Un borgo nascosto dentro un castello: uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, tra mura antiche e viste mozzafiato
Uno dei luoghi più suggestivi d’Italia, tra mura antiche e viste panoramiche: un borgo nascosto dentro un castello.
C’è un angolo di Emilia‑Romagna dove il tempo sembra rallentare, come se le colline volessero trattenere ogni raggio di sole prima che scivoli dietro l’orizzonte.
È qui, tra i confini morbidi che sfiorano la Lombardia, che si trova Vigoleno, un borgo talmente compatto e raccolto da essere letteralmente rinchiuso dentro un castello. Un luogo che non si attraversa: si vive, passo dopo passo, tra pietre antiche, silenzi medievali e panorami che si aprono all’improvviso sulla Val d’Arda.
Il borgo nascosto dentro un castello: un posto unico in Italia
Vigoleno è uno dei Borghi più belli d’Italia, e basta varcare la porta d’ingresso per capirne il motivo. Le sue origini sono quelle di una fortezza: due cinte murarie ancora intatte, merlature che disegnano onde di pietra e un mastio che domina il paesaggio. Camminando tra la corte, i camminamenti coperti e i vicoli stretti, si ha la sensazione di essere finiti in un set cinematografico perfettamente conservato. Qui tutto è vicino, raccolto, armonioso. E soprattutto autentico: sembra davvero che qualcuno abbia premuto “pausa” tra l’XI e il XIV secolo.
La storia del borgo è un romanzo europeo. Alla fine dell’VIII secolo, un ramo scozzese degli Scotti Douglas si stabilisce nel Piacentino. Da lì in poi, Vigoleno cresce tra alleanze, assedi, ricostruzioni. Nel Settecento cambia pelle: da avamposto militare diventa residenza di campagna, senza però perdere la sua anima difensiva. Oggi questo doppio volto è ancora visibile: eleganza e austerità convivono in un equilibrio raro, profondamente italiano. Da Piacenza a Vigoleno sono circa 43 chilometri, un percorso semplice e piacevole. Le strade provinciali scorrono tra filari, cascine e torri, perfette per chi viaggia in auto, moto o cabrio.
L’itinerario è già parte dell’esperienza: una sequenza di paesaggi che prepara all’ingresso nel borgo. Lungo il tragitto meritano una sosta il Castello di Paderna, con fossato e orti storici, e Carpaneto Piacentino, ideale per un caffè e un assaggio di salumi DOP. Poco oltre, Castell’Arquato offre una piazza scenografica e una rocca imponente. Gli ultimi chilometri, lungo la SP12, attraversano vigneti e crinali dolci prima di arrivare al parcheggio esterno alle mura: da lì, Vigoleno si scopre solo a piedi.

Dentro il borgo ogni angolo è un’inquadratura. Da non perdere:
- Il Mastio, la torre principale, da cui si gode una vista spettacolare sulla Val d’Arda.
- I camminamenti di ronda, perfetti al tramonto.
- La corte del castello, con pietra chiara e archi che raccontano secoli di storia.
- La Pieve di San Giorgio, con origini nel XII secolo e interni barocchi.
- Le porte monumentali e le merlature, un manuale a cielo aperto di architettura militare.
- Le botteghe del borgo, piccole e curate, ideali per prodotti locali e souvenir autentici.
Fuori dalle mura, una sorpresa: la Wine Room di Vini Barani, atmosfera anni ’50 e aperitivi vintage. Per gli appassionati, il rarissimo Vin Santo di Vigoleno DOC è un tesoro da scoprire. Le stagioni migliori sono autunno e primavera, quando la luce esalta i colori delle colline. In estate conviene puntare sulle ore serali, mentre d’inverno la nebbia crea un’atmosfera sospesa e suggestiva.
La cucina piacentina è una certezza: salumi DOP, pisarei e fasö, tortelli con la coda. Per dormire, le dimore storiche dentro o accanto alle mura offrono un’esperienza indimenticabile. Chi vuole allungare la gita può visitare Castell’Arquato, il Castello di Paderna, o esplorare i sentieri del Parco dello Stirone e del Piacenziano, tra canyon, fossili e silenzi. Vigoleno è il luogo perfetto per staccare senza allontanarsi troppo: un borgo compatto, un castello vivo e paesaggi che sanno essere gentili e potenti allo stesso tempo. Bastano poche ore per innamorarsene; un weekend per non voler più tornare.
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