Audizione in Parlamento del commissario Ue Séjourné: «La dipendenza dai combustibili fossili rende vulnerabili»

Aprile 9, 2026 - 18:30
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Audizione in Parlamento del commissario Ue Séjourné: «La dipendenza dai combustibili fossili rende vulnerabili»

«Partendo dal Covid, passando per l’Ucraina fino all’Iran, gli insegnamenti da trarre sono più o meno gli stessi: abbiamo una dipendenza dal fossile, che noi non produciamo tra l’altro in Europa, e che per definizione ci rende vulnerabili in merito alle evoluzioni geopolitiche, diplomatiche, militari e alle diverse crisi nel mondo che possono influenzare al di fuori della nostra volontà il mercato energetico europeo. Serve un consenso europeo sul fatto che il nostro obiettivo di elettrificazione non è solo un obiettivo per l’ambiente ma è anzitutto un obiettivo economico. Diversi paesi meno dipendenti dal gas e dal petrolio resistono meglio oggi alle crisi energetiche che viviamo ed è un fatto, lo vediamo a livello europeo». A parlare è Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione europea per la prosperità e la strategia industriale. Il commissario Ue lo fa in audizione nelle commissioni congiunte di Camera e Senato, mettendo sul tavolo una serie di dichiarazioni che mostrano tutta la distanza che separa l’operato del governo italiano rispetto alle raccomandazioni che ormai quotidianamente arrivano da Bruxelles, Strasburgo e Francoforte. «La dipendenza dal fossile ci rende per definizione vulnerabili», ribadisce Séjourné intervenendo di fronte alle commissioni Ambiente, Attività produttive e Politiche Ue della Camera e le Commissioni Industria e Politiche Ue del Senato. «E penso che non dobbiamo deviare da questo insegnamento, dobbiamo coglierlo per risolvere nel lungo termine queste tematiche. Sostituire una dipendenza con un’altra non è mai stata una soluzione. Il nostro obiettivo di elettrificazione non è solo per l’ambiente, ma è in primo luogo economico».

Il commissario Ue sottolinea quanto la transizione green sia conveniente anche per la crescita e i conti statali, di fatto marcando la differenza di impostazione rispetto a un governo, il nostro, che continua a puntare sui combustibili fossili e a rallentare la realizzazione di nuovi impianti per le rinnovabili. Séjourné sottolinea tra l’altro che senza investimenti non cìè una vera transizione, non c’è innovazione e non c’è sovranità. Per l’Europa nel suo complesso e per i singoli Stati membri. «Il Fondo per la concorrenza ci deve permettere di sostenere le imprese che innovano», dice auspicando anche una mobilitazione «dei risparmi degli europei».

E se il nostro governo mostra insofferenza nel rispettare le norme comunitarie per tagliare le emissioni di gas climalteranti e per contrastare il cambiamento climatico, se da Roma partono in continuazione richieste di «sospensione» (dall’Ets nelle scorse settimane al Patto di stabilità oggi), Séjourné di fronte ai parlamentari ribadisce che il Cbam è uno strumento per modernizzare le industrie, è un utile investimento e non una forma di tassazione: «Il sistema di decarbonizzazione alle frontiere è un meccanismo di investimento delle nostre aziende per poter modernizzare la nostra industria, per poter portare innovazione e decarbonizzazione». Anche in questo caso, come è stato per l’Ets, la linea di Bruxelles è: modificare, se necessario, sì, sospendere no. Aggiunge infatti Séjourné: «Dobbiamo rilevare che molti dei ricavi di questo sistema sono stati utilizzati negli ultimi anni nel bilancio generale degli stati membri per altri finanziamenti e quindi abbiamo bisogno di riflettere su questo strumento per trasformare il nostro sistema, decarbonizzare nostre economie e rendere questo sistema più efficace in questo momento, altrimenti lo strumento sarà sempre visto come una tassazione e non come un investimento».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia