Pin point contouring: la nuova tecnica make up per scolpire e sollevare il viso
Spesso succede che, guardando i video di make up che mi compaiono su TikTok, mi ritrovi a pensare se il creator ha davvero bisogno di tutto quel prodotto e di un contouring così marcato. Chiaramente ognuno è libero di fare come meglio crede, ma personalmente ho bisogno di leggerezza. Ecco perché ho provato a cercare sulla piattaforma soft contouring. E il primo risultato che compare mi ha cambiato l’approccio al trucco.
Merito della make up artist Katie Jane Hughes che racconta una tecnica tanto essenziale quanto strategica ribattezzata pin point contouring. Pin point infatti, significa punto preciso e il nome anticipa già l’idea: pochissimo prodotto, un gesto controllato e un lavoro puntuale che scolpisce senza stratificare. Il vero colpo di genio, però, è l’effetto finale, che alleggerisce i tratti e non aggiunge anni al volto. Perché diciamolo: dopo una certa età, gli strati e le linee dure tendono ad appesantire e irrigidire l’espressività.
Soft contouring: come scolpire e liftare il viso in tutta leggerezza

Bella Hadid – Foto IPA.
Il pin point contouring rientra nella grande famiglia del soft contouring, ma con una filosofia ancora più chirurgica. A differenza della tecnica di contouring classico che disegna grandi bande scure lungo zigomi, fronte e mandibola, questa tecnica concentra il lavoro sulle ombre naturali del viso.
È un metodo che dialoga con la morfologia individuale invece di sovrascriverla. Il risultato è arioso e naturale, appena sussurato, come se il viso parlasse da sé.
Come fare il pin point contouring: occorre… parlare
Per prima cosa, la make up artist suggerisce di posizionarsi davanti allo specchio e di parlare enfatizzando i movimenti della bocca e del viso durante l’enunciazione delle parole. In questo modo emergono i punti in cui la pelle crea naturalmente ombra. È lì che si deposita il prodotto (quello specifico per il contouring, dalla nuance nei toni freddi del marroni). Leggermente sotto lo zigomo, nella rientranza della mandibola o nelle piccole nicchie facciali che compaiono quando il muscolo lavora.
Il prodotto si preleva con un pennello di piccole dimensioni e media densità, si deposita e si sfuma quasi sul posto, senza tirare e senza collegare tutte le zone. Il lavoro resta così localizzato e impeccabile anche da vicino.
Negli step successivi, con lo stesso pennello, si possono definire naso e orbite ma sempre mantenendo la frammentazione tipica della tecnica. Anche il lip contouring segue lo stesso principio: un pennello sottile, due tocchi agli angoli e un’estensione minima che crea volume ottico.
Il risultato non è teatrale, bensì incredibilmente realistico. È un modo più contemporaneo di pensare al contouring, meno caricaturale e più liftante, che gioca con le ombre invece che con le righe.

Jason Wu – Spotlight/Launchmetrics
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