Ciao Enrica, rappresentavi tutte le donne
RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – “Egregio Direttore, non riesco a non pensare a “Non è la Rai”. Ma Enrica Bonaccorti era tutte le donne. Era la mamma del tuo amico fortunato. Quella che quando arrivava facevi sempre un sogno di pensiero. Era la zia in forma o la cugina di una bellezza coinvolgente ma rispettata. Aveva fatto tutto nell’arte ; TV, cinema, canzoni, radio e tanto altro ancora.
Lei era sempre l’amica del pubblico. Un personaggio con la testa sulle spalle e un piglio discreto ma preciso. La TV che bussava; entrava con quella bellezza seria ma profonda.
Un freno fatto con l’eleganza. La sua versione di non è la Rai è stata sicuramente la più bella.
Sicuramente con i canoni giusti. Una professoressa magari di educazione fisica, visto il corpo perfetto e le esperienze ottime come atleta. Una professoressa moderna ma sempre con il tono giusto. Giovani ragazze guidate nel mondo nella giungla dello spettacolo. Mitica la scena dove scopre una truffa nei giochi.
Perché prima di tutto veniva il rispetto del pubblico e la sua grande classe discreta.
Sei stata una donna giovane, ma con un fascino di ironia e mistero. La TV poi con gli anni è cambiata ma sei è rimasta con quella lontananza dal mondo sempre più litigioso dello spettacolo.
Il ricordo più bello purtroppo l’unico ; come molti personaggi dello spettacolo di un tempo.
La premiazione internazionale della TV. il Telegatto. Ero un disperato e ingellato inviato in cerca di qualcosa …Non avevo accredito nè operatori. Era l’ultima volta che veniva fatta la serata al teatro Nazionale di Milano.
Nessuno mi considerava con una telecamera da turista e un microfono da penna stilo …
Ero in un chiuso in un angolo …fino a quando si avvicina un “angelo”. Uno della sicurezza: prendi questo pass. Entra e fai le riprese ma non disturbare nessuno …hai capito pantaloni rossi.
Entro dentro il teatro Nazionale, la serata era già iniziata. Il mio dilemma era l’ultimo treno per tornare a casa. Immagini ne avevo ma senza un big. Intanto che sto per uscire incrocio Enrica…
Ciao Enrica, mi esce dal cuore il saluto. Posso farti un’intervista? Lei con quel sorriso della bella con anima mi dice: ma certo. Pantaloni rossi.
Una intervista da oratorio in stile casereccio. Il complimento più bello ; mi hai fatto ricordare il mio inizio Sicuramente non avrà mai avuto una intervista così impacciata e imbranata con mezzi da amatore… Nell’ andare mi saluta con un sorriso dei tempi d’oro. Io avevo una intervista top
Lei aveva fatto del bene ad un cronista di provincia in città.
La signora della TV e il presentatore di campagna. Qualche dubbio di scherzo o improvvisato per me era rimasto nel suo pensiero …ma poi tornò in sala. Io corsi a prendere il treno.
Il bello della TV di un tempo è che creava miti? No ! Amici e amiche. Signori e signore
Lei era una signora… In quel gesto di concedermi un’intervista c’era tutta l’umiltà dei grandi anzi degli immensi. La lontananza dalla TV di un tempo rispetto ad oggi, è nei grandi artisti che non ci sono più ….o non vengono gratificati.
Ciao Enrica: tre cose ricorderò di te; la tua bellezza e classe, la tua professionalità poliedrica, ma soprattutto la mia intervista dove purtroppo non avevo acceso l’audio per la concitazione del momento. Comunque, è stato bello giocare con te.”
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