Camp Singara, la base italiana in Iraq. Cosa fanno i militari e perché è stata colpita

Mar 13, 2026 - 10:00
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Camp Singara, la base italiana in Iraq. Cosa fanno i militari e perché è stata colpita

A Erbil, capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno, l’Italia mantiene da oltre un decennio una presenza militare nell’ambito della missione internazionale contro l’Isis. Il cuore del contingente italiano è Camp Singara, una base militare situata nei pressi dell’aeroporto della città e integrata nella rete delle installazioni della coalizione guidata dagli Stati Uniti e della Nato.

Camp Singara prende il nome da un’antica fortezza legionaria dell’epoca dell’imperatore romano Settimio Severo. Oggi ospita i militari italiani impegnati nell’operazione Prima Parthica”, la missione con cui l’Italia contribuisce alla stabilizzazione dell’Iraq dopo la guerra contro lo Stato islamico.

Il compito principale dei soldati italiani non è il combattimento diretto ma l’addestramento delle forze locali, in particolare dei peshmerga curdi. Negli anni i militari italiani hanno formato migliaia di combattenti del Kurdistan iracheno con corsi che spaziano dal combattimento urbano alle operazioni in montagna, dalla gestione delle sommosse all’impiego dei tiratori scelti.

Nel 2025 sono stati addestrati oltre 1.200 militari curdi. L’obiettivo della missione è rendere le forze locali sempre più autonome nella lotta contro le cellule residue dell’Isis, ancora presenti in alcune aree del Paese.

Il contingente italiano a Erbil è guidato dal colonnello Stefano Pizzotti e comprende circa 140 militari, anche se il numero è stato progressivamente ridotto negli ultimi giorni. Nella base opera anche il Task Group Griffon, uno squadrone con elicotteri utilizzato dalla coalizione per il trasporto di personale e materiali tra le basi nel nord dell’Iraq.

Accanto alle attività militari, la missione include anche iniziative di cooperazione civile e militare: donazioni di farmaci e attrezzature sanitarie, sostegno logistico agli ospedali e contatti con le autorità locali.

Nella notte tra mercoledì e giovedì Camp Singara è stata colpita da un drone di tipo Shahed, di produzione iraniana. L’allarme è scattato intorno alle 20.30, quando la coalizione ha segnalato una possibile minaccia aerea. Seguendo le procedure di sicurezza, i militari italiani si sono rifugiati nei bunker della base.

Circa quattro ore dopo il drone si è schiantato all’interno del perimetro militare, colpendo un autocarro adibito al trasporto di materiali logistici. L’impatto ha provocato un’esplosione e un incendio, ma non ci sono stati feriti tra i militari italiani.

Secondo le prime valutazioni il velivolo potrebbe essere stato lanciato da milizie sciite filoiraniane presenti in Iraq, anche se non è ancora certo se l’obiettivo fosse direttamente la base italiana o l’area militare della coalizione.

Nelle ultime settimane la tensione in Iraq è aumentata a causa dello scontro indiretto tra Iran, Stati Uniti e Israele. Diverse milizie sciite legate a Teheran hanno intensificato gli attacchi contro installazioni militari occidentali presenti nel Paese.

Un gruppo che si fa chiamare Brigate dei Guardiani del Sangue” ha rivendicato sui social il lancio di droni contro obiettivi collegati agli Stati Uniti, tra cui strutture vicino all’aeroporto di Baghdad e la base aerea di Harir, sempre nella zona di Erbil.

Secondo diversi analisti, gli attacchi sarebbero una ritorsione dopo i raid che hanno colpito basi delle Forze di mobilitazione popolare (Pmf), una rete di milizie sciite irachene sostenute dall’Iran. Nei giorni scorsi una ventina di loro combattenti sono rimasti uccisi in operazioni contro queste basi.

In questo contesto, le basi che ospitano personale della coalizione internazionale — tra cui italiani e francesi — diventano bersagli simbolici della presenza occidentale nella regione.

La tensione è aumentata ulteriormente nelle ultime ore dopo la morte di un militare francese in un attacco nella stessa area di Erbil. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che il maresciallo Arnaud Frion, del battaglione cacciatori alpini, è rimasto ucciso mentre altri soldati francesi sono rimasti feriti.

Parigi ha definito l’attacco “inaccettabile”, sottolineando che la presenza delle truppe francesi in Iraq — come quella italiana — è legata esclusivamente alla lotta contro l’Isis e alla stabilizzazione del Paese.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia