Santanchè, lunedì mozione di sfiducia alla Camera. Bignami in aula alle opposizioni: “No lezioni da chi si inchina ai mafiosi” – La diretta

Mar 26, 2026 - 04:30
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Santanchè, lunedì mozione di sfiducia alla Camera. Bignami in aula alle opposizioni: “No lezioni da chi si inchina ai mafiosi” – La diretta

La ministra del Turismo, Daniela Santanchè, è arrivata al ministero intorno alle 10. La ministra, incalzata dai cronisti presenti dopo la richiesta di dimissioni per “sensibilità istituzionale” arrivata ieri tramite una nota di Palazzo Chigi, quindi direttamente dalla premier Giorgia Meloni, non ha risposto alle domande e si è limitata a dire “buongiorno”, scendendo dalla macchina con il telefono all’orecchio. Lo staff conferma tutti gli appuntamenti del giorno. Le opposizioni intanto hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti della ministra.

Santanché, Meloni chiede dimissioni – Le notizie in diretta
Inizio diretta: 25/03/26 10:35
Fine diretta: 25/03/26 23:00
Calenda: "Santanchè doveva dimettersi molto tempo fa e con lei Urso"

“Sono convinto che la Santanchè si sarebbe dovuta dimettere molto tempo fa. E con lei Urso che è una sciagura nazionale. Detto questo, fare opposizione gridando alle dimissioni e basta è un gioco che non ci appassiona. Per questo abbiamo avanzato più e più volte proposte concrete al governo. Perché non è rimasto molto tempo, il Paese rischia la recessione con le bollette delle famiglie alle stelle e la produzione industriale in picchiata. Eppure nulla accade. E forse anche tutto questo ha pesato sul risultato referendario. No?” Lo scrive il leader di Azione, Carlo Calenda, in un post su X nel quale pubblica il suo intervento a ’10 minuti’ su Retequattro.

Biancofiore: "Da Santanchè straordinaria capacità, grazie per impegno"

“Daniela Santanchè è stato il miglior e più incisivo Ministro del Turismo che questo Paese ricordi, lo dicono i numeri e la visibilità che l’Italia ha avuto nel mondo nei vari contesti turistici. Lo dicono gli stakeholders e le associazioni di settore, che ha avuto l’intuito di ascoltare per prima non appena è scoppiata la guerra tra Iran e Usa-Israele, comprendendo che il turismo ne poteva essere danneggiato e attivandosi per un immediato supporto. Lascia il ministero che ha guidato coi ritmi di chi ha un dna imprenditoriale radicato e lo fa dimostrando coscienziosità e grande senso del dovere, rispondendo come era ovvio alle valutazioni del premier che ha portato FDI al governo e al 30% e che in quel ruolo la aveva proposta. Per amicizia come ha detto e senso del dovere. Nonostante la Costituzione più bella del mondo, di cui tanto le opposizioni si riempiono la bocca, la supportasse nel poterlo anche non fare. E nonostante il suo quadro giudiziario non fosse minimamente mutato rispetto al passato. Ignobile un’opposizione che, sempre in barba alla Costituzione, condanna le persone con una violenza inaudita prima del terzo grado di giudizio e in qualche caso senza nemmeno che vi sia stato proprio il rinvio a giudizio”. Così la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Civici d’Italia, Nm, Udc, Maie.

La Russa: "Vicinanza a Santanchè, da lei senso di responsabilità"

“Rivolgo a Daniela Santanché la mia vicinanza per il senso di responsabilità dimostrato e con il quale ha voluto eliminare ogni sorta di tensione nell’interesse di Fratelli d’Italia e di tutto il centrodestra. Un gesto non dovuto, compiuto solo dopo l’invito del presidente del Consiglio, e nonostante la sua situazione giudiziaria non solo sia priva di condanne ma anche di un semplice rinvio a giudizio nella vicenda ‘cassa integrazione’”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica. 

Malan (FdI): "Da Santanchè gesto di grande responsabilità che apprezziamo"

“Come auspicato dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oggi il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, ha rassegnato le sue dimissioni. Un gesto di grande responsabilità che apprezziamo e che giunge dopo anni di intenso lavoro alla guida di un ministero chiave per l’economia nazionale”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.”Daniela Santanchè lascia in un momento in cui il settore turistico è più vitale che mai, in costante crescita e tra i più dinamici di Europa. A lei, perciò, va il ringraziamento per quanto fatto in questi anni e il riconoscimento per aver contribuito a rilanciare nel mondo il turismo italiano”, conclude Malan.

Schlein: "Santanchè si è dimessa, sempre troppo tardi"

“Daniela Santanchè si è dimessa. Sempre troppo tardi”. Questo il post sui social a commento di una immagine dell’ormai ex ministra rilanciato dal Pd e dalla segretaria dem Elly Schlein.

Conte: "Meloni venga in Parlamento, spieghi degrado istituzioni"

Giorgia Meloni “deve delle spiegazioni sul degrado istituzionale di cui si è resa responsabile. Lo deve fare di fronte al Paese e al Parlamento”. Lo afferma il leader del M5s, Giuseppe Conte, parlando coi cronisti davanti Montecitorio. 

Iv: "Implosione evidente, Meloni smetta di fuggire e venga in Parlamento"

“Le dimissioni di Daniela Santanchè chiudono un fatto politico inedito, ovvero la sfiducia manifestata dalla premier a mezzo stampa, ma lasciano sul campo tutte le conseguenze politiche del caso, anzi per certi aspetti le dilatano.Ci interessano poco i regolamenti di conti interni a Fratelli d’Italia, il clima da bunker che si respira da quelle parti, la strategia di Meloni che improvvisamente riscopre un giustizialismo d’antan dopo essersi professata garantista fino a ieri per cercare di rifarsi una immagine e una prospettiva.Ci preoccupa, invece, l’evidente stato di implosione del governo, della maggioranza e del partito della premier, che inevitabilmente si scarica sulle istituzioni e sul Paese. Ci preoccupa che la Premier non comprenda come la sfiducia di 15 milioni di Italiani nelle urne sia stata data a lei, e non potranno esserci artifici finalizzati alla ricerca di capri espiatori e di ritorsioni interne a mitigare questo dato di fatto. A questo punto appare ineludibile che Giorgia Meloni si assuma tutte le responsabilità politiche ed istituzionali di ciò che sta accadendo, e si presenti davanti al Parlamento anziché continuare a fuggire”. Lo dicono i vicepresidenti di Italia Viva senatore Enrico Borghi e deputato Davide Faraone.

Magi: "Bene dimissioni Santanchè, Meloni ne esce politicamente a pezzi"

Da open to meraviglia a open to dimissioni: finalmente Daniela Santanchè, a quasi 24 ore dall’imbarazzante “auspicio” della sua premier, lascia l’incarico di ministro del Turismo. Non ci mancherà. Giorgia Meloni esce politicamente a pezzi da tutta questa vicenda, indebolita dal post voto che ha gestito persino peggio della campagna elettorale per il referendum. L’Italia non merita questo scempio delle istituzioni, trasformate in un ring per una rissa da bar”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

Bonelli: "Dimissioni Santanché resa tardiva, italiani hanno già bocciato"

Le dimissioni della ministra Daniela Santanchè arrivano tardi e non cancellano anni di arroganza e difesa dell’indifendibile”. Così Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.”Il Governo Meloni ha dato uno spettacolo indecoroso di fronte ai problemi degli italiani – aggiunge -. È stato il voto popolare sul referendum sulla separazione delle carriere a fare pulizia di un governo di impresentabili che fino all’ultimo hanno resistito, nonostante posizioni assolutamente inquietanti. Se il Sì avesse vinto Delmastro, Bartolozzi e Santanchè sarebbero rimasti al loro posto e, se non ci fosse stata la valanga di No, sarebbero ancora tutti al loro posto. Le dimissioni di Santanchè sono il segno di una sconfitta politica pesante per questo esecutivo, non certo un atto spontaneo di responsabilità. È il risultato della pressione dell’opinione pubblica e di milioni di cittadini che hanno detto basta. Adesso spetta a noi costruire un’alternativa, partendo dai problemi reali degli italiani: una crisi economica e sociale sempre più grave, con la povertà in aumento, una sanità pubblica allo sfascio e una politica estera subalterna alla linea di guerra di Trump. Serve un cambiamento vero, fondato su giustizia sociale, difesa della Costituzione e investimenti su sanità, lavoro e transizione ecologica”. 

Santanchè a Meloni: "Mie dimissioni diverse da vicenda Delmastro ma 'obbedisco'"

“Ieri forse bruscamente (capirai il mio stato d’animo) ti ho rappresentato la mia non disponibilità ad una mia immediata dimissione perché volevo fosse separata sia dai commenti sul referendum perché non vorrei esssere il capro espiatorio di una sconfitta che non è certo stata determinata da me, atteso anche il risultato in Lombardia e sinanche nel mio municipio.Volevo che le mie dimissioni inoltre fossero separate dalla vicenda contingente ed assai diversa che ha riguardato l’On Del Mastro che pure paga un prezzo alto. Chiarito questo non ho difficoltà a dire ‘obbedisco’ e a fare quello che mi chiedi”. Lo scrive Daniela Santanché nella lettera inviata alla premier Giorgia Meloni con la quale ha rassegnato le sue dimissioni da ministra del Turismo. 

Santanchè a Meloni: "Ammarezza ma tengo più a nostra amicizia e a FdI

 “Non ti nascondo un po’ di amarezza per l’esito del mio percorso ministeriale ma nella mia vita sono abituata a pagare i miei conti e spesso anche quelli degli altri. Tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento”. Lo scrive Daniela Santanché nella lettera inviata alla premier Giorgia Meloni con la quale ha rassegnato le sue dimissioni. 

Santanchè a Meloni: "Passo indietro solo con tua pubblica ed esplicita richiesta"

“Ho voluto (e spero mi capirai) che fosse pubblicamente chiaro che eri tu a chiedermi di lasciare questo ruolo perché, come ho sempre detto, mi sarei dimessa solo di fronte ad una tua esplicita e pubblica richiesta”. Lo scrive Daniela Santanché nella lettera inviata alla premier Giorgia Meloni con la quale ha rassegnato le sue dimissioni. “Volevo fosse chiaro, per la mia onorabilità, che faccio un passo indietro, non dovuto solo di fronte alla richiesta che il capo del mio Partito ritiene utile e opportuna – sottolinea -. Mi premeva e mi preme sottolineare che ad oggi il mio certificato penale è immacolato e che per la vicenda della cassa integrazione non vi è nemmeno un semplice rinvio a giudizio”. 

Santanchè scrive a Meloni e rassegna dimissioni

Daniela Santanché si è dimessa dal ruolo di ministra del Turismo. Lo ha fatto scrivendo una lettera alla premier Giorgia Meloni, di rientro a Roma in questi minuti, che ieri attraverso una nota diffusa da palazzo Chigi aveva auspicato un passo indietro sulla scia di Andrea Delmastro e Giusi Barotolozzi. “Cara Giorgia – scrive quindi Santanché – ti rassegno, come hai ufficialmente auspicato, le mie dimissioni dal ruolo di ministro che avevi voluto affidarmi e che credo di avere svolto al meglio delle mie possibilità e senza alcuna controindicazione. Ti ringrazio per i riconoscimenti e per la fiducia che mi hai dimostrato in questi anni di guida del ministero del turismo”. 

Pavanelli (M5S): "Paese in balìa delle beghe di FdI"

“Giorgia Meloni, in palese stato confusionale dopo la scoppola di lunedì pomeriggio, deve fare pace con un aspetto della sconfitta. Dopo l’esito delle urne, il primo a dimettersi doveva essere Carlo Nordio, padre della riforma sonoramente bocciata dagli italiani. Le teste di Delmastro e Bartolozzi, invece, dovevano cadere la scorsa settimana. Al contrario, Santanchè doveva essere fuori dal governo da almeno due anni e mezzo, da quando è diventato evidente che con le sue aziende ne aveva combinate di tutti i colori. Oggi, a 48 ore dallo spoglio, come cinque giorni fa abbiamo sempre un paese economicamente fermo, con una sanità allo stremo, con le attività produttive fiaccate da un costo del gasolio che supera quello del rhum invecchiato, una crescita del Pil nulla e con una pressione fiscale indegna. Dinanzi a questo scenario disarmanete, ci tocca stare dietro a questa fiction dell’orrore sulle dimissioni della ministra del Turismo che Meloni non riesce ad ottenere. Anche stavolta tocca alle opposizioni toglierle le castagne dal fuoco con una mozione di sfiducia. Ma l’Italia, e cittadini lo sanno, sta rimanendo paralizzata a causa delle beghe di Fdi sull’asse Meloni-La Russa-Fazzolari-Donzelli-Santanchè. Che pena infinita”. Così in una nota la deputata Emma Pavanelli (M5s)

Orlando (Pd): "Se Santanché sfiduciata, Meloni perde la faccia"

“Se si arrivasse alla sfiducia in Parlamento della Santanche’ sarebbe una sfiducia della maggioranza nei confronti di Giorgia Meloni, nel senso che Giorgia Meloni perderebbe la faccia di fronte alla sua maggioranza. Io credo che a quel punto non ci possono arrivare. La Santanché non è di un altro partito, è del partito stesso della Meloni. Quindi se la segretaria di un partito non è in grado di far dimettere un ministro che ha indicato e che ha scelto dentro la sua delegazione, c’è un tema di contestazione aperta della leadership. E questo è un “lusso” che non si possono permettere se conoscono un po’ la politica. Però mi sembra che oggi pomeriggio si stia conclamando proprio quello che noi dicevamo nella campagna referendaria. Se avesse vinto il Sì, ci sarebbe stata la totale impunità per i politici. Questo è il dato”. Lo ha detto l’ex ministro della Giustizia ed esponente Pd, Andrea Orlando, a Tagadà su La7.

Bonelli (Avs): "È crisi nel centrodestra, Meloni venga in Aula"

“Le dimissioni della Santanchè, che tardano ad arrivare, richieste formalmente dalla presidente Meloni, certificano che ci troviamo di fronte a una crisi politica della maggioranza di cdx al governo dell’Italia. Giorgia Meloni, a questo punto, venga in Parlamento e spieghi come intenda procedere e se la ministra per il Turismo ha informazioni tali da consentire di condizionare il governo intero. Una cosa è certa: Meloni non avrebbe chiesto le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanchè, ampiamente tollerati nonostante i loro guai giudiziari, se non avesse perso clamorosamente il referendum”. Così Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde.

Piccolotti (Avs): "Vicenda che umilia le istituzioni, Meloni venga in Aula"

“Siamo dentro una vicenda che umilia le istituzioni, umilia persino la presidente del Consiglio con una ministra che, nonostante la richiesta esplicita, non si fa da parte. E poi, esattamente che c’entra la ministra Santanchè con il referendum? Giorgia Meloni ci sta dicendo che gli italiani si sono espressi sul complesso del governo e sul complesso delle politiche del governo?”. Lo domanda Elisabetta Piccolotti di Avs ai microfoni di La7 nel corso di Tagadà. “Allora – prosegue la deputata rossoverde – Giorgia Meloni non può dire “faccio fuori un po’ di persone e vado avanti con convinzione con il mio programma” perché gli italiani hanno parlato chiaro, sicuramente sul terreno della giustizia ma anche su altre questioni. Giorgia Meloni deve venire in Parlamento e affrontare i nodi politici: stipendi, costo della vita, sanità, scuola e bollette, e soprattutto la postura del nostro paese di totale subalternità a Donald Trump”.

Magi (+Eu) a Nordio: "Spieghi fallimento totale e si dimetta"

“Non vorrei che qualcuno a casa, ascoltando le repliche del Ministro Nordio, possa pensare che lui consideri che il Parlamento sia diventato un ‘plotone d’esecuzione’. Il Parlamento è una cosa seria e si dovrebbe rispondere nel merito: avete trasformato una campagna per il giusto processo in una campagna giustizialista e avevate annunciato che il governo si sarebbe impegnato subito dopo il referendum sulle carceri e sulla custodia cautelare. Con quale faccia lei oggi viene a parlarci di riforme su questi due punti, visto che finora non avete fatto esattamente l’opposto, aumentando i reati e le pene?”. Così il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, nell’aula di Montecitorio durante il Question time al ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “È arrivato il momento di mettersi una mano sulla coscienza e prendere atto che il fallimento è nei fatti: quello che sta accadendo al ministero della Giustizia non è un incidente di percorso e non è neanche dovuto esclusivamente al referendum. E quando una nave imbarca acqua da tutte le parti non serve buttare giù qualche ufficiale per fare finta che la situazione sia sotto controllo. Il ministro prenda atto di questo fallimento politico e – conclude Magi – si dimetta”

Fratoianni a Nordio: "Faccia favore al Paese e si dimetta anche lei"

“Comprendo sinceramente la sua difficoltà e il suo imbarazzo però insomma, non siamo in un film comico: in quest’Aula lei qualcosa deve dire. Le abbiamo chiesto una cosa molto semplice: ha un’opinione su quello che è successo? Qual è il suo giudizio sulle dimissioni del sottosegretario Delmastro e di Giusy Bartolozzi, perché quelle dimissioni, che lei dice spontanee, non lo sono state. Allora ci faccia sapere qual è il suo suo giudizio politico su quelle dimissioni. Noi abbiamo chiesto questo, è in grado di dirlo? Se non è in grado di dire neanche questo, faccia un favore al Paese e si dimetta anche lei”. É quanto ha chiesto Nicola Fratoianni di Avs al ministro Nordio nel corso del Question Time di Montecitorio. “Signor ministro – ha replicato poi il leader rossoverde – dopo averla sentita ero un poco indeciso perché mi veniva voglia di dirle sono ammirato dal modo con cui ripropone un disco rotto. Poi però ci ho ripensato: non sono ammirato, ministro Nordio, sono un poco indignato perché vede lei è in diretta televisiva e sta parlando al Paese. Avete preso una batosta senza precedenti, un’onda costituzionale repubblicana ha seppellito la vostra controriforma e oggi lei viene qua e continua a ripetere la stessa storiella: continua a dirci che rispetta la sensibilità istituzionale di chi spontaneamente si è dimesso mentre tutte le cronache raccontano di una riunione di governo durata ore e ore con i pugni sul tavolo dove tentava di impedire di rimuovere qualcuno che aveva definito la magistratura un plotone di esecuzione e tentava di impedire di rimuovere qualcun altro che guardate un po’ aveva fatto una società con una diciottenne sconosciuta che poi si è scoperto che era la figlia di un uomo condannato per mafia e per essere prestanome di un potente boss della camorra. Ora di di fronte a tutto questo lei dovrebbe avere la decenza di dire qualcosa in più, perché lo ripeto, avete frantumato il muro del ridicolo. Questo è il punto ed è una questione politica come quella delle sue dimissioni e del governo; non c’è una regola lei ha detto all’inizio ‘non c’è nessuna norma che me lo imponga’ lo sappiamo, ma non è una questione formale è una questione di sostanza politica. Una questione che a lei sfugge completamente”.

Gianassi (Pd): "Nordio sfiduciato dagli italiani, si dimetta"

“Quando Delmastro era sottosegretario alla Giustizia è divenuto socio in affari di una ragazza di 18 anni, figlia di persona già sotto processo, condannata e poi arrestata per agevolazione di associazione mafiosa. Nei giorni antecedenti al voto per il referendum, la Capo di Gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi ha dichiarato ‘votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura’. Di fronte a comportamenti così gravi, il ministro Nordio o ha taciuto o addirittura è stato difensore. Una cosa intollerabile”. Lo dichiara Federico Gianassi, deputato e capogruppo PD in Commissione Giustizia, durante il Question Time con il ministro Nordio alla Camera. “Ancora ieri mattina – sottolinea il parlamentare dem – il ministro dichiarava che Delmastro avrebbe chiarito la sua posizione e poche ore dopo si è dimesso. Aveva detto che Bartolozzi sarebbe rimasta al suo posto e anche lei dopo poche ore si è dimessa. Poiché Nordio non è in grado di chiarire alcun ché, faccia l’unica cosa di buon senso che può fare: se ne vada anche lui”. “Nordio è stato sfiduciato da 15 milioni di italiani e oggi è la rappresentazione allegorica della sconfitta. La corsa di Nordio è finita: liberi il ministero dalla sua presenza e consenta alla giustizia italiana di ripartire”, conclude Gianassi.

Donzelli: "Do per scontato che Santanchè ascolti le indicazioni di Meloni"

“Meloni si è espressa. Normalmente, come sempre, e accadrà anche in questo caso, un ministro ascolta le indicazioni e le richieste del premier. Non so tempi e modi, do per scontato”. Lo ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, intercettato dai cronisti davanti a Montecitorio e rispondendo alla domanda sulla posizione che terrà la maggioranza rispetto alla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè.

Da opposizioni mozione di sfiducia a Santanchè anche al Senato

Anche in Senato le opposizioni hanno presentato mozione di sfiducia alla ministra Daniela Santanchè. Secondo quanto si apprende, martedì dovrebbe tenersi una riunione di capigruppo per definire la calendarizzazione.

Renzi: "Meloni supplica Santanchè e dorme su emergenza sicurezza"

“Mentre Meloni supplica la Santanchè, nessuno governa il Paese. Nelle scuole girano troppi coltelli e anche oggi un minorenne ha ferito una professoressa. C’è una emergenza sicurezza tra i più giovani ma Palazzo Chigi dorme. Perché?”. Lo scrive sui social il leader di Iv Matteo Renzi.

Nordio: "Bartolozzi ha dimostrato responsabilità, ora stop alle polemiche"

“Bartolozzi ha dato ieri le dimissioni e secondo il mio giudizio ha incessantemente svolto le sue funzioni con dignità ed onore e il suo gesto spontanea dimostra un grande senso di responsabilità e confido che cessino definitivamente le polemiche strumentali che hanno investito la sua persona e tutto il ministero. A lei va il più sentito ringraziamento mio per lo straordinario impegno profuso in questi tre anni e mezzo, sia come vice che come capo”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio rispondendo al question time alla Camera.

Fini: "Santanché? Da Meloni un modo garbato per dire dimettiti"

“Ai miei tempi l’auspicio di un leader, di un presidente del consiglio, era un modo garbato per dire dimettiti”. Così l’ex presidente della Camera, Gianfranco Fini, parlando in Transatlantico alla Camera del caso Santanchè. A chi fa notare che nonostante la richiesta di passo indietro arrivata dalla premier Meloni, la ministra del Turismo ha finora deciso di restare al suo posto, Fini risponde: “Questo lo vedremo. Lo scopriremo solo vivendo. O vedendo anche quante mozioni di sfiducia vengono presentate”. Presente alla Camera per un evento organizzato da Fabio Rampelli, Fini ricorda quindi il caso Mancuso ai tempi del governo Dini. “La mozione di sfiducia nei confronti di un ministro non è una sfiducia al governo – spiega -. Credo non si arrivi a tanto, magari mi sbaglio e non so se quell’auspicio di Meloni ha un seguito qualora l’auspicio non fosse raccolto. Non sapendo queste cose rimango sul generico” ma, aggiunge, “sostenere che un’eventuale approvazione di una mozione di sfiducia individuale significherebbe una mozione di sfiducia complessiva al governo è politicamente sbagliato ed è una sortita propagandistica dell’opposizione”

Boschi (Iv): "Mi auguro che Santanchè si dimetta prima di mozione"

“Abbiamo chiesto che Meloni venga in Aula il prima possibile. Oltre a quello che sta avvenendo in queste ore – le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e quelle richieste per la Santanchè – c’è stata una sconfitta palese al referendum costituzionale sulla giustizia. Per cui è necessario che la premier abbia un confronto con i rappresentanti eletti in Parlamento e non si limiti a fare un video sui social. E sinceramente questa non doveva essere neanche una richiesta delle istituzioni, perché una presidente del Consiglio autorevole e responsabile – come vuole farci credere di essere – dovrebbe venire di sua iniziativa in Parlamento. Invece il governo ancora non ci ha dato una disponibilità di Meloni per venire in Aula e confrontarsi rispetto alla situazione politica”. Lo ha detto la capogruppo di Iv Maria Elena Boschi, al termine della capigruppo a Montecitorio. “In più – ha aggiunto Boschi – noi già da tempo chiediamo che Meloni venga per la premier question time. E’ più di un anno che non viene, da regolamento dovrebbe venire tutti i mesi. Dopodiché, bene che la mozione di sfiducia nei confronti della ministra del turismo sia stata calendarizzata, ma io mi auguro che Santanché abbia il senso istituzionale di dimettersi prima di lunedì”, ha concluso

Centrosinistra, Schlein: "Molte più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono"

“Continueremo su questa strada testardamente unitaria, sono molte di più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein nel corso di un incontro alla Stampa Estera.

Schlein: "Elezioni? Noi saremo pronti, loro in difficoltà"

“Quando saranno le prossime elezioni? Io posso rispondere questo, in qualunque momento saranno noi ci faremo trovare pronti. Ci sono delle difficoltà nel Governo, proprio poco fa siamo riusciti a calendarizzare per lunedì prossimo una mozione di sfiducia alla Santanchè. Ci sono già delle conseguenze politiche dopo il voto del referendum. Le dimissioni arrivate ieri di Delmastro e Bartolozzi sono comunque tardive. Ci lasciano il dubbio che in caso di un esito diverso, sarebbero rimasti al loro posto”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein nel corso di un incontro alla Stampa Estera.

Ciriani: "Mozione sfiducia Santanchè? Penso non sarà necessaria"

“La mozione di sfiducia nei confronti di Santanchè calendarizzata per lunedì alla Camera? Penso che non sarà necessaria”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, conversando con i cronisti nel Transatlantico della Camera prima del question time. 

Braga: "Sfiducia a Santanchè? Abbiamo facilitato lavoro Meloni"

“Abbiamo facilitato il lavoro della presidente del Consiglio”. Così la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga, commenta la decisione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio di calendarizzare per lunedì prossimo la mozione di sfiducia nei confronti di Daniela Santanchè. 

Ciriani: "Mozione sfiducia Santanchè? Penso non sarà necessaria"

“La mozione di sfiducia nei confronti di Santanchè calendarizzata per lunedì alla Camera? Penso che non sarà necessaria”. Così il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, conversando con i cronisti nel Transatlantico della Camera prima del question time.

Lunedì in Aula Camera mozione sfiducia Santanchè

Si terrà lunedì alla Camera la discussione generale sulla mozione di sfiducia delle opposizioni nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Lo ha stabilito la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. “La mozione di sfiducia alla ministra Daniela Santanchè è stata calendarizzata a lunedì prossimo. Abbiamo facilitato il lavoro della presidente Meloni”, ha detto la presidente del gruppo Pd alla Camera, Chiara Braga, al termine della capigruppo.

 

Bignami (FdI): "No lezioni da opposizioni, non hanno schiena dritta Meloni"

“Mi rendo conto che per chi è abituato a chiedere i voti su delle cose che poi non vengono fatte, di governare quando nessuno lo vuole, essere fautori di una riforma che è stata inserita nel programma elettorale, che è stata votata in questo Parlamento e aver chiesto noi che gli italiani si esprimessero, potrebbe essere per voi una sconfitta. Per noi non è una sconfitta perché nel momento in cui gli italiani si esprimono per noi è sempre una vittoria. Ora, il fatto che voi siete abituati ad andare al Governo quando nessuno vi vota rende questa, probabilmente, una cosa singolare, ma noi siamo orgogliosi di aver portato al voto un punto del nostro programma elettorale su cui gli italiani ci avevano dato fiducia ed era doveroso che noi dessimo la parola agli italiani”. Così nell’Aula della Camera il capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, rivolgendosi ai banchi delle opposizioni. “Non accettiamo lezioni di democrazia – ha aggiunto – perché nel momento in cui noi dobbiamo sentire qualcuno impartirci lezioni sulla lotta alla mafia, qualche elemento mi sento di puntualizzarlo. Perché vedete, qualcuno ha evocato la nostra storia. Lo dico con molta franchezza.  Chi vi parla militava nel FUAN, esattamente come Paolo Borsellino anni prima e noi rivendichiamo, con orgoglio, la storia, le tradizioni e le radici di quell’impegno politico”. “Non accettiamo lezioni da chi fa il fiancheggiatore di chi prende a martellate i poliziotti o da chi ha candidato chi magari veniva indagato e condannato per tanti reati. E non accettiamo lezioni da chi è andato a inchinarsi ai mafiosi passando davanti alle loro celle mentre andava da Cospito – ha attaccato ancora Bignami -. Ce lo dite o no che cosa andavate a fare lì? Prendevate indicazioni? Facevate due chiacchiere? Che fine ha fatto la sinistra di Pio La Torre, di Peppino Impastato? Eccola quella che è diventata la sinistra in Italia. Rivendichiamo con orgoglio il nostro impegno politico e non abbiamo paura del confronto con gli italiani perché è la nostra cifra, e la vostra cagnara dimostra quanto per voi sia un problema nel dibattito democratico. Se voi aveste un po’ della moralità, della schiena dritta e della serietà che ha dimostrato Giorgia Meloni forse ci risparmiereste qualche parola”.

Abodi: "Dimissioni Santanchè? Per me riferimento è Meloni"

“Io faccio parte di una squadra che ha un presidente che per me è un riferimento assoluto. Nel momento in cui ho firmato, idealmente ho firmato anche le mie dimissioni. Sono sempre pronto. Responsabilità e sensibilità che ognuno ha per suo conto. Io non posso mettermi nei panni e nelle condizioni degli altri. Io rispetto comunque per i turbamenti che sono inevitabili e questo rispetto mi impone il silenzio”. Così il ministro dello sport Andrea Abodi, in merito al pressing del premier Meloni per le dimissioni del ministro del Turismo, Daniela Santanchè.

 

Sisto: "Spero dimissioni Santanchè arrivino prima della mozione di sfiducia"

“Per quanto riguarda le richieste di dimissioni nei confronti di Santanchè, c’è anche il tempo delle scelte: in politica il tempo in cui tu scegli non è secondario. In questo momento la scelta dei due ex colleghi di ministero ha potuto indurre la presidente Meloni a estendere questa scelta responsabile”.
Lo ha detto il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, esponente di Forza Italia, ospite a Start su Sky TG24. “Questa è la stagione delle dimissioni, il tempo in politica ha la sua rilevanza.
Questo è il tempo in cui il passo indietro viene chiesto anche a Santanchè”, ha proseguito. “La presunzione di non colpevolezza per noi è regina. Resta il fatto che per motivi di opportunità la presidente del Consiglio ha tutte le facoltà per chiedere ai suoi ministri di dimettersi. Io mi auguro che il problema possa essere risolto prima della mozione di sfiducia. Questi stress parlamentari non fanno bene a nessuno, servono solo a mettere alla prova sia maggioranza che opposizione. Le mozioni di sfiducia sono sempre qualcosa che penalizza il Parlamento”, ha concluso.

Gadda (Iv): "Meloni non riesce a dimettere Santanchè, ci pensiamo noi"

“Giorgia ti diamo una mano noi con la mozione di sfiducia a Santanchè, è incredibile che neanche la presidente del Consiglio riesca a fare dimettere la sua ministra. Ma diciamocelo chiaro, se avesse vinto il sì Delmastro, Bartolozzi e Santanché sarebbero ancora belli paciosi al loro posto e questo è altrettanto scandaloso”. Così su X la vicepresidente dei deputati di Italia Viva Maria Chiara Gadda

Ricciardi (M5S): "Voi avete Santanchè, noi chi gestiva risorse in modo limpido"

“Sono tre anni che vi diciamo che è indecente avere una ministra come Santanché, sospettata, tra le tante cose, di aver fatto truffe con il Covid. In commissione Covid pensavate di trovare qualcosa di illecito. E sapete perché? Perché per voi è impossibile che chi avesse il potere in quel momento gestisse le risorse in modo limpido e specchiato”. Così in Aula Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S alla Camera.

Opposizioni chiedono informativa urgente di Meloni in Aula alla Camera

 Le opposizioni chiedono un’informativa urgente della premier Giorgia Meloni dopo la sconfitta arrivata al referendum. “Quello che è successo in questi giorni segna una dura sconfitta per il governo. È un dovere della premier quello di confrontarsi in Aula con il Parlamento. Non può sottrarsi nel dare risposte ai bisogni dei cittadini, ci deve dire come intende governare questo Paese”, ha detto la presidente dei deputati del Pd, Chiara Braga. “Meloni venga in Aula. Davvero la presidente del Consiglio e la maggioranza pensano di cavarsela cosi? Davvero il governo pensa di coprire questo sistema di potere? – le ha fatto eco Riccardo Ricciardi, capogruppo M5S -. Noi sappiamo perfettamente che se al referendum avesse vinto il Si questa gente sarebbe al suo posto. A dimissionare Delmastro e Bartolozzi non è stata Meloni, ma 15 milioni di italiani ed italiane. Ma questo è un film già visto. Nella storia i nipotini dei fascisti fanno quello che facevano i fascisti. In questa maggioranza, che fino ad oggi ha difeso questi nomi, la stassa gente che in Antimafia ha il coraggio di attaccare persone come De Raho e Scarpinato, che la mafia l’hanno combattuta davvero. Dietro il governo c’è un sistema di potere a cui hanno detto No milioni di ragazze e ragazzi. Proprio loro, che questo governo ha chiamato violenti e nullafacenti. Voi li avete guardati con disprezzo, con arroganza, ma loro vi hanno detto NO a cominciare dalle piazze contro il genocidio e contro il riarmo”, ha concluso Ricciardi. Alla richiesta di informativa si sono uniti anche Avs, Iv, Azione e Più Europa. “Ci sono voluti 15 milioni di no alla riforma della giustizia, con le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, per fare le pulizie di primavera”, ha attaccato da Avs Marco Grimaldi. “In queste ore stanno accadendo cose incredibili. La presidente Meloni ha tentato di sfiduciare un proprio ministro, ma di fatto è il ministro Santanchè al momento ad aver sfiduciato la presidente Meloni. La presidente Meloni ieri ha ha fatto rotolare alcune teste, ma a noi sembra che sia il governo Meloni ad aver cominciato inesorabilmente a rotolare”, ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi intervenendo in aula. “Di fronte alla situazione degli impegni nazionali e internazionali che abbiamo davanti, non è accettabile questa mancanza di compattezza politica e una tale lesione nella collegialità del governo. Ci aspettiamo che già nei prossimi minuti avvenga da parte della presidente Meloni un chiarimento e assuma l’impegno di farlo solennemente di fronte al parlamento, cosa che la presidente Meloni non fa con piacere, ma ci sono situazioni, e questa è una di quelle, nelle quali non si può rinunciare, come direbbe lei, a metterci la faccia”, ha concluso.

“Anche Azione chiede un’informativa urgente alla presidente del Consiglio. Giorgia Meloni venga in aula per spiegare cosa accade nel suo governo e cosa intenda fare per il Paese nei prossimi dieci mesi che precedono la campagna elettorale: se pensa di procedere solo con la legge elettorale, allora spieghi alle famiglie italiane che nei prossimi mesi nessuno si occuperà dei loro problemi. Il governo si chiama esecutivo perché ha il compito di fare qualcosa e dovrebbe occuparsi delle imprese, delle famiglie, dei giovani, delle donne e dei salari che non stanno reggendo alla difficile situazione internazionale”, ha aggiunto Matteo Richetti, capogruppo di Azione, associandosi alla richiesta che la presidente del Consiglio svolga un’informativa alla Camera.

FI: "OK richiamo di Meloni a sensibilità politica, Santanché tragga conseguenze"

“Le dimissioni di Daniela Santanchè sono state auspicate dal Presidente del Consiglio: ritengo che chi fa politica debba comprendere queste dinamiche e trarne le conseguenze. Certamente ribadiamo che noi siamo e restiamo garantisti — con tutti — e continuiamo a considerare il ministro innocente. Il garantismo, infatti, non può essere applicato a fasi alterne, come fa la sinistra. Dopodiché, se dovesse dimettersi per sensibilità politica e per evitare che l’opposizione — evidentemente a corto di argomentazioni — continui a concentrarsi su questa vicenda, renderebbe un servizio, come hanno fatto Delmastro e Bartolozzi, alla serenità con cui il governo deve poter proseguire il proprio lavoro”. Così Raffaele Nevi, portavoce di Forza Italia, intervenendo a Rainews24.“C’è un evidente attacco dell’opposizione su queste tre questioni di cui si discute da tempo. Per questo è necessario voltare pagina e riportare al centro della politica italiana i problemi reali dei cittadini. Ritengo che Giorgia Meloni abbia fatto bene a richiamare alla sensibilità politica anche per dare un segnale alla opposizione. Anche se è probabile che l’opposizione non lo colga, perché pronta a strumentalizzare ulteriormente la situazione. Ma intanto si tolgono argomenti a chi vuole solo attaccare e si evita che si continui con queste polemiche”.Sulle eventuali responsabilità di Delmastro e Bartolozzi sull’esito del referendum, Nevi ha aggiunto: “In questi giorni non c’è stata una sola persona che mi abbia detto: ‘Io voto no per colpa di Delmastro o Bartolozzi’. Si tratta evidentemente di temi che riguardano soprattutto il dibattito tra addetti ai lavori. Il popolo, invece, non percepisce queste dinamiche come centrali”, ha concluso.

Renzi: "Meloni ha perso primo vero test ed è scoppiato un bel caos"

“Anziché votare nel merito del referendum, si è dato un giudizio sulla presidente del Consiglio”. Così il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a ‘Mattino Cinque’, su Canale 5. Alla domanda se Giorgia Meloni si riprenderà, l’ex premier risponde: “Questo non lo sappiamo. Lei ha detto ‘Non mi dimetto e rimarrò’, ma ha visto che quando un referendum viene bocciato dai cittadini, si rompe il giocattolino della presidente. Ha perso il primo vero, grande test ed è scoppiato un bel caos dentro il governo. Ho l’impressione che è iniziata la resa nei conti”. “Siccome faccio il tifo per l’Italia, come si fa a credere che la premier sia forte se non riesce a farsi ascoltare dai suoi?”, sottolinea Renzi con riferimento al caso Santanchè. 

Calenda: "Santanchè si dimetterà ma Meloni venga in Aula"

“Il senatore Malan ci ha confermato che il ministro Santanchè si dimetterà ma credo che in ogni caso sia utile, sia per la maggioranza che per l’opposizione, che il presidente del Consiglio venga in Aula per spiegare che c’è una fase due del governo e come verrà gestita. Credo sia un’occasione, dopo questa sconfitta, di spiegarci in che modo vorrà cambiare il suo agire, che insegnamenti ne ha tratti o che modifiche di linea vorrà prendere. Mi pare chiaro dalle dimissioni di Delmastro e Bartolozzi e da quelle che arriveranno della Santanchè, che sia necessario spiegare su quali basi programmatiche il governo andrà avanti”. Così il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo in Aula al Senato.

Opposizioni presentano mozione sfiducia Santanchè alla Camera

“La Camera, premesso che: l’articolo 94 della Costituzione attribuisce a ciascuna Camera il potere di revocare la fiducia mediante mozione motivata; la responsabilità politica dei singoli ministri costituisce elemento essenziale del corretto funzionamento dell’Esecutivo e del rapporto fiduciario con il Parlamento; considerato che: – la Presidente del Consiglio dei ministri, con dichiarazione resa nel tardo pomeriggio del 24 marzo c.a. ha pubblicamente auspicato le dimissioni della Ministra del turismo Daniela Garnero Santanché; tali dichiarazioni evidenziano il venir meno del rapporto fiduciario tra la Presidente del Consiglio e la Ministra, determinando una situazione di oggettiva incompatibilità con la permanenza in carica; la mancata assunzione di responsabilità mediante dimissioni volontarie, a fronte di una esplicita presa di distanza del vertice dell’Esecutivo, configura una grave anomalia istituzionale; tale situazione compromette la credibilità dell’azione di governo e arreca pregiudizio all’immagine delle istituzioni; visto l’articolo 94 della Costituzione e visto l’articolo 115 del Regolamento della Camera dei deputati, esprime la propria sfiducia alla Ministra del turismo, senatrice Daniela Garnero Santanchè, e la impegna a rassegnare le proprie dimissioni”.

Malan (FdI): "Santanchè seguirà indicazioni Meloni"

“Quanto al ministro Santanchè, come tutti i membri del governo, seguirà le indicazioni del presidente del Consiglio”. Lo ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, intervenendo in Aula.

Conte: "Meloni fatica a far dimettere Santanchè, indecoroso"

“Doveva essere il ponte dell’Europa con Trump su dazi e guerra, doveva imporsi a Bruxelles… e invece scopriamo che Meloni fatica a far dimettere la sua Ministra e compagna di partito Santanchè. Che situazione indecorosa per le Istituzioni! Al danno di immagine di questi anni si aggiunge adesso l’imbarazzo di uno stallo che rivela tutta la debolezza della premier”. Così su Facebook il presidente del M5S, Giuseppe Conte. “Dopo quasi 3 anni passati a salvarla con voti e scudi in Parlamento anche di fronte a una truffa covid ai danni dello Stato, ora la Presidente del Consiglio è stata costretta da 14 milioni di voti a implorare Santanchè in un comunicato stampa affinché lasci il Governo. E dopo ore e ore ancora non succede nulla. Che balletto indecente! Tutto questo è la conferma che abbiamo avuto in questi anni una premier sotto ricatto politico anche dentro il suo partito. Altro che ‘Fratelli’ d’Italia”, conclude Conte.

Sala: "Dimissioni Santanchè andavano fatte prima"

“Probabilmente andavano fatte prima, però io sono tra quelli che non chiedono mai le dimissioni. Dico solo se delle cose vanno fatte, se delle misure vanno prese, che sia subito. Pensiamo al ministero della Santanchè, è uno dei misteri più delicati, quindi come può lavorare in questa situazione di incertezza? Se devono farlo lo facciano subito. Dovevano pensarci prima, non c’è dubbio”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a chi gli chiedeva se il passo indietro di Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, e la richiesta della premier di dimissioni alla ministra del turismo Daniela Santanchè, fossero un tentativo tardivo di recuperare il consenso dopo lo stop al referendum.

Calenda: "Santanchè è senza vergogna e dignità"

“Santanchè è senza vergogna e dignità. Alla mancanza di senso del limite morale si associa la mancanza del senso del limite istituzionale. Non avevamo dubbi”. Lo scrive su Facebook il leader di Azione, Carlo Calenda.

Questo articolo Santanchè, lunedì mozione di sfiducia alla Camera. Bignami in aula alle opposizioni: “No lezioni da chi si inchina ai mafiosi” – La diretta proviene da LaPresse

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