In montagna non basta solo una crema idratante, e qui vi spieghiamo perché. Ecco tutte le dritte utili per divertirsi senza rischi per la pelle

Gen 27, 2026 - 11:00
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In montagna non basta solo una crema idratante, e qui vi spieghiamo perché. Ecco tutte le dritte utili per divertirsi senza rischi per la pelle

Che le basse temperature non siano grandi amiche della pelle è noto, e la cosa vale a maggior ragione in montagna: prendersi cura della pelle sulla neve, infatti, richiede qualche accorgimento in più rispetto all’abituale skincare invernale, buone abitudine da praticare sia prima di scendere in pista che di sera, dopo una giornata sugli sci.

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Prendersi cura della pelle sulla neve: perché è importante

Sciare, ma anche semplicemente trascorrere del tempo in alta quota d’inverno, può avere effetti deleteri sulla pelle, per via del freddo ma anche dei raggi UV: la neve, infatti, riflette molto più rispetto alla sabbia (fino al 12% per ogni 1000 metri, mentre la neve fresca riflette fino all’80% delle radiazioni UV contro il 25% della sabbia), causando macchie e altri danni cutanei.

Romee Strijd – Foto IPA

Ci sono, poi, le conseguenze immediate e visibili, come screpolature e secchezza, che colpiscono le aree più esposte, ossia labbra, naso, guance e mani. Più rare, ma non meno possibili, le bruciature da freddo, e per niente gradevoli.

Secchezza e screpolature, anche a distanza di giorni

prendersi cura della pelle sulla neve

In montagna la pelle necessita di accorgimenti ulteriori rispetto alla città, specie sulla neve (IPA).

Non sempre il freddo colpisce subito, fa notare Danielle Louise, esperta di hair & beauty sull’app Fresha. «L’aria fredda, il vento e l’altitudine sottraggono rapidamente idratazione, mentre la neve riflette i raggi UV direttamente sul viso. È la combinazione perfetta per secchezza, sensibilità e danni a lungo termine», fa notare l’esperta.

Gli effetti collaterali sottovalutati

In inverno, insomma, la montagna crea una combinazione unica di fattori di stress che possono compromettere la barriera cutanea. Alle problematiche già evidenziate, inoltre, bisogna aggiungere anche altri due elementi negativi: l’aria fredda e secca riduce la produzione naturale di sebo e il riscaldamento di chalet e hotel stende a seccare ulteriormente la pelle durante la notte. «La pelle non si limita a sembrare secca- prosegue l’esperta – la barriera cutanea viene realmente danneggiata». Di qui, la comparsa di «bruciore, sensazione di tensione, riacutizzazioni di eczema o improvvise imperfezioni».

Gli errori più comuni

Quando si va in montagna ci sono degli errori molto comuni, che spesso si commettono senza nemmeno pensarci. Su tutti, la rinuncia alla protezione solare, associata al caldo e non ai climi più rigidi, così come a una protezione per labbra e contorno occhi. C’è, poi, l’utilizzo di  detergenti schiumogeni o troppo aggressivi, e quello di creme poco efficaci  e gli interventi tardivi: «Quando la pelle inizia a dare fastidio, il danno è già iniziato», ammonisce Danielle Louise.

Prendersi cura della pelle sulla neve: la giusta routine

La giusta beauty routine prevede un prima, un durante e un dopo, proprio come al mare. Al mattino, è bene utilizzare una crema protettiva con SPF, meglio se dalla formula ricca, con ingredienti capaci di prevenire e riparare i danni della barriera cutanea: ceramidi, glicerina e squalano sono tra quelli da cercare nell’Inci.

Indispensabili, anche balsamo labbra e contorno occhi, per prevenire la disidratazione di queste aree delicate. Molto importante, inoltre, bere molto: in montagna non ci si pensa spesso, ma è importante per mantenersi idratate. Se si prevede di rimanere fuori tutta la giornata meglio portare con sé dei piccoli salvavita: stick labbra e SPF in stick sono perfetti per le riapplicazioni tra una discesa e l’altra, dato che i formati più piccoli in commercio entrano comodamente nelle tasche delle giacche.

Alla sera, poi, via libera ai trattamenti più importanti, con maschere restitutive, un contorno occhi ricco e sieri dall’effetto cocoon. Una sana e buona dormita, profonda dopo un giorno in pista, completerà al meglio la rigenerazione cutanea.

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Redazione Redazione Eventi e News