Intelligenza artificiale e lavoro: il ruolo di Confprofessioni nel primo documento per l’Osservatorio nazionale

Febbraio 25, 2026 - 12:30
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Intelligenza artificiale e lavoro: il ruolo di Confprofessioni nel primo documento per l’Osservatorio nazionale

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Il Ministero del Lavoro avvia il percorso verso un Osservatorio nazionale sull’IA applicata al lavoro, raccogliendo contributi da istituzioni e rappresentanze professionali. Tra questi, l’analisi di Confprofessioni offre una visione approfondita sulle sfide e le opportunità della trasformazione digitale per le libere professioni.

di Miriam Minopoli, Confprofessioni

Il Ministero del Lavoro ha diffuso il primo documento preparatorio per l’avvio dell’Osservatorio nazionale sull’intelligenza artificiale nel mondo del lavoro, un’iniziativa pensata per analizzare in modo sistematico l’impatto dell’IA su professioni, imprese e mercato del lavoro. Tra i contributi raccolti spicca quello di Confprofessioni, che offre una visione dettagliata sulle trasformazioni in atto nelle libere professioni, un settore che in Italia conta circa 1,5 milioni di lavoratori.

Un quadro aggiornato sull’adozione dell’IA nel lavoro

Il documento ministeriale raccoglie analisi provenienti da istituzioni, università e realtà private, con l’obiettivo di delineare un primo scenario sull’evoluzione dell’IA nel contesto lavorativo. I temi affrontati includono:

  • il posizionamento europeo e internazionale dell’IA
  • la strategia nazionale italiana
  • il livello di esposizione delle professioni ai sistemi di IA
  • l’adozione dell’IA nelle imprese
  • casi studio e applicazioni concrete nei processi produttivi e nei servizi

L’intento è avviare un percorso di confronto stabile tra pubblico e privato, così da favorire un’adozione dell’IA responsabile, trasparente e orientata alla crescita.

Il contributo di Confprofessioni: dati e analisi sulle libere professioni

Nel 2025 l’ ha realizzato un’indagine per misurare diffusione, percezione e impatto dell’IA tra i professionisti italiani. Su 1.180 rispondenti:

  • 58,2% utilizza frequentemente strumenti di IA
  • 25,4% li usa in modo occasionale
  • 16,4% non li utilizza

L’adozione varia in base alla categoria professionale: si passa dal 76,7% degli esperti economico‑finanziari al 45,9% dei professionisti sanitari e degli architetti. Anche fattori anagrafici, territoriali e la dimensione degli studi influenzano significativamente il livello di digitalizzazione.

Le quattro priorità indicate da Confprofessioni per una transizione digitale equilibrata

Nel suo contributo, Confprofessioni individua quattro direttrici strategiche per accompagnare la trasformazione digitale delle professioni, garantendo che l’IA sia uno strumento di crescita e non un fattore di squilibrio.

  1. Prevenire i rischi

È essenziale tutelare la “personalità” della prestazione professionale, principio fondante delle professioni intellettuali. La normativa italiana sull’IA conferma un approccio antropocentrico: l’IA deve supportare, non sostituire, il professionista. Servono quindi:

  • alfabetizzazione digitale
  • sistemi sicuri e affidabili
  • prevenzione di discriminazioni nei trattamenti automatizzati dei dati
  1. Ripensare la formazione

I percorsi universitari non sono ancora allineati alle esigenze tecnologiche del mercato. Confprofessioni propone di:

  • integrare competenze digitali e IA nei curricula
  • rafforzare la collaborazione tra università e associazioni professionali
  • promuovere una formazione interdisciplinare continua
  1. Sostenere gli studi professionali

Per adottare l’IA servono infrastrutture adeguate, dataset di qualità e investimenti. Gli studi devono sviluppare competenze in data science e valorizzare i dati gestiti, anche tramite banche dati condivise.

  1. Favorire modelli organizzativi evoluti

L’IA accelera la nascita di modelli multidisciplinari, basati sull’integrazione di competenze diverse. L’aggregazione tra studi diventa quindi strategica per sostenere investimenti e specializzazioni. Alcune limitazioni normative – come il divieto per gli avvocati di partecipare alle STP multidisciplinari – rischiano però di rallentare l’innovazione.

Verso un Osservatorio nazionale per guidare l’adozione dell’IA nel lavoro

Grazie ai contributi raccolti, il Ministero del Lavoro potrà avviare un percorso di analisi strutturato, utile a definire politiche pubbliche capaci di accompagnare l’adozione dell’intelligenza artificiale nel lavoro in modo equo, sostenibile e orientato allo sviluppo del sistema professionale.

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