Smartphone, ritorno al passato: meno memoria e torna il notch a goccia
Torniamo a parlare della crisi delle RAM e dei rincari dei prodotti tecnologici grazie al nuovo leak che arriva dalla Cina. Secondo queste voci di corridoio, i produttori avrebbero già iniziato a ripensare le schede tecniche degli smartphone per i prossimi anni, accettando alcuni compromessi ma recuperando anche funzioni che molti utenti chiedono da tempo.
In particolare è il mondo degli smartphone economici che starebbe per entrare in una fase piuttosto delicata, che potrebbe cambiare non poco il design e le funzionalità di molti dispositivi in uscita. Vediamo insieme tutte le novità al riguardo.
Come sappiamo, il problema generale nasce dall'aumento dei prezzi delle memorie RAM, spinti dalle richieste delle aziende che sviluppano AI e data center. Anche la memoria per smartphone costa di più e pesa sempre di più sul costo dei componenti.
Una recente ricerca di Counterpoint Research indica che, per un telefono con 8 GB di RAM LPDDR5X e 256 GB di archiviazione UFS 4.0, i prezzi di RAM e memoria arrivano a pesare rispettivamente circa il 14% e l'11% sul costo totale dei materiali, con un possibile aumento fino a circa +20% e +16% già nel prossimo trimestre.
In questo contesto, i marchi che puntano alla fascia bassa e media devono trovare un equilibrio diverso tra prestazioni, memoria e materiali, per non far esplodere i prezzi finali degli smartphone.
Il leaker Digital Chat Station, molto noto in ambito smartphone, sostiene che nei prossimi anni saranno molto in voga i modelli con 8 GB di RAM e 512 GB di archiviazione interna.
Questa precisa combinazione potrebbe sostituire varianti oggi tipiche della fascia media e medio-alta, come 12/256 GB o 12/512 GB, riducendo la quantità di RAM ma aumentando lo spazio per app, foto e video.
L'idea è chiara: la RAM è diventata una delle voci più costose della scheda tecnica, mentre la memoria di archiviazione, pur aumentando di prezzo, rimane un modo relativamente meno oneroso per dare più spazio all'utente.
Ma non è finita qui. Tra le novità più interessanti per chi guarda alla praticità, il leak parla del ritorno dello slot ibrido: un alloggiamento che può ospitare una SIM oppure una microSD, spesso affiancato da un secondo slot dedicato solo alla SIM.
In un periodo in cui la memoria interna costa di più, poter aggiungere una microSD rappresenta una soluzione economica per ampliare lo spazio di archiviazione, soprattutto sui telefoni economici o di fascia media.
Questo recupero dello slot ibrido sarebbe una risposta diretta all'aumento dei prezzi della memoria interna, e potrebbe rivelarsi una scelta gradita anche su modelli più costosi, se i produttori decideranno di estenderla oltre la fascia media.
Il leaker anticipa anche un ritorno a cornici in plastica e a particolari sensori d'impronte ottici sotto lo schermo, definiti "a fuoco corto". Parliamo quindi di soluzioni meno raffinate rispetto ai lettori ultrasonici o ai telai in metallo già disponibili oggi anche su prodotti di fascia non troppo alta.
Questi cambiamenti riguarderebbero in particolare la fascia intorno ai 3.000 yuan (circa 376€ al cambio attuale), dove oggi troviamo modelli come OPPO Reno 15, OnePlus Ace 6T e Samsung Galaxy A56, cioè quella zona grigia tra fascia bassa e medio gamma.
In pratica, per mantenere un prezzo competitivo, i produttori potrebbero sacrificare un po' di funzionalità e materiali premium, puntando su materiali meno costosi e su sensori d'impronte più economici ma comunque efficaci.
L'altra faccia della medaglia riguarda gli schermi. Il leak parla del ritorno di pannelli a 90 Hz con notch a goccia (waterdrop), una soluzione che oggi vediamo soprattutto su telefoni entry-level molto economici come Samsung Galaxy A17 o Redmi 15C.
Secondo le anticipazioni, questo tipo di display potrebbe arrivare anche su smartphone leggermente più costosi, riducendo la diffusione di pannelli con fori nel display o cornici più curate nella fascia media. Per chi è abituato a schermi con refresh rate elevato e design più pulito, potrebbe trattarsi di un passo indietro percepibile, anche se i 90 Hz restano comunque un miglioramento rispetto ai classici 60 Hz.
Nel complesso, il quadro che emerge per il 2026 è quello di telefoni di fascia media con meno rapporto qualità/prezzo rispetto agli ultimi anni, complice appunto la pressione della crisi della RAM. Proprio per questo, potrebbe valere la pena valutare con attenzione i modelli in commercio già oggi, leggendo bene schede tecniche e prezzi, e sperando che almeno il ritorno degli slot ibridi SIM/microSD contagi anche i futuri top di gamma Android.
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