Animali in laboratorio, l’Italia dice sì alla sperimentazione per xenotrapianti e sostanze d’abuso

Gen 27, 2026 - 20:30
 0
Animali in laboratorio, l’Italia dice sì alla sperimentazione per xenotrapianti e sostanze d’abuso

Con l’abrogazione dei divieti su xenotrapianti e sostanze d’abuso, si riapre la discussione sull’eticità degli esperimenti sugli animali e i limiti entro cui operare

Dopo oltre un decennio di rinvii e incertezze, nei primi giorni del 2026 in Italia sono stati abrogati i divieti di sperimentazione animale relativi agli studi sugli xenotrapianti d’organo e sulle sostanze d’abuso.

Questa scelta riallinea il nostro Paese al quadro normativo europeo, ma al tempo stesso riaccende un intenso dibattito, in cui le esigenze degli scienziati, la tutela del benessere animale e le aspettative dei pazienti continuano a scontrarsi.

Gli argomenti della ricerca

I divieti erano stati introdotti nel lontano 2014, con un decreto legislativo che recepiva la Direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici. L’entrata in vigore del divieto era prevista per il 1° gennaio 2026.

Nel dare attuazione alla direttiva, l’Italia aveva scelto un approccio più restrittivo rispetto agli altri Stati membri, chiudendo del tutto alla sperimentazione animale ambiti di studio che altrove restavano e restano aperti. Secondo parte del mondo della ricerca, lo stop all’utilizzo di animali, se applicato, avrebbe avuto effetti negativi e difficili da gestire.

Quando si parla di xenotrapianti, infatti, ci si riferisce all’utilizzo di organi provenienti da specie diverse. Questa pratica punta a rispondere alla cronica carenza di organi umani disponibili e, per il momento, si fonda ancora su modelli animali complessi.

Un discorso analogo riguarda gli studi sulle sostanze d’abuso: i disturbi correlati al loro consumo sono patologie multifattoriali, in cui si intrecciano componenti biologiche, comportamentali e ambientali difficilmente separabili. Anche in questo caso, l’assenza di modelli alternativi pienamente sostitutivi è spesso indicata come motivo della necessità di ricorrere agli animali.

Uno scontro aperto

La reazione delle organizzazioni di stampo animalista all’abrogazione non si è fatta attendere. Secondo Lav, per esempio, la decisione rappresenta “un passo indietro sconcertante“, nonché la conferma di un’inerzia istituzionale in questo specifico settore.

In un commento critico, l’associazione ha definito le ricerche sugli xenotrapianti e sugli effetti di sostanze come fumo, alcol e droghe su modelli animali come “obsolete, non predittive per l’essere umano e potenzialmente dannose” per la salute, sottolineando che continuare a finanziare questi approcci significa affidarsi a un modello di ricerca che ha dimostrato mancanze metodologiche e un alto tasso di fallimento nel trasferire risultati sugli esseri umani.

Lav sostiene che l’Italia continui a perdere occasioni per incentivare e finanziare strade alternative, basate su modelli umani e tecnologie più avanzate. Le critiche si spingono fino a chiedere il ripristino dei divieti attraverso emendamenti parlamentari.

La situazione italiana

Il quadro normativo italiano nel campo della sperimentazione resta comunque tra i più articolati in Europa. Nel nostro Paese, i test sugli animali sono consentiti strettamente necessari e devono attenersi al principio delle 3R: sostituzione, riduzione e raffinamento.

La sostituzione impone di non usare animali quando esistono metodi alternativi validati, come test in vitro su cellule umane, modelli computazionali o sistemi avanzati come gli organi su chip.

La riduzione riguarda il numero di animali impiegati; significa che gli studi devono essere progettati per ottenere risultati affidabili utilizzando il minor numero possibile di individui.

Infine, il raffinamento mira invece a diminuire la sofferenza degli animali coinvolti, migliorando le condizioni di vita, utilizzando tecniche meno invasive e ricorrendo ad anestesia quando necessario.

Esistono inoltre divieti assoluti per alcune pratiche e tutele specifiche, come il diritto all’obiezione di coscienza, promosso e ottenuto proprio da Lav insieme ad altre associazioni animaliste ed ambientaliste.

Tuttavia, Lav ha più volte denunciato negli scorsi anni irregolarità e situazioni poco trasparenti, che vanno a rendere meno efficace questo insieme di regole e controlli.

Nel 2023, per esempio, l’associazione ha inviato una lettera a Telethon, per chiedere maggiori garanzie dal punto di vista del benessere animale, più chiarezza sulle pratiche effettivamente finanziate e un impegno concreto nella riduzione degli esperimenti sugli animali nel tempo.

Crediti immagine: Depositphotos

L'articolo Animali in laboratorio, l’Italia dice sì alla sperimentazione per xenotrapianti e sostanze d’abuso è stato pubblicato su GreenPlanner Magazine.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Furioso Furioso 0
Triste Triste 0
Wow Wow 0
Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia