Come uscire dall’ennesima crisi energetica? Bce: «Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili»

Mar 20, 2026 - 17:00
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Come uscire dall’ennesima crisi energetica? Bce: «Ridurre la dipendenza dai combustibili fossili»

La guerra in Medio Oriente, scatenata da Usa e Israele contro l’Iran e ormai allargata all’intera area, sta creando rischi al rialzo per l'inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica. Per questo il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha deciso ieri di mantenere inalterati i tre principali tassi d’interesse dell’area euro, ma le prospettive restano assai fosche per il Vecchio continente.

Lo scenario più severo delineato dalla Bce indica che i prezzi del petrolio potrebbero raggiungere un picco di 145 dollari al barile e quelli del gas di 106 euro per MWh nel secondo trimestre del 2026, gravando sui conti di famiglie e imprese: dall’inizio della guerra, i costi del gas in Ue sono già più che raddoppiati e a causa del meccanismo del prezzo marginale si stanno riflettendo anche sulle bollette dell’elettricità, con l’Italia tra i Paesi più esposti in Europa (dato che il gas fossile determina il costo all’ingrosso dell’elettricità per l’89% delle ore, in questa prima parte dell’anno).

In questo contesto «qualsiasi risposta fiscale allo shock dei prezzi dell'energia dovrebbe essere temporanea, mirata e calibrata – spiegano Christine Lagarde e Luis de Guindos, rispettivamente presidente e vicepresidente della Bce – L'attuale crisi energetica evidenzia l'imperativo di ridurre ulteriormente la dipendenza dai combustibili fossili. Il completamento dell'unione dei risparmi e degli investimenti è fondamentale per finanziare l'innovazione e sostenere le transizioni verde e digitale». 

Si tratta di una lettura della crisi in corso coerente con quella diffusa nei giorni scorsi dall’Onu, come emerso dall’intervento del responsabile per il clima delle Nazioni Unite Simon Stiell al Green growth summit svolo nella capitale belga: «L’Europa dipende dalle importazioni di gas e petrolio più di quasi tutte le altre grandi economie. Questo vi è già costato oltre 420 miliardi di euro solo nel 2024».

Stiell ha evidenziato che quanto sta avvenendo in queste ultime settimane costituisce «l’ennesima dura lezione» circa ciò che vuol dire dipendere dai combustibili fossili. Questa «dipendenza», sottolinea Stiell, «sta minando la sicurezza nazionale e la sovranità, sostituendole con una posizione di subordinazione e con costi in aumento».

Se le rinnovabili sono una forma di energia che non si presta agli stessi ricatti dei combustibili fossili è perché, come appunto dice con una battuta il capo del dipartimento clima dell’Onu, «la luce del sole non dipende da stretti marittimi angusti e vulnerabili, il vento soffia senza bisogno di imponenti scorte navali finanziate dai contribuenti. L'energia rinnovabile permette ai paesi di isolarsi dalle turbolenze globali e di eludere la politica del “chi più forte ha ragione”. L’energia rinnovabile risponde inoltre alle principali priorità dei cittadini in tutto il continente: sicurezza, posti di lavoro ben retribuiti, salute migliore e sollievo dall'aumento del costo della vita».

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia