l’approccio europeo resta improntato al “de-risking” senza chiusure.

Più critica la situazione in Russia, che presenta un rischio di credito e politico pari a 100. “C’è un enorme problema di pagamenti”, ha ricordato Terzulli, sottolineando che l’esclusione dai circuiti finanziari e il regime sanzionatorio rendono l’operatività estremamente complessa. Anche nei Balcani e nell’Europa emergente, pur in presenza di opportunità legate alla convergenza europea e alle infrastrutture, i profili di rischio restano eterogenei. Nel complesso, la Mappa dell’export 2026 restituisce l’immagine di un mondo più frammentato ma non paralizzato. Le opportunità esistono, ma richiedono selettività, gestione del rischio e strumenti adeguati. In chiusura, il presidente di Sace ha ribadito l’impegno dell’agenzia ad accompagnare le imprese nei mercati esteri in una fase di trasformazione globale. “Le opportunità sono tante, dai dazi all’intelligenza artificiale: per noi sono tutte occasioni da cogliere in un’ottica di diversificazione. Noi siamo poco preoccupati perché il nostro compito è trasformare il rischio in opportunità”, ha affermato Picchi. “Sace è questo: un mitigatore di rischio che rende bancabili progetti che altrimenti non lo sarebbero e permette alle imprese di entrare in mercati dove da sole difficilmente riuscirebbero ad andare”, ha concluso.

Leggi anche altre notizie su Nova News

Clicca qui e ricevi gli aggiornamenti su WhatsApp

Seguici sui canali social di Nova News su Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

L'articolo Sace: scambi globali +5 per cento nel 2025, impatto dazi sotto le attese proviene da Agenzia Nova.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia