Sale la tensione tra Ungheria e Ucraina, l’UE “valuta il sostegno finanziario” per la ripresa dell’oleodotto Druzhba

Mar 6, 2026 - 23:00
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Sale la tensione tra Ungheria e Ucraina, l’UE “valuta il sostegno finanziario” per la ripresa dell’oleodotto Druzhba

Bruxelles – La Commissione europea sta valutando possibili opzioni per facilitare la ripresa delle forniture di petrolio dall’Ucraina all’Ungheria attraverso l’oleodotto Druzhba, inclusa la possibilità di fornire supporto finanziario. A precisarlo è stato, oggi (6 marzo) il portavoce della Commissione europea, Olof Gill, nel briefing quotidiano dell’esecutivo comunitario con la stampa. “Posso confermare che la Commissione sta valutando le opzioni per sostenere la ripresa delle forniture di petrolio, compreso un possibile sostegno finanziario”, ha spiegato. Una risposta all’affondo del premier ungherese Viktor Orbán, che ha annunciato che l’Ungheria sospenderà il transito di beni vitali verso l’Ucraina se Kiev non riprenderà le consegne di greggio attraverso l’oleodotto russo.

Lo scontro tra Budapest e Kiev si inasprisce, dunque, oltre al blocco di Orban all’erogazione del pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro dell’UE a Kiev per il 2026 e 2027. “Abbiamo già interrotto le forniture di carburante e continueremo a esercitare pressioni finché non riprenderanno le forniture di petrolio”, ha detto Orban alla radio di Stato. “Ciò che Zelensky sta facendo all’Ungheria è inaccettabile. Se i prezzi globali dell’energia aumentano, il petrolio russo a basso costo diventa ancora più importante. Se necessario, il governo interverrà per proteggere le famiglie ungheresi dai prezzi energetici insostenibili”, ha affermato Orban.

Nel frattempo, la disputa sale di livello, con Kiev che ha accusato l’Ungheria di aver preso “in ostaggio” un gruppo di dipendenti di una banca ucraina – che, secondo quanto riferito, stavano trasportando 40 milioni di dollari e nove chilogrammi di oro attraverso il Paese magiaro – mentre Budapest li sospetta di riciclaggio di denaro e ne ha ordinato l’espulsione. Il riferimento è all’arresto, avvenuto ieri (5 marzo), di sette impiegati di banca ucraini che trasportavano 40 milioni di dollari, 35 milioni di euro e nove chilogrammi d’oro attraverso l’Ungheria.

“Le autorità hanno scoperto che l’operazione era supervisionata da un ex generale dei Servizi di Sicurezza Ucraini, con un ex maggiore dell’Aeronautica Militare ucraina in qualità di vice e assistita da persone con esperienza militare. Sulla base di queste conclusioni, tutti e sette gli individui saranno espulsi dall’Ungheria”, ha dichiarato il portavoce del governo magiaro, Zoltan Kovacs, su X. Mentre il Ministero degli Affari Esteri ucraino, con una nosta stampa, “raccomanda ai cittadini ucraini di astenersi dal recarsi in Ungheria a causa dell’impossibilità di garantire la loro sicurezza a causa delle azioni arbitrarie delle autorità ungheresi”.

Una situazione che Bruxelles non commenta. “Siamo a conoscenza delle notizie dei media su questa vicenda. Al momento non abbiamo ulteriori informazioni sugli eventi segnalati e pertanto, in questa fase, non ho commenti da offrire”, ha glissato il portavoce della Commissione europea per la Giustizia e lo Stato di diritto, Markus Lammert. Palazzo Berlaymont tenta di rimanere concentrata sull’obiettivo della fine della guerra in Ucraina, guardando al di là delle tensioni tra i due Paesi. “In questo momento, si sta verificando un’escalation e il nostro obiettivo principale come Commissione europea, a nome dell’Unione europea, è sempre quello di fermare l’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, ha osservato Gill.

“Siamo fermamente convinti che ciò sia anche nell’interesse dell’Unione europea in generale e dell’Europa nel suo complesso, poiché abbiamo bisogno di sicurezza e stabilità nel continente europeo. Quindi il nostro obiettivo più importante in questo momento, è erogare il prestito concordato dal Consiglio europeo, un impegno che ci aspettiamo venga onorato da tutti i leader dell’UE”, ha scandito. Ma al di là di ciò, per Bruxelles “l’escalation retorica da tutte le parti non è né utile né favorevole al raggiungimento di questi obiettivi“. Per questo motivo, “stiamo discutendo attivamente con tutte le parti al fine di attenuare la retorica e raggiungere gli scopi che ho menzionato”, ha concluso Gill.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia