Aumenti ed arretrati dopo la firma definitiva sul rinnovo CCNL degli Enti Locali 2022-2024
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Aumenti in busta paga, arretrati fino a febbraio 2026 e nuove tabelle retributive per oltre 400mila dipendenti: scopriamo tutte le novità dopo la firma definitiva sul rinnovo CCNL degli Enti Locali 2022-2024.
È arrivata la sottoscrizione definitiva del Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Locali per il triennio 2022-2024. L’intesa è stata siglata il 23 febbraio 2026 presso l’ARAN, l’Agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni nelle trattative sindacali, al termine di un percorso negoziale durato diversi mesi e conclusosi dopo il via libera degli organi di controllo contabile.
Hanno apposto la propria firma quasi tutte le organizzazioni sindacali rappresentative, ad eccezione della CGIL. Il rinnovo interessa più di 400mila lavoratrici e lavoratori impiegati in Comuni, Province, Regioni e Camere di commercio, chiudendo formalmente un triennio contrattuale ormai scaduto da tempo. Il fatto che l’accordo arrivi nel 2026, quando il periodo di riferimento si è già concluso, evidenzia ancora una volta la complessità e la lentezza delle procedure che regolano la contrattazione nel pubblico impiego. Tuttavia, con la firma definitiva, le nuove regole diventano pienamente operative sia sul piano economico sia su quello normativo.
Qui potete leggere l’approfondimento sulla firma e il testo definitivo del CCNL.
Incrementi stipendiali: quanto vale il rinnovo
Tra gli aspetti più attesi c’è senza dubbio l’adeguamento delle retribuzioni. Il contratto prevede un aumento medio mensile lordo pari a 136,76 euro, calcolato su tredici mensilità. In termini percentuali, si tratta di un incremento del 5,78% rispetto al monte salari del 2021.
A questa cifra si aggiunge una quota ulteriore dello 0,22% destinata al trattamento accessorio, cioè a quelle componenti della paga legate a indennità e compensi variabili. Sommando le due voci, l’incremento complessivo si avvicina ai 140 euro lordi al mese.
Si tratta di un aumento strutturale, che entra stabilmente nella parte tabellare dello stipendio. Questo significa che l’adeguamento non è temporaneo né legato a misure una tantum: incide in modo permanente sulla retribuzione base e produce effetti anche su istituti collegati, come tredicesima, trattamento di fine servizio e contributi previdenziali.
Arretrati: in arrivo somme significative
Con la firma del contratto si sblocca anche il pagamento delle somme maturate nel periodo di vacanza contrattuale. Gli arretrati saranno calcolati fino al 28 febbraio 2026 e ammonteranno mediamente a 1.728 euro lordi per ciascun dipendente.
L’importo effettivo varierà in base all’area di inquadramento e alla posizione economica individuale, ma per molti lavoratori si tratta di una cifra rilevante che verrà corrisposta nei prossimi cedolini. Questo conguaglio rappresenta il riconoscimento economico per gli anni in cui il contratto era scaduto ma non ancora rinnovato.
Le nuove tabelle: come cambiano gli stipendi
Il rinnovo introduce aggiornamenti puntuali alle tabelle retributive, con differenziazioni in base alle quattro aree professionali: Funzionari ed Elevata Qualificazione, Istruttori, Operatori Esperti e Operatori.
Incrementi mensili della retribuzione tabellare
Dal 1° gennaio 2024 gli aumenti mensili lordi (per tredici mensilità) risultano così articolati:
- Funzionari ed Elevata Qualificazione: incremento di 144,11 euro, a cui si aggiunge il conglobamento dell’indennità di comparto per 14,37 euro, per un totale di 158,48 euro.
- Istruttori: aumento di 132,81 euro più 12,68 euro di conglobamento, per complessivi 145,49 euro.
- Operatori Esperti: 118,17 euro di incremento e 10,89 euro di conglobamento, per un totale di 129,06 euro.
- Operatori: 113,51 euro più 8,97 euro, con un aumento complessivo di 122,48 euro.
Il “conglobamento” consiste nell’assorbimento di una parte dell’indennità di comparto direttamente nella retribuzione tabellare, con l’obiettivo di rendere più lineare e stabile la struttura dello stipendio.
Nuove retribuzioni annue
Le retribuzioni tabellari annue (calcolate su dodici mensilità, cui si aggiunge la tredicesima) risultano aggiornate come segue:
- Funzionari ed Elevata Qualificazione: da 24.941,67 euro a 25.114,11 euro dopo il conglobamento.
- Istruttori: da 22.986,59 euro a 23.138,75 euro.
- Operatori Esperti: da 20.452,55 euro a 20.583,23 euro.
- Operatori: da 19.645,43 euro a 19.753,07 euro.
Questi valori costituiscono la base su cui si innestano eventuali progressioni economiche, incarichi specifici e altre voci accessorie.
Indennità di comparto: cosa cambia
Un capitolo specifico riguarda l’indennità di comparto, una componente mensile riconosciuta per dodici mensilità. Con il rinnovo, una parte di questa indennità viene inglobata nello stipendio tabellare, mentre la restante quota rimane distinta.
I valori mensili iniziali e quelli risultanti dopo il conglobamento sono i seguenti:
- Funzionari ed Elevata Qualificazione: da 51,90 euro a 36,33 euro.
- Istruttori: da 45,80 euro a 32,06 euro.
- Operatori Esperti: da 39,31 euro a 27,52 euro.
- Operatori: da 32,40 euro a 22,68 euro.
La riduzione dell’importo “in uscita” non comporta una perdita economica, poiché la parte sottratta viene trasferita nella retribuzione base. In questo modo si rafforza la componente stabile dello stipendio, rendendola meno frammentata.
Le tabelle retributive aggiornate
Tabella A
Tabella B
Tabella C
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